Zack Snyder torna con The Last Photograph, il progetto che insegue da quasi vent’anni, e il primo teaser prova subito a mettere le distanze tra questo film e i suoi recenti kolossal. Niente eserciti di supereroi, lune distrutte o universi costruiti al computer: qui ci sono montagne sudamericane, violenza, dolore e un’atmosfera sempre più allucinata.
La storia segue Ethan Black, ex agente della DEA, partito alla ricerca della nipote e del nipote dopo l’assassinio dei loro genitori. Al suo fianco c’è un fotografo di guerra ormai allo sbando, unico testimone del volto degli assassini. Il viaggio, però, sembra trasformarsi presto in qualcosa di più oscuro: la realtà comincia a incrinarsi e il confine con il surreale diventa sempre più sottile.
Il teaser, appena 48 secondi, punta tutto sull’impressione: immagini sporche, corpi, sangue, una pistola, un rosario e una fotografia che sembra nascondere più di quanto mostri. È un Snyder meno monumentale e apparentemente più intimo, ma anche qui il regista sembra affidarsi soprattutto alla forza dell’immagine, come se ogni inquadratura dovesse ricordarci quanto sia “importante”.
The Last Photograph: Zack Snyder punta ad un nuovo genere?
Ed è proprio questo il punto critico. La promessa di un Snyder più asciutto e personale è interessante; il rischio è che dietro la nuova confezione rimanga il solito autore innamorato della propria estetica, convinto che atmosfera e iconografia possano fare da sole il lavoro della narrazione.
Per ora, però, sarebbe ingeneroso emettere una sentenza definitiva. Un teaser non è un film, e The Last Photograph potrebbe sorprendere proprio perché sembra voler rinunciare alle dimensioni gigantesche che hanno definito il regista.
Il trailer completo arriverà prossimamente. La distribuzione e la data d’uscita non sono ancora state confermate. E, per una volta, forse vale la pena aspettare prima di giudicare questa volta.
