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The Pitt stagione 1: l’estrema importanza di questa serie

The Pitt (2025) è una serie televisiva americana ideata da R. Scott Gemmill con protagonista Noah Wyle. Negli Stati Uniti ha debuttato su HBO Max a gennaio di quest’anno, invece in Italia è arrivata dal 24 settembre su Sky. La piattaforma ha distribuito le puntate a cadenza settimanale. Con un formato di 15 episodi a stagione, The Pitt pare tornare alla classicità delle serie televisive che ci hanno cresciuto.

Quando un prodotto accompagnava lo spettatore per 24 episodi, uno a settimana, avevi la sensazione che quei personaggi ti accompagnassero per un anno. Se si fa il calcolo sono diversi mesi di programmazione, il che sarebbe una manna ora per le piattaforme Streaming in cerca di prodotti che possano creare hype.

The Pitt risulta un’anomalia nel panorama televisivo odierno sotto così tanti punti di vista che è davvero difficile non notarla. Prodotta da Warner Bros Television, la serie ha vinto un Emmy Award come miglior serie drammatica e uno per Miglior Attore (Noah Wyle).

The Pitt – Trama

Il concept di The Pitt è tanto semplice quanto brillante e difficile da eseguire nel pratico. Il dottor Michael “Robby” Robinavitch (Noah Wyle) inizia il suo turno quotidiano nel giorno forse più difficile dell’anno per lui. L’anniversario della morte del suo mentore morto durante la pandemia del Covid e in piena emergenza sanitaria. La serie si apre con il dottor Robby che va da uno dei suoi più illustri colleghi e amici per incontrarsi sul tetto, dove quest’ultimo se ne sta sul ciglio senza protezioni a guardare l’abisso. Un’immagine forte che apre uno dei turni più estenuanti che il dottor Robby, e qualunque altro dottore, dovrà affrontare nel corso della sua carriera.

La serie parla di un lungo turno di 15 ore nel pronto soccorso del Pittsburgh Trauma Medical Center, affrontato da molteplici punti di vista. In questo turno si vedranno una miriade di operazioni e soccorsi all’ultimo secondo che saranno il perno centrale della narrazione. Perché concentrarsi molto sui singoli componenti del reparto e non parlare del background dei personaggi, dinamiche tra colleghi e eventuali relazioni che potrebbero nascere? Queste cose ci sono, ma incredibile a dirsi sono lo sfondo che circonda il vero protagonista della serie: il pronto soccorso.

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Perché sì, il pronto soccorso è un luogo dove non si ha tempo neanche per andare in bagno. Figurati per conoscersi meglio o instaurare rapporti. Si vivono operazioni lampo con la tensione al massimo e paradossalmente è quello il tempo per fraternizzare. Quando hai la vita di un paziente tra le mani e fai vedere chi sei agli altri. Questo turno di 15 ore potrà cambiare le vite di questi dottori per sempre. Anche se purtroppo, per come viene mostrato, è normale amministrazione per un lavoro fin troppo sottostimato.

The Pitt – Cast

Il cast è composto per lo più da giovani attori in rampa di lancio o che non hanno ancora fatto molto nel panorama. E forse è meglio così. Con grossi volti si sarebbe perso il focus e forse la freschezza della serie. Abbiamo i novizi del reparto che è il trio Santos (Isa Briones), Javadi (Shabana Azeez) e Whitaker (Gerran Howell). I tre avranno a che fare con i supervisori, ma soprattutto con la vera esperienza di un pronto soccorso. Non si possono ancora definire medici dal punto di vista professionale, sono studenti preparati, ma già hanno a che fare con situazioni che metterebbero a repentaglio la psiche di chiunque.

Santos è arrogante, ambiziosa, fredda e spesso si scontra con i superiori, ma questo turno potrà riservarle delle sorprese sia dal punto di vista medico che umano. Whitaker viene dal Nebraska, figlio di agricoltori e pronto a diventare medico grazie ai sacrifici dei suoi. Forse il peso che sente sulle spalle gli farà avere troppi problemi d’autostima, ma risolvibili. E poi c’è Javadi che è la più giovane, di fatto non ha ancora l’età per bere. Figlia di una grande chirurga, dovrà lottare per essere presa sul serio più come giovane prodigio che come figlia di un medico.

I tre novizi, che sono un po’ l’occhio dello spettatore, verranno seguiti da dei superiori. Tra questi c’è il pupillo del dottor Robby, Langdon (Patrick Ball), che è un buonissimo medico ma forse ha ancora molto da imparare se vuole diventare un buon insegnante come il suo mentore. Poi c’è la dottoressa Collins (Tracy Ifeachor) che è la più esperta tra i senior e grande amica di Robby. Tra tutti, forse quella che sta più in disparte per sua natura ma è il giusto anello di congiunzione fra novizi e senior è la dottoressa King (Taylor Dearden). Trasferita dal centro veterani al Pitt per star più vicina alla sorella, King è molto empatica coi pazienti in difficoltà anche se risulta faticoso per lei relazionarsi coi colleghi più dinamici.

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The Pitt – Recensione

The Pitt è importante. Va detto subito. È importante vedere questa serie perché i medici sono stati ridimensionati e presi troppo alla leggera durante un’emergenza sanitaria che ha colpito il mondo intero. La medicina e la scienza sono state messe in discussione. E in un periodo in cui ci sentiamo tutti esperti di tutto e siamo tutti medici con google in mano, The Pitt serve come il pane.

La scrittura della serie è encomiabile. Con poche linee di dialogo si capiscono tutti i rapporti di un intero reparto e i rispettivi ruoli e nonostante si bombardi lo spettatore di nozioni mediche non si ha la pesantezza che si prova durante la visione di Dr House, per intenderci. Dove si dicono mille malattie che non c’entrano col paziente durante i brainstorming fra colleghi finché non arriva il protagonista geniale a risolvere tutto. Qui non c’è tempo per i brainstorming. Hai un paziente che sta per morire, servono i sintomi e non hai neanche la cartella clinica.

La struttura della serie è un ottimo miscuglio fra 24 e E.R. la serie degli anni ’90 con George Clooney e sempre Noah Wyle. Si vive ogni minuto di questo estenuante turno di 15 ore perché ogni puntata rappresenta un’ora di esso. Quindi anche la struttura è unica perché magari non c’è il cliffangher finale che tiene agganciato per il prossimo episodio. Magari si interrompe a metà di una scena. La regia è ottima, dal taglio documentaristico, non lascia niente al caso e mostra in tutta la sua grandezza un reparto tecnico notevole. L’ospedale lo si vive al meglio e nella più totale crudezza.

Un po’ come sognava René Ferretti in Boris quando voleva creare la serie tv medica italiana sporca e realistica, con risultati molto discutibili. Ecco, The Pitt è la Medical Dimension che meritavamo. Forse le vicende possono risultare davvero pesanti per un pubblico più casual perché parlando in maniera cruda di un pronto soccorso le disgrazie avvengono. Senza preavviso, arriva il paziente forse già condannato in partenza e in maniera realistica c’è poco da fare. La serie fa un ottimo lavoro ad alternare sapientemente gli attimi di freddezza dei medici e i momenti di abbandono totale che queste povere persone provano probabilmente ogni giorno.

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Conclusioni

The Pitt è una serie folgorante. Non può lasciare indifferenti. Come The Wire mostrava con una crudezza graffiante la realtà della polizia di Baltimora e 24 mostrava l’incedere dei minuti in una giornata dell’iconico agente Jack Bauer. Noah Wyle regala l’interpretazione della vita, come forse tutto il resto del cast. Nonostante si parli di argomenti devastanti, disgrazie e di un ambiente che può risultare respingente come quello di un ospedale… la serie ha un ritmo martellante, frenetico e una scrittura magnetica, al pari della scrittura di Aaron Sorkin.

Questa è la prima stagione, certo, e la seconda è già in lavorazione. Ma considerando le 15 puntante e i purtroppo scarsi numeri di puntate che la serialità moderna ci propone, pare di aver già visto 3 stagioni di una serie che va già ricordata come una perla. E considerando che già l’anno prossimo arriverà la seconda, la produzione è solo da applaudire.

La prima stagione di The Pitt è interamente su Sky o su Now.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

The Pitt (2025) è una serie televisiva drammatica ambientata in un lungo turno al pronto soccorso di Pittsburgh. Un prodotto notevole dalla scrittura tagliente e chirurgica con interpretazioni sofferte e sorprendenti. Il ritmo è martellante e lascerà con il fiato sospeso lo spettatore per tutto l'arco della stagione.

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The Pitt (2025) è una serie televisiva drammatica ambientata in un lungo turno al pronto soccorso di Pittsburgh. Un prodotto notevole dalla scrittura tagliente e chirurgica con interpretazioni sofferte e sorprendenti. Il ritmo è martellante e lascerà con il fiato sospeso lo spettatore per tutto l'arco della stagione. The Pitt stagione 1: l'estrema importanza di questa serie