Gli Incredibili 10Smallville: riscopriamo i 10 migliori episodi della serie

Smallville: riscopriamo i 10 migliori episodi della serie

Smallville, la celebre serie che racconta gli anni della formazione di Clark Kent prima di diventare Superman, è approdata da qualche mese su Netflix. Un’ottima occasione per i fan storici e per i nuovi spettatori di riscoprire uno dei cult televisivi dei primi anni 2000. Creata da Alfred Gough e Miles Millar, la serie ha saputo unire il racconto di formazione al genere supereroistico, affermandosi accanto ad altri grandi successi adolescenziali dell’epoca come The O.C. e Dawson’s Creek.

Nelle prime stagioni, Smallville segue un Clark Kent adolescente alle prese con la scuola, le amicizie, i primi amori e la scoperta dei suoi straordinari poteri. Con il passare del tempo, la serie cresce insieme al protagonista. Clark diventa un adulto e si trasferisce a Metropolis, dove lavora come reporter al Daily Planet. Qui deve conciliare la relazione con Lois Lane e il peso sempre maggiore della sua missione: proteggere la città da criminali e minacce sempre più pericolose.

Per celebrare il suo approdo sulla piattaforma, ripercorriamo i migliori dieci episodi di una delle serie dedicate ai supereroi più amate di sempre.

10. L’ ora della verità (prima stagione, episodio 1)

L’episodio da cui tutto ha inizio racconta la pioggia di meteoriti che porta sulla Terra il piccolo Clark Kent. Fin dalle prime immagini, lo spettatore viene catapultato nel cuore della vicenda. La navicella proveniente da Krypton attraversa lo spazio diretta verso la Terra. In parallelo vengono introdotti il giovane Lex Luthor, insieme al padre Lionel (John Glover), e i coniugi Jonathan (John Schneider) e Martha Kent (Annette O’Toole), accomunati dal desiderio di avere un figlio.

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Quel sogno si realizza nel modo più inaspettato. La navicella si schianta nei pressi di Smallville, seguita dalla devastante pioggia di meteoriti. Tra le macerie, i Kent trovano un bambino. Pur comprendendone subito l’origine extraterrestre, decidono di crescerlo come un figlio. Nasce così la famiglia destinata a diventare il cuore emotivo dell’intera serie.

Un salto temporale ci presenta Clark Kent adolescente, interpretato da uno straordinario Tom Welling. Il grande merito della serie è mostrarlo prima come un ragazzo e solo dopo come il futuro Superman. Clark affronta la scuola, le amicizie, i primi amori e le insicurezze, vivendo esperienze nelle quali è facile immedesimarsi.

Poco dopo avviene l’incontro destinato a cambiare ogni cosa. Clark salva la vita al giovane Lex Luthor, interpretato da un incredibile Michael Rosenbaum. In questa fase, Lex non è soltanto l’erede della famiglia più potente della città. È un ragazzo profondamente solo, desideroso di trovare un vero amico e qualcuno che lo accetti per ciò che è. Il futuro supercriminale sembra ancora lontanissimo.

Ed è proprio questa la scelta narrativa più brillante di Smallville: raccontare Clark e Lex prima come amici e solo in seguito come nemici. Il loro rapporto nasce da un legame sincero e quasi fraterno, che episodio dopo episodio si incrina lentamente fino a trasformarsi nella rivalità destinata a segnare per sempre il destino di entrambi. È una costruzione graduale, credibile ed emozionante, ancora oggi tra gli aspetti migliori della serie.

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9. Il futuro (prima stagione, episodio 5)

Questo episodio è fondamentale perché offre allo spettatore, ma anche agli stessi Clark e Lex, una prima visione del destino che li attende. Clark incontra Cassandra (Jackie Burroughs), un’anziana donna cieca dotata del potere di prevedere il futuro attraverso il semplice contatto fisico. Quando tocca il ragazzo, lo vede come l’ultimo uomo rimasto sulla Terra, condannato a sopravvivere a tutti gli altri e destinato a un’esistenza immortale. Ben più inquietante è invece la visione legata a Lex Luthor, mostrato come il responsabile della morte di milioni di persone.

La sequenza dedicata a Lex è una delle più potenti dell’intera serie: il giovane Luthor appare vestito di bianco al centro di un’immensa distesa di cadaveri. Improvvisamente, una pioggia di sangue inizia a cadere dal cielo, macchiando il suo abito fino a renderlo completamente rosso. È un’immagine di straordinaria forza simbolica, cruda e disturbante, che anticipa con impressionante efficacia la sua futura trasformazione nel più grande nemico di Superman. La visione è talmente sconvolgente da provocare un infarto alla stessa Cassandra, che muore pochi istanti dopo aver assistito a quell’orrore.

8. Rosso rubino (seconda stagione, episodio 4)

Si sa: quando il nostro eroe preferito cede al lato oscuro, acquisisce un fascino quasi malsano, inquietante. Ed è proprio ciò che accade, seppur temporaneamente, al giovane Clark Kent in questo episodio. Entrato in contatto con una particolare variante della kryptonite verde, la kryptonite rossa, Clark subisce una trasformazione radicale. Se la kryptonite verde lo indebolisce fisicamente, quella rossa agisce sulla sua psiche, amplificando gli aspetti più oscuri della sua personalità.

All’improvviso Clark diventa egocentrico e convinto di essere superiore agli altri. Non sente più il bisogno di nascondere le proprie capacità, ma desidera esibirle al mondo senza alcun freno. Il suo atteggiamento cambia drasticamente anche nei confronti dei genitori. Diventa arrogante, ribelle e aggressivo, arrivando a esercitare una pesante violenza psicologica e persino fisica, soprattutto contro Jonathan. La ritrovata sicurezza si riflette anche nella sfera sentimentale. Trova finalmente il coraggio di dichiararsi al suo primo amore, Lana Lang (Kristin Kreuk), che ricambia i suoi sentimenti. La loro relazione, però, dura pochissimo: Clark la lascia senza alcun rimorso per inseguire un’altra ragazza.

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È una metamorfosi tanto improvvisa quanto affascinante, che permette a Tom Welling di mostrare un volto completamente diverso del suo Clark Kent. Ancora più interessante è il modo in cui la sceneggiatura utilizza gli effetti della kryptonite rossa come metafora della ribellione adolescenziale: quella fase della vita in cui si mettono in discussione le regole, si sfidano le figure autoritarie e si ha la sensazione di essere invincibili. Una lettura semplice ma sorprendentemente efficace, che rende questo uno degli episodi più memorabili di Smallville.

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7. La stele di Rosetta (seconda stagione, episodio 17)

Arriviamo ora a quello che è, con ogni probabilità, l’episodio più importante e rivelatore dell’intera serie. Clark viene contattato dal dottor Virgil Swann, un brillante studioso che ha dedicato la vita all’osservazione dell’universo e alla ricerca di forme di vita extraterrestri. Dopo anni di studi, Swann giunge a una conclusione sorprendente: il giorno della pioggia di meteoriti non si schiantarono sulla Terra soltanto le meteore, ma anche un’astronave. Analizzando gli strani eventi accaduti a Smallville e decifrando una serie di misteriosi segnali provenienti dallo spazio, lo scienziato comprende la verità. Quel neonato arrivato sulla Terra anni prima è proprio Clark Kent.

È proprio Swann a rivelare finalmente al ragazzo la verità sulle sue origini. Il suo pianeta natale si chiamava Krypton, il suo vero nome è Kal-El e fu mandato sulla Terra dai suoi veri genitori poco prima della distruzione del pianeta, nella speranza di offrirgli una possibilità di sopravvivenza. È un momento fondamentale nella crescita del protagonista, che per la prima volta ottiene risposte concrete sulla propria identità e sul proprio destino.

A rendere questo episodio ancora più speciale è però la presenza di Christopher Reeve nei panni del dottor Virgil Swann. Vedere il primo, iconico Superman cinematografico assumere il ruolo di colui che svela a Clark la sua vera natura conferisce alla puntata un valore simbolico straordinario. Un autentico passaggio di testimone tra il Superman che ha fatto sognare intere generazioni e quello destinato a diventarlo. Il tutto è impreziosito da una splendida colonna sonora che richiama le celebri melodie del capolavoro di Richard Donner, regalando all’episodio un’atmosfera emozionante, elegante e profondamente nostalgica.

6. Ossessione (terza stagione, episodio 14)

In questo episodio della terza stagione, Clark è costretto a rivelare i propri poteri alla compagna di scuola Alicia Baker (Sarah Carter). Per fermare un ascensore in caduta libera non ha altra scelta che intervenire davanti ai suoi occhi. Con sua sorpresa, però, Alicia gli rivela di possedere un’abilità straordinaria: il teletrasporto. Grazie ai suoi poteri riesce a salvare sé stessa e Clark prima dell’arrivo dei soccorsi, impedendo che il segreto del ragazzo venga scoperto.

Da quel momento tra i due nasce un’immediata sintonia, che si trasforma presto in una relazione. Per la prima volta Clark può vivere una storia d’amore senza nascondere la propria vera natura. Accanto ad Alicia si sente finalmente accettato per ciò che è. Lo stesso vale per lei, che trova in Clark qualcuno capace di comprenderla senza giudicarla. L’accettazione della diversità diventa così il tema centrale della prima parte dell’episodio.

Ben presto, però, quella che sembrava una relazione perfetta prende una piega inquietante. Il sentimento di Alicia si trasforma progressivamente in un’ossessione, alimentata dal timore di perdere l’unica persona in grado di comprenderla. Diventa sempre più possessiva e gelosa, arrivando a considerare Lana una rivale da eliminare. Pur di tenere Clark accanto a sé, minaccia la vita di Lana e ricatta lo stesso Clark servendosi della kryptonite. Il suo amore supera ormai il confine tra affetto e controllo.

La sceneggiatura costruisce così un’efficace metafora dell’amore tossico. Manipolazione, dipendenza emotiva, gelosia ossessiva e desiderio di possesso vengono raccontati con toni sempre più cupi, trasformando gradualmente l’episodio in un thriller dalle sfumature horror. Smallville affronta questa delicata tematica con sorprendente anticipo sui tempi, anticipando argomenti oggi ancora al centro del dibattito e riportati all’attenzione del pubblico da opere recenti come il film horror Obsession.

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5. Lex contro Lex (quarta stagione, episodio 17)

Questo episodio della quarta stagione offre uno sguardo privilegiato su quello che sarà il futuro Lex Luthor, destinato a diventare il più celebre supercriminale dei fumetti e la storica nemesi di Superman. Dopo essere entrato in contatto con la kryptonite nera, Lex subisce uno sdoppiamento della personalità: la sua parte oscura prende forma fisica, dando vita a una versione malvagia di sé. Il “Lex cattivo” imprigiona quello buono e ne prende il posto, regalando allo spettatore un inquietante assaggio dell’uomo che è destinato a diventare.

Questa incarnazione di Lex rappresenta alla perfezione il villain che diventerà in futuro. Si considera un dio: è freddo, spietato e calcolatore, disposto a tutto pur di ottenere ciò che desidera. Dopo aver scoperto il segreto di Clark, cerca di convincerlo ad allearsi con lui per conquistare il mondo. Sostiene che, con la sua mente brillante e i poteri dell’amico, potrebbero “camminare come dei in mezzo ai mortali“. Per piegare Clark alla propria volontà, non esita nemmeno a colpire i suoi affetti più cari, arrivando a fare del male a Jonathan e Martha Kent.

A valorizzare ulteriormente l’episodio è la straordinaria interpretazione di Michael Rosenbaum, autore di quella che, con ogni probabilità, rappresenta la migliore performance dell’intera serie. L’attore riesce a differenziare in maniera impeccabile le due personalità di Lex, passando con estrema naturalezza dall’uomo combattuto e tormentato al futuro supercriminale, regalando una prova di recitazione intensa, magnetica e ricca di sfumature.

Nel finale, Clark riesce a riunire le due metà di Lex, ponendo fine alla minaccia. Eppure, il vero fascino dell’episodio risiede proprio nel dubbio che lascia allo spettatore. Quella personalità malvagia era davvero un’entità separata, creata dalla kryptonite nera? Oppure rappresentava semplicemente il lato più oscuro già presente nell’animo di Lex, destinato prima o poi a prendere il sopravvento? È un interrogativo che accompagna il personaggio per il resto della serie. Allo stesso tempo, anticipa con straordinaria efficacia la sua inevitabile trasformazione nel più grande nemico di Superman.

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4. La rivelazione (quinta stagione, episodio 12)

Approdiamo a quello che è il centesimo episodio di Smallville, un traguardo importante per la serie e, probabilmente, uno dei suoi momenti più intensi. Clark decide finalmente di rivelare il suo segreto a Lana e, subito dopo, le chiede di sposarlo nella Fortezza della Solitudine. Lei accetta e, per un attimo, il futuro sembra sorridere ai due innamorati. La felicità, però, dura pochissimo. Quella stessa sera Lana, inseguita da un Lex ubriaco e convinto che la ragazza conosca il segreto di Clark, rimane coinvolta in un terribile incidente stradale che le costa la vita.

Sconvolto dal dolore, Clark si scaglia contro il padre biologico Jor-El (Terence Stamp), ritenendolo responsabile della tragedia. Jor-El gli concede allora un’ultima possibilità: tornare indietro nel tempo per impedire la morte di Lana, avvertendolo però che “l’universo troverà comunque il modo di ristabilire il proprio equilibrio“. Clark riesce così a salvare Lana, ma il destino presenta un conto ancora più doloroso. A perdere la vita questa volta è Jonathan Kent, che, già indebolito dai suoi problemi cardiaci, viene colpito da un infarto fatale.

Il centesimo episodio rappresenta senza dubbio il momento più drammatico ed emotivamente devastante dell’intera serie. Un racconto capace di colpire lo spettatore in più occasioni, grazie a un susseguirsi di eventi strazianti che segnano per sempre il percorso di Clark Kent e lasciano un’impronta indelebile anche nel cuore del pubblico.

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3. La lega della giustizia (sesta stagione, episodio 11)

Questo episodio della sesta stagione, rappresenta il sogno di ogni appassionato di fumetti che prende finalmente vita: la Justice League che si riunisce per affrontare Lex Luthor. Clark si unisce all’amico Oliver Queen, alias Freccia Verde, che ha reclutato una squadra di supereroi per fermare il Laboratorio 33.1, il centro segreto in cui Lex conduce crudeli esperimenti sui mutanti. Vedere Clark combattere fianco a fianco con Freccia Verde (Justin Hartley), Aquaman (Alan Ritchson), Cyborg (Lee Thompson Young) e Flash (Kyle Gallner) è una gioia per gli occhi e regala un entusiasmo contagioso. È probabilmente l’episodio che i fan della serie aspettavano da sempre, capace di trasformare in realtà uno dei sogni più grandi dell’universo DC.

2. Labirinti della mente (sesta stagione, episodio 12)

Ed è proprio l’episodio successivo a meritare un posto in questa top 10. Dopo essere stato contagiato da uno Zoner, uno degli spettri evasi dalla Zona Fantasma, Clark si risveglia in un ospedale psichiatrico, convinto che tutto ciò che ha vissuto fino a quel momento sia soltanto il frutto della sua mente. Il dottor Hudson (Matthew Walker), responsabile della struttura, gli spiega che, in seguito al trauma della morte dei suoi veri genitori durante la pioggia di meteoriti, il ragazzo si è rifugiato in un mondo immaginario per elaborare il lutto e sentirsi al sicuro. Così, Jor-El non è il suo vero padre bensì il nome di una marca di sapone, la Fortezza della Solitudine e la Zona Fantasma sono solo i titoli di due libri, mentre Oliver Queen, Arthur Curry e gli altri eroi sono semplicemente pazienti ricoverati nella stessa struttura. Lex, inoltre, è rimasto paralizzato in seguito all’incidente sul ponte e attribuisce proprio a Clark la responsabilità della sua disgrazia. Martha sta per sposare Lionel, mentre Lana è da sempre innamorata di lui.

Questa realtà alternativa, apparentemente assurda, dà vita a uno dei più affascinanti “what if” dell’intera serie, mettendo in discussione tutto ciò che lo spettatore credeva di sapere. La sceneggiatura costruisce il dubbio con grande efficacia, arrivando a far vacillare persino le certezze del pubblico più attento e insinuando il sospetto che quella possa essere la vera vita di Clark.

Quando il protagonista riesce finalmente a spezzare l’influenza dello spettro e a tornare alla realtà, resta il ricordo di uno degli episodi più originali e psicologicamente coinvolgenti di Smallville, impreziosito da una straordinaria interpretazione di Tom Welling, senza dubbio tra le migliori offerte nel corso della serie.

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1. Finale (decima stagione, parte 1 episodio 21, parte 2 episodio 22)

Siamo giunti al gran finale della serie, diviso in due parti, che conclude un viaggio iniziato nel lontano 2001. Un epilogo che racchiude alla perfezione l’intero percorso di crescita di Clark Kent, culminando nel momento che i fan hanno atteso per dieci stagioni: la prima volta in cui indossa il costume di Superman. È una delle sequenze più emozionanti dell’intera serie, perché rappresenta il compimento del destino dell’eroe con cui un’intera generazione è cresciuta. Vederlo trasformarsi definitivamente nell’Uomo d’Acciaio significa assistere alla conclusione di un percorso umano prima ancora che supereroistico, ed è impossibile non lasciarsi travolgere dall’emozione.

Tra i momenti più intensi del finale spicca anche l’emozionante matrimonio tra Clark Kent e Lois Lane (Erica Durance), il coronamento di una storia d’amore costruita con pazienza nel corso delle ultime stagioni. Ma non è certo l’unico momento memorabile di questo straordinario finale. Il confronto conclusivo tra Clark e Lex Luthor è semplicemente sontuoso: un dialogo intenso e ricco di significato, in cui i due accettano finalmente il destino che li legherà per sempre come i più grandi nemici della storia dei fumetti.

La battaglia contro Darkseid e il pianeta Apokolips, con Clark ormai divenuto Superman intento a salvare la Terra, è un autentico tributo alla mitologia cinematografica del personaggio, ricca di richiami ai film con Christopher Reeve e, in parte, anche a Superman Returns con Brandon Routh. Ogni riferimento è inserito con rispetto e contribuisce a rendere ancora più emozionante il climax.

E poi c’è l’ultima, iconica immagine: Clark sul tetto del Daily Planet, pronto ad aprire la camicia e mostrare il simbolo di Superman mentre risuonano le immortali note della colonna sonora del Superman di Richard Donner. È una chiusura perfetta, capace di celebrare non solo la nascita definitiva di Superman, ma anche una serie che ha accompagnato milioni di spettatori nella loro crescita, proprio come il suo protagonista.

Luca Massaro
Luca Massaro
Tutto è iniziato con la poetica di Cuarón. Poi con la complicità di mamma sono arrivati i thriller che non ti fanno dormire e gli horror che ti restano sotto pelle. Se un film sa mettermi ansia con un'inquadratura, allora merita di essere raccontato.

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