Recensioni Serie TVTrue Detective 3 - la memoria e il tempo

True Detective 3 – la memoria e il tempo

True Detective 3 è l’ultima stagione dell’acclamata serie drama HBO sotto la cura dello scrittore e showrunner Nic Pizzolatto, creatore sia della prima che della seconda stagione. La quarta stagione, e a quanto pare anche la quinta, ha cambiato supervisione ed è curata da Issa Lopez. Questa terza stagione arrivò a gennaio del 2019, ben quattro anni dopo la seconda stagione. Dobbiamo ricordare che la seconda con protagonisti Colin Farrell e Vince Vaughn spaccò molto l’opinione sia di pubblico che critica.

Questa terza stagione si potrebbe definire un passo indietro? Una resa? Solo in apparenza. Già dai trailer, dalla fotografia, dai salti temporali ben presenti nella campagna marketing… si poteva notare che Pizzolatto volesse tornare “alle origini” della prima stagione. Invece è un’illusione. Nonostante si torni alla coppia di detective, nonostante i piani temporali simultanei… True Detective 3 parla di altre cose rispetto alla prima stagione. Ti riprende la coppia investigativa, ma il vero protagonista è uno solo. Perché i personaggi di Mahershala Ali e Stephen Dorff non sono sullo stesso piano d’importanza, nonostante la loro amicizia sia quasi al centro.

Questa stagione cambia ancora ambientazione, allontanandosi dalla Louisiana paludosa, dalla California corrotta… ci si addentra nella periferia dell’Arkansas. I “normali quartieri”, dove i poliziotti forse non sono preparati per quello che sta per accadere e dove coi mezzi giusti forse si potevano risolvere davvero i crimini. Qui si decide di lasciar perdere le storie corali e gli intrighi della seconda stagione per tornare alla lentezza ricercata e dell’incedere del tempo che sovrasta la nostra vita. Questa terza stagione convinse sempre più, con tanto cuore e forse fin troppo dimenticata.

True Detective 3 – Trama

Arkansas. Wayne Hayes (Mahershala Ali) nel 2015 è un uomo nero anziano che è intervistato da una giornalista di cronaca nera. L’intervista è riguardo un famoso caso in cui investigò da giovane Wayne quando ancora era un detective della polizia di Stato e veniva chiamato Purple Hayes. Soprannome rimastogli addosso dai tempi del Vietnam dove faceva il ricognitore. Con la memoria Wayne torna al 7 novembre 1980, giorno in cui sparirono la coppia di bambini Will e Julie Purcell. Da quel giorno la vita del detective cambiò per sempre.

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I due detective incaricati di indagare sulla sparizione dei due bambini sono Wayne e Roland West (Stephen Dorff), una consolidata coppia di investigatori e amici. I due arrivati a casa Purcell trovano una situazione familiare tutto fuorché ordinaria. Il padre brillo e sconvolto dalla sparizione dei figli, la madre del tutto ignara arriva solo a tarda notte mentre stava fuori a ubriacarsi con qualcun altro. I due genitori vivono da mesi in letti separati. Scoprono delle copie di Playboy datate sotto il materasso di Will e un buco nell’armadio che apparentemente pare un foro per spiare la camera di Julie.

I due detective non verranno aiutati tanto dalle alte cariche, non abituate a un caso così grave. I genitori saranno troppo occupati a incolparsi a vicenda e tante piste paiono confondere soltanto le indagini. Ragazzi punk, altri pedofili, un uomo che raccatta spazzatura in giro per vivere… Wayne verrà aiutato da una persona che diverrà vitale per le indagini, ovvero l’insegnante d’inglese dei piccoli Purcell, Amelia (Carmen Ejogo). La narrazione è raccontata anche negli anni 90′ quando si riaprirono le indagini e scopriamo che Amelia e Wayne si sono sposati e hanno avuto due figli. Amelia scriverà un libro destinato a diventare un bestseller sul caso Purcell, mai risolto… finora.

True Detective 3 – Cast

Apparentemente si torna alle origini della prima stagione, con al centro la coppia di detective. Invece la serie ha come protagonisti assoluti il detective Hayes e e l’insegnante d’inglese Amelia, Carmen Ejogo. La loro storia d’amore raccontata in tre linee temporali diverse è al centro della narrazione e sarà vitale per lo svolgersi delle indagini. Ali, due volte premio Oscar per Moonlight e Green Book, è il protagonista perfetto per una serie come True Detective, e qui ha modo di risplendere al massimo. Sia da anziano che da giovane detective, in anni diversi tra l’altro.

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Carmen Ejogo (The Penguin) è affascinante, intensa e il vero cuore della storia di Wayne. Il suo personaggio, e tutta la terza stagione, è un gigantesco omaggio a Sangue Freddo di Truman Capote, libro che cambiò la letteratura per sempre facendo nascere il genere del True Crime. Accanto a loro c’è anche l’attore caratterista Stephen Dorff (Nemico Pubblico) che raramente ha avuto modo di risplendere come in questa serie nella sua carriera. Fedele al suo amico Wayne, più capace di relazionarsi con gli altri a differenza del partner e destinato paradossalmente a scambiarsi di ruolo con l’amico col passare degli anni.

La serie ha anche un ottimo cast a supporto dei protagonisti. Il padre dei piccoli Purcell è interpretato da Scoot McNairy (Cogan, Argo) che qui è chiamato a fare un povero genitore vittima degli eventi e alla ricerca di pace, anche con sé stesso. Ray Fisher interpreta il figlio cresciuto di Wayne nel 2015, forse l’unico ruolo per cui è famoso l’attore oltre alla collaborazione con Snyder. In piccoli ruoli significativi ci sono anche Brett Cullen (Joker), Scott Sheperd (The Last of Us) e Michael Rooker (Guardiani della Galassia).

True Detective 3 – Recensione

True Detective è uno dei grandi nomi di HBO. Nonostante la prima stagione ormai storica, non va sottovalutata la qualità sia della seconda, ma soprattutto di questa terza stagione. Prendere come protagonista un doppio premio Oscar non è affatto cosa da poco ed è scandaloso che una performance come quella di Ali non venga ricordata di più. Pizzolatto decide di raccontare questa indagine drammatica su tre linee narrative diverse, e temporali diverse. E non è facile rendere tutto chiaro in tal senso. Eppure ce la fa, raccontando con maestria e soprattutto con creatività questa storia appassionante di sparizione di bambini.

La storia raccontata magari non sarà una montagna russa, ma anzi è un racconto cadenzato con cura, senza tecnicismi e orpelli. True Detective 3 racconta di ossessioni, del passato, presente e futuro che si mischiano e si confondono l’un l’altro. Le scelte apportate nella sceneggiatura non sono affatto facili, una volta completata la visione e si decide di optare per un finale dolce-amaro, forse. Perché il racconto di un personaggio affetto da demenza forse non può essere oggettivo e quel finale forse è molto ambiguo. Sappiamo comunque l’amore dello showrunner verso l’onirico dati gli omaggi al cinema di Lynch nella seconda stagione.

Le interpretazioni sono di livello. A cominciare dallo splendido protagonista, ma non sono da sottovalutare le prove di Ejogo, McNairy e soprattutto Dorff. Quest’ultimo e Ali formano una Buddy Comedy di tutto rispetto. Non si decide di creare grandi sequenze action, ma anche qui non si rinuncia affatto alla tensione e soprattutto al dramma. C’è un bel gioco a incastro fra passato e presente e se si è attenti (ma molto difficile carpirlo alla prima visione) si riesce anche a capire tutto prima. Il punto però è che il cuore della serie non è solo il caso, ma sono i personaggi sfaccettati e meravigliosamente raccontati.

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Conclusioni

True Detective 3 è un dramma di tutto rispetto che dovrebbe godere di più considerazione da parte degli appassionati. Si torna a parlare il grigiume dei detective, ma non si parla di corruzione o grandi cospirazioni di famiglie potenti. Si decide di parlare di altri fattori, come la famiglia, l’incapacità delle forze dell’ordine e delle ossessioni. Il cuore del racconto sono le cicatrici che ci forgiano. Che purtroppo influenzano il nostro presente e futuro, e soprattutto la nostra mente.

Questa terza stagione parte di certo lenta, e lo rimane per tutti gli episodi, ma a ogni tassello aggiunto ci si appassiona sempre più e non si vuole abbandonare la coppia Dorff-Ali. Il 2019 è ormai lontano e abbiamo anche avuto una quarta stagione, e nonostante fosse valida… si è forse perso quel cuore del discorso che avevano quelle prime tre stagioni. E soprattutto quella scrittura di penna di Pizzolatto che a stagione conclusa, sapeva sempre lasciare qualcosa allo spettatore.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

True Detective 3 è un'ottima serie drama e degna erede di quella storica prima stagione che colpì la critica e soprattutto il pubblico. L'incredibile interpretazione del cast e l'ottima struttura degli episodi sono sicuramente meritevoli di visione, e non possono lasciare indifferenti le ottime scelte creative sia di sceneggiatura che di regia.

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