Sylvester Stallone reclama parte dei diritti d’immagine su Rocky

Sylvester Stallone incarna l’emblema assoluto di cosa voglia dire impersonificare una figura del cinema. Tutto il mondo in sostanza confonde da sempre lui con Rocky Balboa, personaggio di finzione tra i più leggendari che esistano (gli hanno addirittura dedicato una statua vera in quel di Filadelfia).

Le parole di Rocky suonavano chiarissime: <<quando vivi per tanto tempo in un posto, tu sei quel posto!>>. Lo stesso può dirsi di Stallone che, dopo quasi mezzo secolo che interpreta lo stallone italiano, praticamente lo rappresenta e lo ricorda in maniera totale.

Eppure, Sylvester Stallone non ha mai detenuto (neanche in minima parte) alcun tipo di diritto sull’utilizzo dell’immagine del pugile più conosciuto di Hollywood. Questo significa che il copyright artistico e commerciale di Rocky non compete all’attore che, dovesse avere dei progetti specifici legati al franchise, si troverebbe costretto a pagare somme elevate anche solo per una pubblicità o un piccolo spunto creativo.

I diritti di utilizzo fanno capo, nella loro interezza, a Irwin Winkler (storico produttore di Rocky) e figura di spicco della Mgm (Metro Goldwyn Meyers). Tramite un appello social Stallone ha addirittura cercato di sensibilizzare il collega sulla questione, postando un video dove si rivolgeva allo stesso chiedendo una fetta della torta. Che sia un segnale per un futuro progetto da rispolverare?

sylvester stallone

L’attore voleva dare vita a una serie tv prequel che andasse ad approfondire la vita di Rocky prima di diventare un campione (quindi il processo di crescita umano e sportivo del pugile, associato anche a eventi storici in grado di cambiare il mondo come la guerra del Vietnam).

Lo scritto non ha mai conosciuto una trasposizione scenica: Stallone rinunciò definitivamente di fronte alle porte chiuse che ha incontrato e la sensazione è che lui stesso abbia fiutato odore di fallimento. Non si sa se Winkler c’entra in questo tipo di discorso ma è chiaro che i diritti di appartenenza dell’immagine del pugile vengono ora rivendicati da chi, più di tutti, lo incarna e gli ha dato vita.

Al di fuori degli incassi che la saga ha garantito a Stallone, non spetta a lui decidere se implementare un’idea e questo fa molto pensare. Certo è che i 75 milioni di dollari che il franchise gli ha donato non sono pochi e questa sua voglia di fare un ulteriore passo in avanti può significare tutto e niente. Si capisce il senso di spaesamento per vedere che un personaggio concretamente non appartiene a chi lo interpreta ma c’è il rischio che qualsiasi tipo di progetto futuro possa rovinare Rocky. Ad esempio, nell’anzidetta serie che è stato ricollocata nel cassetto, lo stallone italiano sarebbe stato interpretato da un altro attore più giovane e questo non è qualcosa che può lasciare i fan indifferenti. Costituisce un errore al pari di non stare a sentire chi Rocky lo ha creato (ovvero Stallone stesso).

Nella confusione generale rimane comunque la speranza di non vedere, né da una parte né dall’altra, dei passi affrettati che possano compromettere il ricordo di un personaggio che, di fatto, non morirà mai.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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