Durante la promozione di Toy Story 5, Tom Hanks ha affrontato il tema del riconoscimento delle performance vocali agli Oscar. Intervistato da Gold Derby, l’attore ha dichiarato di non essere favorevole alla creazione di una categoria dedicata esclusivamente ai doppiatori. Hanks sostiene invece che queste interpretazioni dovrebbero essere valutate nelle tradizionali categorie di recitazione.
Secondo Hanks, ciò che conta davvero è la capacità di una performance di emozionare il pubblico, indipendentemente dal fatto che l’attore compaia fisicamente sullo schermo oppure presti soltanto la propria voce. Per spiegare il suo punto di vista, ha citato Andy Serkis, celebre per i ruoli realizzati attraverso la motion capture. Pur non apparendo direttamente con il proprio volto, Serkis contribuisce in modo determinante alla costruzione dei personaggi grazie alla sua interpretazione.
L’attore ha sottolineato che, se una performance riesce a coinvolgere gli spettatori, dovrebbe essere considerata meritevole di riconoscimento a prescindere dalla tecnica utilizzata. Hanks conosce bene il mondo del doppiaggio. Oltre ad aver vinto due Oscar come Miglior Attore per Philadelphia e Forrest Gump, nel 1995 ricevette una candidatura agli Annie Awards per la voce di Woody nel primo Toy Story.

L’Academy e le performance vocali
Ad oggi, l’Academy non ha mai nominato una performance vocale nelle principali categorie dedicate agli attori. Tra i casi più citati dagli appassionati figura quello di Scarlett Johansson per il film Her, che attirò attenzione durante la stagione dei premi senza però ottenere una candidatura agli Oscar.
Anche gli interpreti che lavorano con la motion capture continuano a lamentare una scarsa considerazione da parte degli Oscar. Figure come Andy Serkis e il regista James Cameron hanno più volte evidenziato come questo tipo di recitazione venga spesso escluso dalle valutazioni dell’Academy.
Nel 2024, Zoe Saldaña, protagonista della saga Avatar, aveva espresso il proprio disappunto in un’intervista a The Independent, definendo frustrante il fatto che le interpretazioni realizzate attraverso tecnologie digitali vengano spesso ignorate o minimizzate. Pur dichiarando di comprendere la difficoltà nel cambiare tradizioni radicate, l’attrice aveva ammerro che il mancato riconoscimento di un lavoro svolto con il massimo impegno può risultare demoralizzante.
Toy Story 5 arriverà nelle sale il 18 giugno, riportando ancora una volta Tom Hanks nel ruolo vocale dell’amato cowboy Woody.
