Nel mese di Dicembre 2019 si chiude con “Star Wars: l’ascesa di Skywalker” (episodio IX) un’attesa durata 42 anni. Un’attesa iniziata nel 1978, quando George Lucas fece trapelare la storia che aveva scritto, una maxi saga di 9 episodi, e che, essendo partito dal quarto, avrebbe realizzato episodio 5 e 6 per concludere una sorta di trilogia. Da allora, i fan di tutto il mondo hanno atteso praticamente per tutta la vita di vedere l’intera saga realizzata sul grande schermo.  

Star Wars
Finn, Poe Dameron e Chewbecca

Le cose, ovviamente, non stanno così. Lucas aveva sì un sacco di appunti aggiuntivi sulle origini dei personaggi, ma non delle storie definite. Come insegnano nelle scuole di sceneggiatura, dando un background solido e approfondito ad ogni personaggio, sarà più facile per lo scrittore trovare le frasi giuste da fargli dire, e sarà più facile per l’attore interpretarlo. Ma non c’era alcun progetto unitario.

Star Wars
Rey

Arriviamo così al 21mo secolo: mentre la prima serie di Star Wars era una gioiosa avventura spaziale, la seconda trilogia, girata interamente da Lucas, si collocava nel più puro filone della space-opera, descrivendo in tre episodi la morte di una Repubblica e, dalle sue ceneri la nascita di un Impero, autoritario e crudele. Già allora i fan di Star Wars storsero il naso: dov’era la gioia giocosa della prima serie? E gli interpreti, perché erano così algidi e poco coinvolgenti? Non era certo facile trovare altri Harrison Ford o Carrie Fisher, né recuperare un cast che avesse quell’incredibile alchimia che c’era tra gli interpreti della prima saga di Star Wars.

Star Wars
La compianta Carrie Fisher, aka principessa Leia Organa

La terza serie di Star Wars, iniziata con ‘Il risveglio della forza’, cerca di recuperare lo spirito della prima saga, puntando tutto sull’effetto nostalgia: vediamo infatti ricomparire Harrison Ford e Carrie Fisher, ormai anziani, ma ancora in grado di commuovere quelli che nel 1977 erano bambini. L’operazione nostalgia, però, risulta inverosimilmente forzata, così, nell’episodio VIII ‘gli ultimi jedi’ si propende per una decisa e decisiva sterzata. La protagonista, Rey, risulta essere non così importante per lo svolgimento della vicenda, e il cattivo che sembrava così improbabile nel film precedente, dimostra abbastanza verve da conquistare la leadership dei cattivi, mentre nell’operazione nostalgia rientra anche Mark Hamill, ovvero Luke Skywalker, l’ultimo cavaliere Jedi. Il film viene massacrato da critica e pubblico, le forzature violente per dare un nuovo indirizzo alla saga riescono a scontentare vecchi e nuovi fan.

Inizia uno dei tanti duelli tra Rey e Kylo Ren

Così, arriviamo all’ultimo episodio (episodio IX), ‘l’ascesa di Skywalker’. Congedato il regista precedente Rian Johnson, al timone torna J.J. Abrams (regista di Episodio VII e nume tutelare dell’operazione per la Disney), e il messaggio è chiaro.

Tutto ciò che era stato buttato all’aria nell’episodio precedente (l’ordine jedi, le spade laser, la Forza) qui, con Episodio IX, torna prepotentemente alla ribalta. Fin dai titoli di testa, Abrams vuole ristabilire l’ordine e le priorità: chi è il vero cattivo, chi sono i buoni e contro chi combattono. Per farlo, porta a termine il progetto che aveva in mente fin dall’inizio, che non era una rivoluzione, ma semplicemente un remake della prima trilogia, un piano sabotato imprudentemente da Rian Johnson.

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C3PO: il droide avrà (finalmente) un ruolo di rilievo nella trama

Quest’ultimo film di Star Wars, infatti, ripresenta tutte le soluzioni già vissute in Episodio VI: il ritorno dello jedi. E lo fa in modo maniacale, ripescando ambienti, situazioni, drammi familiari, esattamente come faceva il film girato nel 1983 da Richard Marquand. Il guaio è che proprio quel film ai tempi fu additato come il più debole della trilogia. Lo stesso succede a questo ‘l’ascesa di Skywalker’, dove uno dei ‘buoni’ sarà tentato dal lato oscuro, uno dei cattivi sarà tentato all’opposto, e verranno riciclati dialoghi in carta carbone (da ‘ormai è troppo tardi per me’ passando per ‘so cosa devo fare ma non so se ne ho la forza’ da episodio VII, fino a ‘uccidimi e la vittoria sarà mia’). Non manca l’arma finale in grado di distruggere un mondo, e lo fa.

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Altro duello tra Rey e Ren: le scene spettacolari non mancano

Il risultato finale è un tentativo mal riuscito di mettere una pezza a tutti gli orrori dei due episodi precedenti, ma ormai ci si è spinti troppo oltre. I personaggi non vengono gestiti con l’equilibrio proprio della serie, e non bastano ritorni eccellenti dal remoto passato per garantire l’effetto dell’operazione nostalgia. Alcune scene sono ben riuscite, altre meno, altre ancora non hanno molto senso. Dopo aver scoperto che Rey è molto più potente di quello che sembra, la vediamo quasi inerme contro Kylo Ren in uno dei loro numerosissimi duelli. Non è data una spiegazione; verrà spiegata invece l’origine di Snoke, che deluderà gli spettatori probabilmente peggio della sua morte. Le scelte di Kylo Ren sconfesseranno tutto ciò che si era visto nell’episodio precedente, e Finn non avrà il peso che ci saremmo aspettati da un personaggio chiave della vicenda.

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Il Millennium Falcon, seppure ammaccato, c’è e si farà valere anche in questo film!

Abrams, con episodio IX, tira fuori dal mazzo tutti gli assi verso la fine, chiamando a raccolta praticamente tutto il sopravvissuto cast della prima trilogia per dei commoventi quanto inutili cameo. Alla fine si esce dal cinema col velo di tristezza per i bei tempi andati, ma non certo carichi di ammirazione per ciò che si è visto sullo schermo.

I fan di Star Wars sono arrivati a rimpiangere la seconda trilogia, e non a torto. Questa saga non tira realmente le fila di una vicenda: invece, non fa altro che riproporre una minestra riscaldata, risultando maldestra quando si tratta di introdurre novità, e altrettanto quando si deve celebrare il mito. Ha soprattutto il difetto di non funzionare come trilogia a sé stante, ma unicamente come richiamo nostalgico ad una serie di film distribuiti 40 anni prima. Può bastare?

Voto Autore: 3 out of 5 stars

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