Prendete le convenzioni sociali di un villaggio medievale, mescolatele all’emarginazione di una vita solitaria e condite il tutto con un tocco di provocazione erotica e grottesca. Il risultato è Wicker, la nuova e insolita favola targata dalla coppia di registi Alex Huston Fischer ed Eleanor Wilson. Dopo il caloroso riscontro ricevuto al Zurich Film Festival, la pellicola si appresta a sbarcare nelle sale cinematografiche con una promessa ben precisa. L’idea è di sovvertire le regole del melodramma tradizionale, con spunti innovativi. Basato sul racconto breve The Wicker Husband di Ursula Wills-Jones, il film racconta la storia di una pescatrice sola e malvista dalla comunità. Quest’ultima stanca delle derisioni dei concittadini sulla sua situazione sentimentale, decide per sdegno di commissionare a un mastro cestaio un marito fatto interamente di vimini.
In una situazione così surreale, l’oggetto inanimato rischia di rivelarsi decisamente più umano e appassionato degli uomini in carne ed ossa. A guidare il cast nei panni dell’emarginata protagonista troviamo una straordinaria Olivia Colman, affiancata da Alexander Skarsgård nel ruolo del singolare marito di vimini. Per l’attore svedese si tratta di una prova recitativa unica, arricchita dalle protesi e dal lavoro artigianale curato dalla celebre Wētā Workshop. Ogni dettaglio è stato determinante per rendere credibile la presenza del pupazzo.

Un’analisi profonda delle ipocrisie del matrimonio è presente in Wicker
Ad arricchire un parterre d’eccezione figura inoltre Peter Dinklage nel ruolo dell’eccentrico mastro intrecciatore. L’attore è sempre stato portato per questi ruoli e anche a questo personaggio dona un carisma incisivo. A livello di tematica, il film indaga con tono ironico e sferzante le ipocrisie del matrimonio e la rigidità delle strutture patriarcali. Contro ogni previsione infatti, il marito di paglia dimostra una devozione, un’arguzia e una sensibilità tali da risvegliare i desideri della donna. Questa indole scatena parallelamente un’ondata irrefrenabile di gelosia, scandalo e scompiglio tra gli abitanti del borgo.
Con la fotografia curata nei minimi dettagli e un impianto visivo che unisce atmosfere bucoliche a venature satiriche, Wicker si candida a essere una delle sorprese più originali e spiazzanti della stagione autunnale. Un’opera coraggiosa che dimostra come il cinema sappia ancora ritrovare la poesia e il desiderio nei luoghi più inaspettati.
