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Variety: snobbato il cinema italiano, nessun film nella top ten

In 117 anni il quotidiano Variety non ha mai presentato una propria classifica

Variety, la prestigiosa rivista statunitense, ha pubblicato la sua classifica dei 100 film più belli della storia del cinema. Nella top ten di Variety, non è rientrato nessun film italiano. Infatti solo la pellicola 8 e ½ (1963) di Federico Fellini, ha occupato la 33esima posizione. Per riassumere, ecco i magnifici dieci di Variety

  • Psycho (Alfred Hitchcock, 1960) 
  • Il Mago di Oz (Victor Fleming, 1939) 
  • Il padrino – parte 1 (Francis Ford Coppola, 1972) 
  • Quarto Potere (Orson Welles, 1941) 
  • Pulp Fiction (Quentin Tarantino, 1994) 
  • I Sette Samurai (Akira Kurosawa, 1954) 
  • 2001 Odissea nello Spazio (Stanley Kubrick, 1968) 
  • La vita è meravigliosa (Frank Capra, 1946) 
  • Eva contro Eva (Joseph L. Mankiewicz, 1950) 
  • Salvate il soldato Ryan (Steven Spielberg, 1998) 
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Alfred Hitchcock e Steven Spielberg nella top ten della classifica

Variety inserisce anche L’avventura (1960) di Michelangelo Antonioni alla posizione numero 44, e alla numero 67, Ladri di biciclette (1948), di Vittorio De Sica. Inoltre, per Variety chiude il centesimo posto Il laureato (The Graduate), con protagonista Dustin Hoffman, per la regia di Mike Nichols.

Comunque Psycho (1960) di Alfred Hitchcock, è il primo film in assoluto della classifica di Variety. I protagonisti sono Janet Leigh ed Anthony Perkins. Infine, la pellicola è ricordata per la leggendaria scena dell’omicidio sotto la doccia, entrata nell’immaginario collettivo.

Mentre Steven Spielberg chiude il decimo posto della classifica con il suo capolavoro bellico, Salvate il soldato Ryan (1998).  

In primo luogo molti lettori hanno notato l’assenza di titoli eccellenti: Schindler’s List di Steven Spielberg, Taxi Driver di Martin Scorsese, Toro Scatenato sempre di Martin Scorsese, Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick, Rashomon di Akira Kurosawa. Una scelta controversa, quella di Variety, che farà discutere: “Proporre i film da includere nella lista è stata la parte facile. Quella difficile è stata decidere quali escludere”, si legge nel paragrafo introduttivo di questa lista a cura della rivista. 

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Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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