BiograficoSupersex, quando il superpotere è il sesso

Supersex, quando il superpotere è il sesso

Supersex, nuova serie Netflix, racconta la storia dall’infanzia al successo della pornostar Rocco Siffredi.

Chiariamolo subito: Supersex è “liberamente ispirato” alla vita di Siffredi, non è un racconto fedele in tutto e per tutto.

Il vero Rocco Tano nasce a Ortona, piccola cittadina abruzzese, da una famiglia semplice come tante. Lavora nella Marina Mercantile fin da quando aveva 16 anni, finchè nel 1982 non parte per Parigi per andare a lavorare nel ristorante di suo fratello. Ed è proprio nella capitale francese che tutto ha inizio.

Supersex, una scena della serie

Supersex, la trama

Rocco Tano è un bambino come tanti, vive con la famiglia a Ortona e la sua infanzia viene segnata dal matrimonio e dall’allontanamento di una persona che considera un fratello più grande: lo sciupafemmine Tommaso.

Quando, divenuto grande, lo andrà a trovare a Parigi dove vive con la moglie Lucia, Rocco scoprirà le gioie del sesso e del porno, scoprendo la propria vocazione.

Inizierà da qui, e dai bassifondi di Pigalle, una fortunata carriera come attore pornografico, con lo pseudonimo di Rocco Siffredi (in onore al personaggio del gangster Roch Siffredi, interpretato da Alain Delon in Borsalino).

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Supersex, una scena della serie

Sesso ad oltranza

Supersex racconta la storia di un divo del porno, è vero. Ma questa serie contiene alcune scene di sesso superflue, non funzionali alla trama né all’evoluzione dei personaggi.

Un esempio per tutti: la scena ambientata al cimitero nella quale, colpito da un grande dolore, Rocco si fa praticare una fellatio da un’anziana signora. Una scena che ha del grottesco e che nulla ci racconta, di quel dolore, se non l’uso del sesso come anestetico.

Nella serie, comunque, eros e thanatos vanno spesso a braccetto. Ed è in occasione della morte di una persona molto importante nella vita di Rocco che lui, ancora bambino, si imbatte nel Supersex del titolo.

Alcune scelte di regia e sceneggiatura appaiono forzate, come quella di dover rappresentare il rapporto con la madre Carmela in chiave velatamente edipica. Così come l’episodio di bullismo subito da bambino da Rocco, in seguito al quale il fratello gli riconoscerà il fatto di avere “il ca**o più grande del mondo”.

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Cosa c’è di vero?

Recentemente, in un’intervista rilasciata al periodico Vanity Fair, Rocco Siffredi ha fatto chiarezza tra ciò che in Supersex è strettamente autobiografico e ciò che non lo è.

Ciò che c’è di vero: Siffredi ha davvero lavorato nel ristorante del fratello e frequentato un club per scambisti mentre si trovava a Parigi. Sono altrettanto veri il primo “incontro” via Polaroid con la futura moglie Rozsa Tassi e il dolore provato per una grande perdita, anche se il pornoattore ha ammesso che “si è sorvolato sulle cose che mi facevano più male”.

Vera ed emozionante – “il momento più bello della mia carriera” – è la premiazione agli Oscar del porno a Cannes nel 1993, in occasione della quale Rocco è stato accompagnato dal padre. “Gli hanno fatto dieci minuti di applausi, in piedi, duemila persone”.

Inventata è invece la scena della fellatio al cimitero: la rielaborazione di un’esperienza realmente fatta dal porno-attore, addolorato per la morte della madre.

Un’invenzione interessante della serie, invece, è il personaggio di Lucia, che stando alla sceneggiatura è “la somma di una serie di donne che Rocco ha incontrato nella sua vita”.

Supersex, una scena della serie

Personaggi che avrebbero potuto essere sviluppati meglio

Un esempio di personaggio che sembra esistere soprattutto in funzione dell’evoluzione di Rocco è quello di Sylvie, sua fidanzata francese per un breve periodo. Introdotta nella storia allo scopo di togliergli la verginità e installare in lui la curiosità verso il piacere femminile, appare sporadicamente.

In un club per scambisti e poi al pianoforte, realizzata nel suo sogno di essere musicista. Come se il fatto di essere andata a letto con Rocco l’avesse liberata, nella vita come sul piano strettamente sessuale. Eppure il suo personaggio viene solo abbozzato.

Lo stesso discorso vale per Tina, la prima ragazza con la quale Rocco vivrà un amore molto passionale. Di lei non sappiamo nulla, se non che pretenderà di averlo tutto per sé, determinata ad allontanarlo dal mondo del porno.

Avremmo gradito anche maggiore spazio per Moana Pozzi, una delle figure più intriganti e anomale del cinema porno di quell’epoca. Che invece viene rappresentata in modo stereotipato e superficiale, non conservando un briciolo del fascino e della sensualità dell’originale.

Supersex, una scena della serie.Nella foto: Moana Pozzi

Il vero superpotere di Rocco? Rendere liberi

In effetti, più che il superpotere del sesso, il nostro protagonista, a detta di Lucia, ha il superpotere di rendere libere le altre persone. Lei stessa sarà, in un certo senso, liberata dal cognato.

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Rocco rende libere sia le persone che lo circondano che i suoi ammiratori, sfruttando la forza dirompente di un sesso sfrenato ed esibito. Libererà le sue donne – a partire da Sylvie – e non riuscirà a reprimere la propria natura animalesca. Nemmeno per amore di una donna.

Supersex, il cast

Per calarsi nei panni succinti della pornostar Rocco Siffredi e dell’uomo Rocco Tano, il protagonista di Supersex Alessandro Borghi si trasforma ancora una volta radicalmente.

La sua è una trasformazione che parte soprattutto dal corpo: mesh bionde, lenti a contatto castane, un’impressionante mimica facciale. Per lui, nessuna protesi per allungare il pene fino ai mitici 24 centimetri del suo personaggio. Come ha dichiarato lui stesso: “Mi sono sempre sentito a mio agio, il confronto ci sarà, a qualcuno farà ridere, a qualcuno interesserà”.

Il suo sodalizio con Matteo Rovere e la casa di produzione Groenlandia, iniziato nel 2019 con Il primo re, continua felicemente. Borghi affronta il suo quarto ruolo biografico, dopo Luigi Tenco in Dalida (2016), Stefano Cucchi in Sulla mia pelle (2018) e Romolo in Il primo re. E si mette in gioco in prima persona, co-producendo la serie.

Ad incarnare il giovane Rocco è un duo di attori talentuosi. Marco Fiore, giovanissimo interprete originario di Pescara con un solo film all’attivo (Ho visto un re di Giorgia Farina) lo interpreta all’età di 9 anni. Saul Nanni, visto al cinema in Brado e Io sono l’abisso (2022), lo interpreta poco più che adolescente.

Supersex, una scena della serie

Non solo Rocco: il resto del cast

Nei panni di Lucia, moglie del fratello Tommaso, ritroviamo Jasmine Trinca. Che al solito viso pulito contrappone un ruolo controverso, da donna perduta e sfruttata dall’uomo che ama. Per certi versi un personaggio alla Malena di Tornatore, in sostanza l’eterno femminino del nostro protagonista.

Il fratello – non di sangue ma di fatto – di Rocco, Tommaso, è Adriano Giannini, che nei panni dell’italiano coinvolto in affari loschi risulta molto credibile.

La prima fidanzata francese di Rocco, Sylvie, è interpretata da Jade Pedri, attrice apparsa in alcune serie tv francesi e internazionali e in un film sceneggiato da Luc Besson, Malediction – La maledizione di Arthur (2022). Tina è Linda Caridi, interprete di Diabolik – Ginko all’attacco! dei Manetti Bros. e di L’ultima notte di Amore.

Nei panni del regista-impresario del porno Riccardo Schicchi c’è Vincenzo Nemolato, mentre Moana Pozzi è interpretata da Gaia Messerklinger, vista in Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi.

Il vero Siffredi appare in un breve cammeo: è un avventore del ristorante nel quale lavora il giovane Rocco nella seconda puntata della serie (al minuto 22:08, per i curiosi).

Supersex, una scena della serie

Supersex, le conclusioni

Supersex si regge sulle buone prove attoriali di Adriano Giannini, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi, che si mette – letteralmente – a nudo come mai aveva fatto prima.

Tra personaggi appena abbozzati e una storia del tutto funzionale all’evoluzione del protagonista, la serie puzza di operazione marketing. E la scrittura di Francesca Manieri resta troppo in superficie.

La fa da padrone la celebrazione della figura di Rocco, icona di libertà tout court con quel non-so-che in più (e non sono i centimetri), canonizzato sebbene sia ancora vivo e vegeto.

I personaggi femminili non sono raccontati nella loro complessità ma solo in funzione dell’evoluzione del personaggio di Rocco, con la sola eccezione di Lucia. E personaggi di contorno come Riccardo Schicchi e Moana Pozzi, amici e colleghi di Siffredi, tendono alla macchietta.

Certamente Supersex avrà un seguito, ma non ne sente il bisogno.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Supersex si regge sulle buone prove attoriali di Adriano Giannini, Jasmine Trinca e Alessandro Borghi, che si mette - letteralmente - a nudo come mai aveva fatto prima. Tra personaggi appena abbozzati e una storia del tutto funzionale all'evoluzione del protagonista, la serie puzza di operazione marketing. E la scrittura di Francesca Manieri resta troppo in superficie. La fa da padrone la celebrazione della figura di Rocco, icona di libertà tout court con quel non-so-che in più (e non sono i centimetri), canonizzato sebbene sia ancora vivo e vegeto. I personaggi femminili non sono raccontati nella loro complessità ma solo in funzione dell'evoluzione del personaggio di Rocco, con la sola eccezione di Lucia. E personaggi di contorno come Riccardo Schicchi e Moana Pozzi, amici e colleghi di Siffredi, tendono alla macchietta. Certamente Supersex avrà un seguito, ma non ne sente il bisogno.
Redazione
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