lunedì, 20 Settembre, 2021

Ted Lasso, recensione della serie targata Apple TV

Ted Lasso, un allenatore di football americano che ha portato una squadra sconosciuta alla vittoria, viene catapultato nel mondo del calcio inglese senza averne alcuna conoscenza o esperienza. La sua costante felicità e il suo ottimismo indistruttibile deve fare breccia in una squadra di Premier League che non può evitare di vederlo come il simbolo di un’imminente retrocessione.

Ted Lasso rivoluziona il calcio

Il mondo del calcio raccoglie in sé una dose pervasiva di protagonismo e maschilismo. I giocatori scendono in campo per segnare e distinguersi dagli altri dieci compagni. Una loro azione trionfante genera nello stadio un’acclamazione del pubblico che intona ripetutamente il suo nome. Per Ted Lasso, ex allenatore di una squadra della II divisione di football americano, ciò non può succedere. Il suo tentativo di creare una coesione e uno spirito di fratellanza si scontra necessariamente con la personalità di Jamie Tartt, astro nascente della squadra e simbolo dell’egocentrismo.

Ted Lasso

Interpretato da Jason Sudeikis, nominato al Golden Globe per la sua interpretazione, Ted Lasso rappresenta il desiderio di dare nuova vita al calcio. I suoi occhi estranei creano una nuova prospettiva nel quale partecipano un’emotività e una fragilità necessaria. Il suo sorriso riesce a conquistare anche Rebecca Welton (Hannah Waddingham), proprietaria della squadra e in vendetta con il mondo dopo il recente divorzio.

Rinnovata per la seconda stagione e disponibile su Apple TV, Ted Lasso affascina lo spettatore dopo pochi istanti. I suoi gesti istintivi e spontanei sorprendono i giocatori perché descrivono un amore mai percepito. Infatti i corpi degli atleti, modellati dalla gioventù per essere unici, vincenti e inarrestabili, non conoscono il sapore dell’affetto. Al suo fianco, il secondo allenatore Beard (Brendan Hunt) divide il suo tempo tra lo studio del calcio e la passione per gli scacchi, il suo asso vincente per fare colpo sulle donne londinesi.

La famiglia è il centro di tutto

In Ted Lasso la famiglia assume un significato di cui è indispensabile ridisegnarne i confini. I matrimoni appaiono contemporaneamente il luogo del dolore, della rassegnazione per un amore scomparso e della dimostrazione che, in qualche modo, porta in sé la chiave della felicità. Di fronte a Rebecca, pronta a radere al suolo una squadra di cui poco le importa se non come strumento di vendetta sul marito, si oppone Higgins. Infatti il fido aiutante, direttore sportivo dell’AFC Richmond, vive con sua moglie in un sobborgo londinese insieme a un numero di figli che sfiora l’incredibile. Nella sua macchina arrugginita, stretto accanto ai suoi familiari, Higgins espone un sorriso sincero e Ted e Rebecca non vorrebbero altro. La stabilità dell’ottimismo di Ted si scontra con la lontananza da casa e la famiglia, quell’essere apparentemente immutabile, inizia a rendere visibili le prime crepe.

In campo i giocatori si spintonano sotto lo sguardo delle loro fan. Keeley Jones, interpretata da Juno Temple, intrattiene una relazione altalenante con Jamie. Sarà la ricerca della maturità e del riconoscimento del proprio valore che aprirà i suoi occhi e la porterà a conoscere Rebecca come amica e alleata. La loro amicizia intraprende una lotta contro il mondo per capire come, per amare, sia necessario amare anche se stessi.

Ted Lasso

Una visione indispensabile

Nell’ambiente inglese, estremamente vicino a quello italiano, Ted Lasso si impone come elemento indispensabile per ricalibrare il mondo del calcio e dei suoi fan. Laddove si deve primeggiare sacrificando il mondo che ci circonda, Jason Sudeikis porta alla ribalta il bisogno vitale degli altri, come squadra e come famiglia. La vicenda dell’allenatore mette in scena la difficoltà di cogliere la felicità nelle sue forme e come questa, di fronte all’amore, significhi anche imparare ad accettare che abbia una fine.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
interpretazioni
sceneggiatura
emozioni

SINOSSI

Ted Lasso assorbe lo spettatore in un vortice di positività che è costretto a scontrarsi con le avversità della vita quotidiana, del lavoro e in particolare della famiglia. La serie ridefinisce un mondo sportivo privo d'emozioni per porre in primo piano l'amore per se stessi e l'importanza della solidarietà.
Lorenzo Sangermano
Laureato in scienze filosofiche, ho una passione per Calvino, Paul Thomas Anderson, Meryl Streep e i film horror psicologici. Cerco sempre la complessità, che sia in un teen drama o in una pellicola d’autore.

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