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Se venisse anche l’inferno: nuovo film di Samuele Rossi alle Giornate degli Autori di Venezia

Se venisse anche l’inferno è selezionato come Evento Speciale delle Giornate degli Autori di Venezia, nella sezione indipendente della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

La regia è di Samuele Rossi, che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Lorenzo Bagnatori; la pellicola è girata in piani sequenza e long take, con un dispositivo mobile stabilizzato e nel formato 4:3 che ne accentua la dimensione claustrofobica. Il lavoro segna il ritorno di Rossi alla finzione, dopo cinque anni dedicati al genere documentaristico.

Girato in tre sessioni diverse, lungo cinque mesi e in ordine cronologico, tra Valle d’Aosta, Emilia-Romagna e Toscana, rappresenta una vera e propria sfida creativa e tecnica. Nel cast ci sono Luca Tanganelli, Luca Vergoni, Giusi Merli, Giorgio Colangeli, Ivan Franek, Alice Vierin, Giada Bessone, Andrea Damarco e, per la prima volta sullo schermo, Stefano “Cisco” Bellotti, ex voce dei Modena City Ramblers.

Inoltre, è il primo film di finzione a essere prodotto da Echivisivi con Solaria Film e MYmovies, con il contributo della Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission

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Segue il successo di Prima della fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer, candidato nel 2025 ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. Il film verrà distribuito nel mercato cinematografico internazionale da K+, società che ha oltre vent’anni di esperienza nella distribuzione globale.

Se venisse anche l'inferno

Se venisse anche l’inferno, una storia di Resistenza

La storia si svolge sulle Alpi nell’inverno del 1944, il film racconta la storia di Gio, un giovane partigiano di vent’anni che, dopo un violento rastrellamento che spazza via la sua brigata, resta solo a presidiare un rifugio di montagna. In attesa della ripresa dei combattimenti a primavera, il ragazzo attraversa la tragedia della guerra con un unico obiettivo: sopravvivere. E resistere.

Ecco come il regista descrive il suo lavoro: “Siamo grati e orgogliosi, ma soprattutto pronti. Venezia è un sogno. E portiamo là un tema attualissimo. Parlare di Resistenza, non solo nella sua accezione storica, ma nella sua dimensione umana e sociale, mi sembrava l’unica cosa importante da fare nel nostro presente. Mi sembra vi risuonino le tante resistenze contemporanee, qua e nel mondo, di fronte a violenze e fascismi che speravamo di aver consegnato una volta per tutte al passato. Sentivo fosse tremendamente urgente. Per questo era necessaria una veste produttiva snella e risoluta, che permettesse di realizzare il film subito, in aperta controtendenza con le difficoltà attuali del nostro settore. Il film è una risposta anche a questo“.

Arianna Dell'Orso
Arianna Dell'Orso
Vivo sul mondo reale unicamente con il corpo, ma la mia mente viaggia a Westeros, nella Londra dei Peaky Blinders e fa affari loschi con Walter White. Il cinema di Hitchcock è il mio spirito guida

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