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Venezia 83: Un peu avant minuit di Nicolas Pariser porta a Venezia una crisi sentimentale e generazionale

Venezia 83: È Un peu avant minuit di Nicolas Pariser uno dei titoli in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il film, quarto lungometraggio del regista francese, viene presentato oggi, 10 settembre, in Sala Grande, entrando ufficialmente nella corsa al Leone d’Oro.

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Al centro della storia c’è Léo, interpretato da Melvil Poupaud, un uomo di 49 anni che si trova a fare i conti con una fase di profonda trasformazione. Sul punto di separarsi dalla compagna, Léo scopre infatti della morte del padre biologico, un uomo che non ha mai conosciuto. La necessità di recarsi in Italia per occuparsi dell’eredità diventa così l’occasione per fermarsi, tornare a Parigi e ripercorrere le tappe della propria vita.

Tra il confronto con la figlia attivista e gli incontri con figure appartenenti al suo passato, il protagonista finisce per interrogarsi sulla propria identità e, soprattutto, sul modo in cui ha costruito le proprie relazioni con le donne. Pariser utilizza quindi la crisi privata di un uomo della sua generazione per riflettere anche sui cambiamenti morali e sociali intervenuti negli ultimi decenni, in particolare nel rapporto tra desiderio, sentimenti e nuove consapevolezze introdotte dall’epoca del #MeToo.

Venezia 83

Venezia 83: il cast completo del film

Accanto a Poupaud troviamo Chiara Mastroianni, Golshifteh Farahani, Anaïs Demoustier, Léonie Simaga, Clara Pacini e Micha Lescot. In un cast internazionale che accompagna una storia intima e fortemente contemporanea.

Il film è inoltre legato all’Italia anche sul piano produttivo e visivo. Alcune sequenze sono state girate in Emilia-Romagna, tra Ferrara, Bondeno e Sasso Marconi, trasformando luoghi italiani in parte integrante del percorso esistenziale di Léo.

Con Un peu avant minuit, Pariser sembra dunque osservare il presente attraverso la lente di un uomo costretto a fare i conti con il proprio passato. Una crisi sentimentale che diventa, progressivamente, una riflessione più ampia su amore, memoria e cambiamento.

Laura Pavanello
Laura Pavanello
Con la fantasia si può fare il più spettacoloso viaggio che sia consentito ad un essere umano". E questo per me è il cinema, il mio oggetto di studi, la mia passione, ma soprattutto il luogo dove i sogni diventano realtà.

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