Nel settembre del 1966 debuttava sul piccolo schermo una serie destinata a cambiare per sempre la storia della fantascienza e della cultura pop: Star Trek.
Settant’anni dopo la visione originale di Gene Roddenberry, il franchise celebra il suo 60° anniversario con un’imponente serie di eventi mondiali, proiezioni speciali e iniziative rivolte ai fan di tutte le generazioni.
Star Trek – I festeggiamenti per il 60° anniversario
Le celebrazioni di questo importante traguardo riflettono l’impatto globale dell’universo di Star Trek. Nel corso del mese, diverse sale cinematografiche USA ospiteranno proiezioni abbinate di film e storici episodi della serie. Un esempio? La visione combinata dell’episodio Spazio profondo e del film Star Trek II – L’ira di Khan, che da questo traeva la sua premessa.
Presso il Science Museum di Londra è stato poi organizzato un raduno con l’obiettivo di stabilire il record per il maggior numero di saluti vulcaniani.

La capacità di reinventarsi: da Picard a Strange New Worlds
La vera forza che ha permesso a Star Trek di attraversare sei decenni risiede nella sua costante capacità di evolversi senza tradirela propria filosofia. Se la Serie Originale con il Capitano Kirk (William Shatner) prediligeva l’azione e l’esplorazione di frontiera, Star Trek: The Next Generation ha ridefinito il tono del franchise, guidato dall’autorevolezza diplomatica del Capitano Jean-Luc Picard (Patrick Stewart). Questo approccio alla reinvenzione è proseguito con serie cult come Deep Space Nine e Discovery.
Oggi, l’universo narrativo vive una nuova fase d’oro grazie alla coesistenza di linguaggi molto differenti, con Star Trek: Strange New Worlds e Star Trek: Starfleet Academy.
Star Trek – L’impronta indelebile sulla cultura pop e sulle altre opere sci-fi
L’influenza di Star Trek va ben oltre i confini dei propri spazi narrativi. Serie comedy come The Big Bang Theory hanno integrato la passione per il franchise nelle proprie trame (ospitando anche attori storici come Wil Wheaton), mentre opere come Battlestar Galactica hanno visto alla guida showrunner formatisi nell’universo di Deep Space Nine come Ronald D. Moore. Perfino prodotti animati come Futurama hanno dedicato interi episodi all’omaggio affettuoso dei membri del cast originale.
L’esempio più celebre di questo impatto resta tuttavia Galaxy Quest. Nato come una parodia delle dinamiche e dei cliché dei fan di Star Trek (compreso il noto trope dei “redshirt”, le guardie destinate a soccombere per prime), il film di Dean Parisot si è rivelato una lettera d’amore al genere. Tanto da ricevere il plauso degli attori del franchise, tra cui lo stesso Patrick Stewart.
