This is England (2006) è il film con cui il regista Shane Meadows ha fatto i conti con la propria adolescenza, e con quella di un’intera nazione. C’è un’Inghilterra che non appare nelle cartoline. Non c’è Buckingham Palace, non c’è il Tamigi che scintilla sotto il sole. C’è invece una cittadina grigia del Midlands, un ragazzino con i pantaloni troppo corti, e una guerra lontanissima che ha lasciato un vuoto impossibile da riempire. Lo stesso regista ha dichiarato apertamente che Shaun, il protagonista, è ispirato a sé stesso da bambino.
Il cast è guidato da Thomas Turgoose, al suo esordio assoluto davanti a una macchina da presa, affiancato da Stephen Graham — oggi uno degli attori più celebrati del panorama britannico, reduce dal successo mondiale di Adolescence. Troviamo Vicky McClure e Joseph Gilgun. Il film ha vinto il BAFTA come miglior film britannico e il premio come miglior film ai British Independent Film Awards 2006.

This is England – Trama
Inghilterra, estate del 1983. Shaun (Thomas Turgoose) ha dodici anni, suo padre è morto nelle Falkland, e ogni giorno a scuola porta addosso un dolore che non sa ancora come chiamare. Un pomeriggio incontra per caso un gruppo di skinhead del quartiere: ragazzi più grandi, rumorosi e liberi, che lo accolgono senza fare domande. Gli regalano un paio di stivali, gli radono la testa, lo fanno sentire parte di qualcosa per la prima volta. Con loro Shaun scopre la musica ska, le risate, quella leggerezza anarchica che sa di famiglia.
Ma quando dal carcere torna Combo (Stephen Graham), il gruppo si spezza. C’è chi segue Woody (Joseph Gilgun), e chi — Shaun incluso — resta ad ascoltare Combo parlare di patria, immigrazione, identità. In quella voce che sa riempire il silenzio lasciato dalla morte di suo padre, il ragazzino trova qualcosa di pericolosamente simile a una risposta.

This is England – Recensione
This Is England comincia con le immagini di repertorio: la Thatcher, il matrimonio di Re Carlo e Lady Diana, i Duran Duran e alterna con esplosioni, soldati e rivolte. Poi parte la musica — ska e reggae, ritmi caldi e liberatori — e il film si trasforma in qualcosa di quasi fisico. La colonna sonora è un secondo copione: ogni brano è una dichiarazione d’intenti. La fotografia di Danny Cohen abbraccia la grana dell’epoca, i colori slavati, le luci piatte di una mattina qualunque. La macchina da presa segue i personaggi come un amico, li ascolta, quasi li annusa. Il risultato è un film che sembra girato dal vivo, mai costruito — eppure ogni scena è precisa come un orologio.
Quello che distingue This Is England da tanti film sul disagio giovanile è il rifiuto della comodità morale. Non c’è una lezione da portare a casa, non c’è un personaggio che incarna il bene assoluto. La prima metà è quasi gioiosa — una celebrazione dell’amicizia e dell’appartenenza, con tutta la leggerezza di quell’estate. Poi arriva Combo, e tutto cambia: non con un colpo di scena, ma con la lentezza silenziosa con cui cambiano davvero le cose nella vita.
Chi ama questo tipo di cinema troverà echi simili in Trainspotting — un altro ritratto feroce e affettuoso della gioventù britannica degli anni Ottanta.

L’Inghilterra come personaggio
Il titolo non è metaforico: è una dichiarazione. Meadows usa quelle tre parole in modo doppio, per mostrare l’Inghilterra che Combo vuole difendere, e quella che esiste davvero: multietnica, scalcinata, viva. Il 1983 è uno sfondo concreto e oppressivo. La guerra delle Falkland ha lasciato morti e domande senza risposta, il thatcherismo ha svuotato le fabbriche e riempito le periferie di rabbia e disoccupazione. Uno degli aspetti più precisi del film è la distinzione — mai spiegata, ma sempre percepibile — tra il gruppo di Woody e quello che diventa con Combo. Due lati di una stessa estetica che nel film parlano lingue completamente diverse: una fatta di musica, risate e appartenenza genuina, l’altra di rabbia, ideologia e violenza.
Inoltre, Shaun e Combo sono due facce dello stesso “vuoto”. Thomas Turgoose porta sullo schermo un bambino vero, con tutta la sua fragilità e la sua rabbia acerba. Shaun non è un simbolo: è un dodicenne che ha perso il padre e cerca qualcuno che lo guardi. Ed è questo vuoto che lo rende vulnerabile a Combo — il personaggio più complesso e disturbante del film. Stephen Graham lo incarna con un’intensità precisa e inquietante: è un uomo che brucia dall’interno.

Conclusioni
This Is England è uno di quei film che rimangono attaccati alla pelle. Meadows ha trasformato un ricordo personale in un’opera universale — e in quasi vent’anni non ha perso nulla della sua urgenza. In un’epoca in cui i populismi tornano a soffiare sulla paura e sulla rabbia delle periferie, le domande che pone risuonano con forza inquietante. Non è solo un film sugli skinhead, né solo un film sull’Inghilterra degli anni Ottanta. Si tratta di un film sulla solitudine di chi cresce senza risposte e sulla pericolosa bellezza delle risposte sbagliate. Un capolavoro del cinema britannico contemporaneo, imperdibile.
