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Sharper – Un poker di doppiogiochisti

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Sharper ci avverte del suo stesso significato ad inizio film, citando la dicitura presa dal dizionario, che indica coloro che vivono di espedienti, mezzi e mezzucci, atti a sopravvivere.

Sharper è un caleidoscopio di truffati e truffatori, un poker di doppiogiochisti, una giostra di delinquenza sopraffina che usa il cervello e praticamente mai la forza bruta, e si muove indisturbata in borghese negli ambienti più tranquilli e rispettabili, circuisce, persuade, dedica la propria vita ad una commedia sempiterna in cui è la stessa vittima a mettersi la pietra al collo.

Sharper

In questa spirale sempre più azzardata e vorticosa, conosciamo moventi, conflitti e conseguenze, senza mai scendere dal tavolo verde della rischiosa roulette, appartenenti a Madeleine, Max, Sandra, Tom e Richard.

Ognuno non dice tutta la verità, ognuno hai i propri piani e ne condivide con gli altri solo una parte.

Sharper

Sharper – Trama

Tom (Justice Smith) incontra Sandra (Briana Middleton) nella sua libreria e se ne innamora: la loro storia d’amore tenera ed autentica viene scossa dai problemi di soldi del fratello di lei.

Madeleine (Julianne Moore) ha un figlio Max (Sebastian Stan) che non riga dritto, sempre in debito di denaro, perso in qualche brutto giro, bisognoso che la madre venga a salvarlo, proprio adesso che lei sembra aver trovato serenità totale tra le braccia del multimiliardario Richard (John Lithgow).

Certo lui è molto malato ed ha una figlio a carico non proprio affidabile, ma non c’è cosa che non si possa risolvere se si hanno i giusti mezzi e la volontà. Poi c’è Sandy, che non ha avuto una bella infanzia, non ha avuto una bella adolescenza, e oltre alle droghe incontra una proposta che le potrebbe far cambiare vita ed un uomo di cui forse si innamora.

E nessuno di loro è ciò che ci viene raccontato: chi vede e chi rilancia?

Sharper

Sharper – Recensione

In Sharper ogni cosa è al suo posto e c’è un posto per ogni cosa: infallibile, tirato a lucido, intrigante, con un cast di ottimi volti al servizio. Gioiellino splendido e godibilissimo in cui recitazione, regia ed intrattenimento si muovono in una sincronia deliziosa, per il pubblico di fortunati di Apple tv+, piattaforma su cui il film di Benjamin Caron è stato distribuito.

Eppure tutta questa perfezione magnetica, come a volte accade, non lascia memoria di sé nell’occhio di chi guarda. Assomiglia, ma non è; incastona, ma non dura nel tempo; ha l’obiettivo di spiazzare, capovolgendo la verità, ma a forza di sconfessare, il trucco è indovinato e sai che chi hai di fronte bara.

Sharper

Perfezione magnetica che non lascia memoria di sè

Manca un decollo effettivo nella sua fruizione, una sbavatura caratteriale da personalità sapiente, una ferita in cui si annidi sporco, ritroso, un po’ burbero, il pensiero altro, unico, che giustifichi un’impalcatura così blindata, così bella, così cocciutamente solida.

In Sharper si ha la sensazione di un compito eccellente, svolto da un attento architetto, che ha dimenticato a casa le sue spezie preferite e si ipnotizza con i suoi stessi giocattoli di altissima qualità.

Da una sceneggiatura seducente, pescata direttamente dalla blacklist americana, ad uno svelamento episodico dei personaggi, in un loop sistematico da classico climax, quasi geometrico, che rivela fascinazione per le simmetrie, per gli incastri, per, come lo ha definito il regista stesso, il prestigio, nella sua accezione popolare, una magia poi svelata che scatena il plauso soddisfatto del pubblico.

Sharper

Sceneggiatura da blacklist in uno sviluppo indovinabile

Nell’intreccio di storie e personalità, Sharper lascia man mano sempre meno spazio all’immaginazione e una volta capito che nessuno è solo e soltanto chi dice di essere, ma si porta dietro un background favolosamente ibrido e radicale, tutti diventano potenziali nemici per tutti, ognuno potrebbe essere il prossimo complice, oppure il prossimo traditore.

Ogni gioco, ogni inganno, ogni goal ottenuto poi diventa un traguardo mancato, o un pericolo da cui scampare: una sfida, una rivalsa, un reato, una condanna che si ritorce contro chi fino a poco prima ne godeva.

Questo mood tensivo costante, in cui la posta si alza progressivamente, da sei zeri si passa a nove, fino a mettere sul tavolo dell’azzardo la vita delle persone, ben riesce nella prima parte, ma riproponendosi senza variazioni di fine intrinseche o estrinseche anche nella seconda fase, perde il suo allure.

In altre parole sapere di stare giocando ad un gioco rende il gioco stesso meno interessante, e lo costringe a raddoppiare gli escamotage per mantenere alta l’adrenalina con risultati e trovate altalenanti nella finezza e nell’effetto. La sorpresa dell’uditore è un oggetto difficile da tenere in scacco matto per quasi due ore di girato.

Certo i personaggi sono ben studiati, ognuno con suo capitolo, ognuno misterico al punto giusto, impegnato in una serie costante e frenetica di up e down che li mette alla prova e ce ne fa conoscere il volto reale oltre a quello di facciata.

Sharper

Sharper – Cast

Se per Julianne Moore non bastano mai gli aggettivi, per la sua irreplicabile sensualità e la competenza emotiva dal talento ferreo, anche lo sguardo glaciale di Sebastian Stan fa il suo dovere, attraversando dialoghi in cui ci si scambiano accuse, indicazioni criminose e scuse, senza perdere la sua natura inquietante e credibile al contempo.

Anche Smit e Middleton riescono a centrare i rispettivi obiettivi.

Un ragazzo in affanno sulla vita, con la solitudine nel cuore, pacato e non pacato, capace di riprendere il filo della propria vita, e mostrare una sconosciuta determinazione, se gli passa di fronte all’anima l’amore vero.

Una ragazza femminile e sicura, lavora bene sull’innocuità e la naturalezza da cui tutto può dirsi di lei tranne che sia una criminale. Completa il cast un Lithgow dalla  presenza scenica forte e chiara, luminoso e decisivo per l’equilibrio delle scene.

New York perfetto habitat tossico ed algido

Scegliere come habitat della vicenda New York è sicuramente il modo migliore di esasperare questa caccia al denaro che intossica e manipola tutti personaggi, condizionandone le vite fino alle più estreme vette o ai più balordi disastri.

Attorno a loro tutti cadono in trappola: chi deve tradire, tradisce, chi deve essere corrotto, si lascia corrompere; chi deve fare riverenze al nuovo ricco arrivato, si inchina placido; chi viene allenato ad una vita di sotterfugi ed inganno, non scuote praticamente mai la testa.

Sharper

Un mondo di persone voltate dall’altra parte, di cifre da spendere, da rimediare, da sottrarre, da donare, per la serenità delle persone, perché tutto, compresa la felicità, ha un prezzo.

Molto americana l’ossessione per il denaro ed il controllo che il suo possesso oggi come sempre conferisce a chi lo detiene; altrettanto americana la parabola di chi troppo volle e nulla strinse.

Perbenista apparente la frase un paio di volte ripetuta: non puoi incastrare un uomo onesto; la sua onestà è scudo contro il falso; chi mente, è invece scoperto su molti più fronte. Va da sè che una società marcia ed ingannatrice come la nostra, ha praticamente il fianco scoperto sempre.

Non puoi incastrare un uomo onesto

La fotografia curatissima della Christensen, spazia tra libreria imbottite di volumi, casine disordinate con horror vacui, appartamenti lussuosi senza finestre apribili perché posti in cima a grattacieli freddissimi e asettici, mentre tutta il prima ed il poi gioca con la luce, illuminando a contrasto i bassifondi di un buio romantico, e, via via, i piani alti di un contrasto grigio-chiaro più stolido, come un muro su cui sbattere la testa, qualcosa che non promette nulla di buono.

Sharper

La musica si intromette come ritmo di un pensiero fisso che non pensa in positivo, ma in negativo su quanto sta accadendo, e che rinnova l’attenzione tensiva in determinati punti apparentemente inermi.

Sharper si assapora e si lascia andare: un narciso che si guarda allo specchio così a lungo da innamorare più se stesso che chi lo osserva.

Sharper – Trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Tom ha perso la sua Sandra, che prima era Sandy, che lavorava per Max, che sembrava figlio di Madeleine, che a breve diviene moglie del miliardario Scott. Non puoi incastrare un uomo onesto; ma uno disonesto prima o poi cade. Sharper è una confezione elegante e sostenuta per un intreccio a suo modo classico, il cui sistema si lascia indovinare col ripetersi e l'esasperarsi dello stesso meccanismo. Cast di splendidi interpreti, fotografia suggestiva, allure ed attenzione alla naturalezza per un prodotto di buon intrattenimento, ma narciso.
Pyndaro
Pyndaro
Cosa so fare: osservare, immaginare, collegare, girare l’angolo  Cosa non so fare: smettere di scrivere  Cosa mangio: interpunzioni e tutta l’arte in genere  Cosa amo: i quadri che non cerchiano, e viceversa.  Cosa penso: il cinema gioca con le immagini; io con le parole. Dovevamo incontrarci prima o poi.

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