NewsVenezia 83: Oasis, il film sulla violenza teen nell'era digitale

Venezia 83: Oasis, il film sulla violenza teen nell’era digitale

Alla 83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la sezione Orizzonti ha ospitato la prima mondiale di Oasis (Oase), l’opera prima del regista tedesco Jannis Lenz. Il film affronta senza sconti le dinamiche della violenza giovanile, l’isolamento sociale e il peso costante dei social media sulle nuove generazioni.

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La trama prende il via dalla diffusione online di un video virale in cui uno studente minaccia i propri compagni di classe, scatenando il panico tra docenti, genitori e alunni. Il protagonista e altri emarginati cercano rifugio in un bosco, trasformando il loro isolamento in un rito in cui il dolore fisico diventa una fuga. Tuttavia, il riaffiorare di vecchie ferite incrina i loro equilibri interrazziali e psicologici.

Venezia 83: un ponte tra giovani talenti e volti noti del cinema tedesco

Il film mette in mostra un trio di giovani attori emergente affiancato da interpreti affermati della televisione e del cinema d’autore tedesco. Florian Geißelmann (Lukas), Anton Petzold (Andrew) e Mathilda Smidt (Maja) sono i protagonisti, mentre Godehard Giese (Babylon Berlin, Transit) li affianca nel ruolo di uno dei padri e di insegnante.

Coprodotto tra Germania e Austria da Zeitgeist Filmproduktion, Wega Film e Third Picture, Oasis vedrà la sua distribuzione nelle sale tedesche nel febbraio 2027.

Le riflessioni del regista Jannis Lenz a Venezia 83: tra autobiografia e paure digitali

In un’intervista per la Mostra il regista ha spiegato l’origine del progetto, girato nella scuola che ha frequentato da bambino che oggi ospita il figlio:

“Le storie più scomode sono spesso quelle che devono essere raccontate. Rispetto a quando ero adolescente io, la violenza non è peggiorata o migliorata, ha solo cambiato forma trasferendosi sul piano digitale. La sensazione di essere costantemente osservati e giudicati dai social media è un peso sempre presente per i ragazzi di oggi.”

Oasis: il processo creativo e la tutela sul set

Per affrontare temi complessi legati alla violenza e al trauma giovanile, la produzione (che vanta al suo interno il nome di Markus Kaatsch) si è avvalsa di un supporto psicologico fin dalla stesura della sceneggiatura, oltre alla presenza costante di un’intimacy coordinator durante il casting, le prove e le riprese delle scene più delicate.

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Sul piano tecnico, la sceneggiatura è stata scritta da Lenz insieme al direttore della fotografia Alexander Dirninger. Una sinergia visiva e narrativa unica, che si è creata fin dalle prime fasi di sviluppo.

Carlotta Pedercini
Carlotta Pedercini
Cresciuta tra film d'animazione, horror e drammi d'autore, per me una buona scrittura viene prima di tutto. Ho un debole per Jason Schwartzman e mi muovo tra Xavier Dolan, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti: Megamind, però, rimane sempre la mia Bibbia.

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