Era il 1996…
Gli anni ’90 non furono certo il decennio migliore per lo slasher, ormai saturo di idee e privo d’inventiva. Tutto era già stato detto e mostrato e Wes Craven aveva già dato il suo contributo con Nightmare. A ben pensarci già Freddy Krueger era un assassino anomalo rispetto ai suoi predecessori, poiché agiva in una dimensione soprannaturale e non terrena. Scream rappresenta l’autoriflessione di un genere che aveva bisogno di un cambio di rotta per sopravvivere e grazie a questo film oggi rivive sotto diverse forme.
Scream: la trama
Sydney Prescott è una liceale con ancora vivo il trauma della morte della madre Maureen, uccisa dall’amante solo un anno prima. L’omicidio di Casey Baker, sua compagna di classe, le fa riaffiorare il ricordo e crea scompiglio nella scuola e in tutta la cittadina di Woodsboro. La situazione peggiora, gli omicidi si moltiplicano colpendo anche persone a lei vicine. Sydney si ritroverà suo malgrado ad affrontare un serial killer mascherato per porre fine alla scia di sangue, aiutata da un bizzarro poliziotto e una giornalista arrivista.

Scream: la recensione
L’opening scene di Scream è da manuale. Drew Barrymore, interprete di Casey Baker, era già un’attrice abbastanza famosa e tutto lascia credere che sia lei la final girl e invece, dopo pochi minuti, la ritroviamo squartata e appesa ad un albero. Questo è solo il primo colpo di scena, perché la riscrittura delle regole del genere è la base su cui poggia il film e il motivo per il quale è considerato l’apripista di una nuova era dell’horror. Tra gli anni ’70 e ’80, la cosiddetta epoca d’oro, strutture e stereotipi erano ormai ben consolidati ed efficaci, ma si arrivò ad abusarne e così lo slasher, che tanta fortuna aveva avuto, si piegò sotto il suo stesso peso. Wes Craven e Kevin Williamson attuarono una destrutturazione, dando vita ad un film a metà tra l’horror e la comedy, intriso di una satira intelligente e consapevole che l’oggetto di scherno al suo interno è proprio lo slasher di cui fa parte. Un gioco metacinematografico esplicato da Randy, un personaggio guida per i neofiti e un promemoria per i cinefili incalliti. Scream è uno slasher che parla degli slasher, mettiamola così. Smonta, rimescola, fa suo un linguaggio ormai usurato e Craven ne era pienamente consapevole. Ciò che un tempo era stato sovversivo era diventato banale e bisognava dare una scossa decisa, a partire dai personaggi, i veri motori dell’azione.

Abbasso gli stereotipi!
A prima vista Sydney, Tatum, Stu, Randy e Billy così come tutti gli altri personaggi sono familiari, hanno qualcosa di riconoscibile. Grazie ad anni di Halloween, Venerdì 13, Black Christmas e compagnia bella sappiamo individuare ed indicare a quale tipo psicologico corrispondono. Scream capovolge le nostre sicurezze sull’argomento. Come? Per cominciare Sydney fa sesso col suo ragazzo e no, non è una banalità. Sesso e morte è un binomio indissolubile nel cinema horror, è una regola. La final girl non è più un vergine innocente secondo Craven e Williamson la cui visione la identifica soltanto come una guerriera. Tatum, la ragazza più disinibita del gruppo, è addirittura la migliore amica della protagonista, mentre Randy è quello che nel gergo è definito trickster, il “giullare del gruppo”, anche se visti gli atteggiamenti dovrebbe essere Stu. Le autorità, nel film rappresentate dalla figura di Riley, non sono più figure a cui fare riferimento, anzi vengono ridicolizzate. E, dulcis in fundo, l’assassino non è uno, ma sono due. Un plot twist epocale per un genere il cui antagonista aveva sempre agito da solo.

Scream Oggi
Non c’è che dire, i suoi 25 anni Scream se li porta benissimo. Il suo successo ha portato ad una pentalogia il cui ultimo capitolo in Italia è atteso per il 13 gennaio 2022. Col passare degli anni altri film hanno sperimentato prendendo esempio, basti pensare a Cabin In The Woods e The Final Girl. Forse anche grazie a loro il genere slasher non è mai definitivamente morto e sepolto da sottogeneri più in voga negli anni duemila. Scream è una macchina perfettamente funzionante ancora oggi, non stanca mai e diverte come la prima volta. La ventata d’aria portata nel lontano 1996 è fresca oggi come allora.

