Fresco di vittoria del premio Oscar come miglior regia e miglior sceneggiatura per Una battaglia dopo l’altra (qui la recensione) – vincitore anche della statuetta di miglior film – Paul Thomas Anderson ha risposto ad alcune domande scottanti. Un giornalista, infatti, gli ha domandato quale fosse il messaggio della pellicola per la società. Il regista, però, ha risposto: “Pensavo che dovessimo festeggiare!”. In seguito, Anderson ha dichiarato che: “Il nostro film presenta ovviamente una certa quantità di parallelismi con ciò che accade ogni giorno nei notiziari, quindi riflette chiaramente ciò che sta accadendo nel mondo”.
Per rispondere alla domanda, Anderson ha anche dichiarato di non sapere quale dichiarazione prenderà la storia, ma di sapere che “alla fine del nostro film la nostra eroina, Willa, parte per continuare a combattere contro le forze del male, e penso che, come ho detto nel mio discorso, almeno si riportino in auge il buon senso e la decenza”.
Le altre domande poste al regista in conferenza stampa hanno riguardato le questioni razziali e la rappresentazione delle donne di colore. Il regista, riferendosi al personaggio di Teyana Taylor, ha spiegato che quello di Perfidia è un personaggio complicato, che compie decisioni dannose e affronta problemi personali con cui non si è riconciliata. Spiega, però, che il messaggio del film sta nel personaggio di Willa (Chase Infinity).

Una battaglia dopo l’altra, tutti i premi vinti dal film
Con sei statuette vinte, Una battaglia dopo l’altra è il film ad aver ottenuto più premi nella Notte degli Oscar 2026. Alla pellicola, infatti, è andato il premio come miglior film, mentre Paul Thomas Anderson ha trionfato come miglior regia e miglior sceneggiatura non originale. A sorpresa Sean Penn, assente durante la cerimonia, ha vinto come miglior attore non protagonista.
A completare la rose dei premi vinti dal film anche la statuetta come miglior casting e come miglior montaggio.
