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Willem Dafoe: il nuovo Frankenstein di Povere creature

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Nei giorni scorsi a Roma si è tenuto l’incontro con Willem Dafoe per parlare del Leone d’Oro 2023 Povere creature. L’attore americano, da poco premiato con la prestigiosissima stella sulla Hollywood Walk of Fame, ha raccontato il suo lavoro con il regista Yorgos Lanthimos, la costruzione del personaggio di Godwin Baxter, il rapporto con Emma Stone e la figura dell’uomo e della donna in Povere creature.

La grandezza di Povere creature

“Questa storia prende a piene mani la storia di Frankenstein, solo che in questo caso lo scienziato quasi si innamora della sua creazione. Il mio personaggio crede profondamente nella scienza, e con la creazione di Bella sta dando una seconda chance non soltanto a quest’ultima, ma anche a se stesso”.

Willem Dafoe ha sottolineato soprattutto l’importanza del film sotto la prospettiva di un racconto sociale, che mostra alcuni “volti” dell’uomo e, attraverso Bella, racconta una storia di emancipazione, che parte da una donna in catene per arrivare alla totale consapevolezza del proprio essere e alla totale libertà.

Povere creature però non è solo questo, ma è anche un opera tecnicamente notevolissima, dove le scenografie, i costumi ed il trucco proiettano lo spettatore un mondo favolistico ma allo stesso tempo nero e cupo. Dafoe ha speso qualche parola anche su alcuni di questi aspetti, elogiando e soprattutto il raffinato trucco al quale egli era sottoposto per la caratterizzazione del suo personaggio:

“Il trucco è un fantastico strumento, ti consente di guardarti alla specchio e vedere te stesso che svanisci, scompari, per lasciare spazio a qualcun altro. E’ il nucleo della finizione. Non è assolutamente comodo ma ne vale la pena”.

willem dafoe
Willem Dafoe

Due parole anche sul regista e l’interprete principale di Povere creature, qui alla loro seconda collaborazione.

“Lanthimos ha la capacità di creare mondi, lui ti prepara a questo mondo, non ti da indicazioni di regia, ti osserva, guarda quello che fai e poi apporta i necessari aggiustamenti”.

“Emma è fantastica, eccezionale, e nonostante l’enorme talento non ha assolutamente un atteggiamento da diva . Lei e Lanthimos hanno un rapporto speciale, il film ruotava tutto su Emma, e noi tutti eravamo sul set per dare aiuto e supporto a lei”.

Davide Secchi T.
Davide Secchi T.
Cresciuto a pane e cinema, il mio amore per la settima arte è negli anni diventato sempre più grande e oltre a donarmi grandissime emozioni mi ha accompagnato nella mia maturazione personale. Orson Welles, Ingmar Bergman, Akira Kurosawa e Federico Fellini sono gli autori che mi hanno avvicinato a questo mondo meraviglioso.

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