HomeNewsStephen King dice la sua sulle mancate nomination di Barbie

Stephen King dice la sua sulle mancate nomination di Barbie

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Stephen King è uno scrittore, ma si potrebbe anche dire artista, che viene in mente di definire soltanto con una parola: autorevole.

Autorevole in molteplici declinazioni. Personaggio in grado di rendersi autore di storie che ad oggi vengono assunte come spirito guida per sceneggiature di ogni tipo. E soprattutto autorevole perché quest’innata capacità di scrivere storie lo colloca nel gotha anche di chi le storie poi le racconta.

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Se dunque uno come Stephen King interviene a dire la sua sulla situazione Barbie, allora quest’ultima tematica risulta davvero importante e merita un approfondimento in più.

Lo scrittore ha voluto commentare quindi la mancata nomina a vincitrici di miglior regia e miglior attrice protagonista per le compagne di viaggio Greta Gerwig e Margot Robbie. Ha pubblicato un cinguettio su X dove dice semplicemente: “come può essere possibile?“.

Ha poi proseguito asserendo che, a suo modo di vedere le cose, i gusti della gente e i risultati agli Oscar si stanno nettamente separando. Questo significa che il criterio secondo cui l’Academy sceglie i vincitori non tiene più conto del successo che un’opera ha poi effettivamente riscosso.

La domanda che poi ha posto (almeno indirettamente) è se il gioco valga la candela. Stephen King ha espressamente dichiarato che Barbie è un film che rivedrebbe volentieri. Solo questo conta: quanto rimani nel cuore di chi ti ama.

Il film in questione ha avuto talmente tanto seguito che una premiazione effimera non può surclassare in alcun modo. C’è chi ritiene che Barbie sia un prodotto eccessivamente legato al settore del marketing. Pertanto sarebbe pericolo sbilanciarsi con chi fa degli inserti pubblicitari un must del suo modus operandi.

Anche questa sembra essere una forzatura. Ci si augura pertanto, che si ritorni a un tempo (come dice Stephen King) dove era il pubblico a decidere dove canalizzare l’attenzione.

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Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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