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Scompartimento n. 6 : la recensione

Vincitore del Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes 2021, Scompartimento n. 6 è diretto dal regista finlandese Juho Kuosmanen. Da molti ritenuto come il film più bello di quell’edizione, Scompartimento n. 6 ha conquistato il premio in ex aequo con Un eroe di Asghar Farhadi. La pellicola finladese fu distribuita nell’inverno dello stesso anno da Bim, con il sottotitolo In viaggio con il destino.

Inoltre, è stato il potenziale candidato nordico per gli Oscar, raccogliendo una nomination per i Golden Globe. Purtroppo non è riuscito a rientrare nella cinquina finale delle nominations agli Academy Awards. Ed è un peccato, perchè Scompartimento n.6 rappresenta un piccolo gioiello nel suo genere.

Scompartimento n. 6: il cast

Ad interpretare i due straordinari protagonisti, ci sono la finlandese Seedi Harla che interpreta la tormentata e introversa Laura. Mentre la sua controparte, il rozzo e sessista minatore Ljoha, è impersonato dalla star del cinema russo Juri Barisov. Il resto del cast è composto da Dinara Drukarova (Irina Mezhinskaya), Lidia Kostina (Lidia), Yuliya Aug (Natalia), Tomi Alatalo (Sasha), Sergey Agafonov (Sergey).

Seedi Harla

Scompartimento n. 6: trama e recensione

Mosca, fine anni 90′. Laura è una studentessa di archeologia che ha una relazione con la professoressa di letteratura Irina. Ma il suo disagio è palpabile, soprattutto nei festini intellettuali organizzati dalla sua amante, si sente fuori posto. Non è a suo agio, il suo è un amore non pienamente corrisposto.

Deciderà di partire alla scoperta dei petroglifi con un treno diretto verso la parte più remota dell’artico, verso Murmansk. L’incontro con uno sboccato e maschilista minatore russo, Ljoha, le farà scoprire un nuovo lato della sua personalità. Questo le farà riconsiderare le priorità della sua vita.

Scompartimento n. 6 va lontano alla scoperta dei petroglifi (iscrizioni preistoriche su pietra), in direzione del circolo artico per un viaggio che si preannuncia come indimenticabile. Una bufera di neve che pervade lo scenario esterno attraverso le finestre grandi e piccole del treno.

Un’attrazione che si preannuncia sommessa senza emergere davvero fra due anime in un tempo che pareva possibile (la fine degli anni 90′), e che oggi purtroppo una nuova guerra fredda tra Russia e Finlandia (per via della sua adesione alla Nato), non possono renderla possibile.

“E’ più facile conoscere il presente se conosci il passato” è una frase che ricorre spesso fra queste due anime.  Un incontro iniziale che apparare subito scontro per l’apparente e indicibile incomunicabilità, che va sciogliendosi ogni chilometro, ogni ora e ogni singolo minuto di quel lungo itinerario. 

Yuri Barisov Scompartimento n. 6

Due personalità diverse in uno spazio ristretto in Scompartimento n. 6

Due personalità agli antipodi, lui rozzo, sessista e amante della vodka, lei, studiosa e taciturna, in un certo senso anche profondamente inquieta. L’impressione è quella di attivare anche altri sensi oltre alla vista, durante la visione. Solo chi ha viaggiato in uno di quei treni può comprendere quanto siano intensi il calore interno e il gelo siderale al di fuori.

Un’atmosfera quasi magica e fuori dal tempo, ma fortemente reale. Il freddo esterno collide con il tepore del treno, che va a rassicurare, ma crea pensieri nel suo lungo incedere sicuro verso l’artico.Il viaggio didattico della donna diventa al tempo stesso fuga e scoperta in una direzione che non può e non deve essere definitiva.

Perchè la sua comunicazione con Ljoha, sebbene fuorviante negli inizi, diventa man mano sempre più pragmatica e decisa. La diffidenza diventa fiducia, e il maschilismo iniziale lascia spazio ad un candore ingenuo da parte dell’uomo. La scorza dura della donna, fa smuovere via la sua corazza, nel momento in cui la destinazione si fa più vicina.

Train

Il vagone di un treno come nuova rinascita nel percorso della vita

Non è una commedia romantica, o meglio non lo è nel senso classico del termine, ma un connubio sentimentale misto a più sensazioni. Il cambiamento della protagonista è ampiamente percettibile, in un’esperienza intensa e incredibile. L’intimità del vagone letto, ovvero lo Scompartimento n. 6, diventa la metafora di una nuova visione e rinascita nel lungo percorso della vita, in questo caso teso verso Murmansk, ai confini del mondo conosciuto.

I tempi narrativi non richiamano in maniera preponderante l’epoca del film, ma nella sua regia è palese il contesto storico di riferimento, senza la modalità stereotipata hollywoodiana.

Scompartimento n. 6 Russia

Un sentimento di apparente incomunicabilità nella Russia della fine anni 90′

E’ evidente che la Russia mantiene quell’equidistanza nei rapporti sociali, come emerge dalla pellicola. Anche se nell’inizio ci sono dei momenti in cui l’aria festaiola e intellettuale suggeriscono diversamente. Ma il mondo reale è la fuori, diverso e in un certo senso brutale nelle sue innumerevoli sfumature.

Il viaggio appare come infinito, anche perchè il treno si ferma nelle diverse stazioni e sosta per un lungo tempo che non passa mai. Ma sono proprio questi i momenti in cui la protagonista, cambia e si evolve, lasciandosi alle spalle il vecchio mondo di Mosca.

Lo smarrimento di un oggetto, ovvero la videocamera, renderà questo distacco ancora più forte e violento, perchè lì dentro c’era tutto il suo universo. E’ palese che quanto di più umano riaffiori nella sua personalità, e che la vita riservi diverse sorprese. Gli stessi petroglifi rappresentano un espediente alquanto insolito e pretenzioso nel completamento di questo itinerario, accompagnati dall’autenticità delle passioni umane.

Scompartimento n. 6 Murmansk

Conclusioni

Questo viaggio molto lungo verso l’estremo nord russo alla ricerca delle pitture rupestri parte dalle inquietudini della donna. In Scompartimento n. 6 tracce di vita e di solitudine sono presenti nell’esistenza di Laura e si contrastano con quella apparentemente superficiale e spaccona di Ljoha.

La scoperta di sè in questa strana ma definita dimensione spazio temporale, diventa un’occasione per guardare al futuro. Lento, ma che appare a livello narrativo come un film di formazione, e proprio per questo è difficile non pensare a Prima dell’alba di Richard Linklater, quell’incontro particolare che diventerà un legame indissolubile nel corso del tempo.

Addirittura in un dialogo fra i due personaggi viene citato Titanic di James Cameron, e probabilmente questa citazione non è casuale. Forse il tragitto dei due stessi caratteri e il loro avvicinamento, ripercorre sulla falsariga, ma in maniera profondamente diversa le vicende dei protagonisti di quella pellicola.

Questo continuo rapporto con il passato in Scompartimento n. 6 si avvicina a diverse voci, riuscendo a dare voce a delle sensazioni di vissuto dei precedenti avvenimenti. L’emozione che traspare dal viaggio permette di far capire quello che è stato un periodo fatto di autenticità nei rapporti umani.

Il vero significato della pellicola sta nella conoscenza, di sè stessi e degli altri. Tutto ciò che appare scontato, alla fine diventa sorprendente per via di una nuova apertura mentale. Contro ogni forma di individualismo, Juho Kuosmanen regala con Scompartimento n. 6 un inno poetico alla vita e all’umanità.

Il trailer

PANORAMICA

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

"Scompartimento n. 6" è una pellicola che rappresenta il percorso fisico e interiore di una donna su su un treno e del suo incontro casuale con un individuo apparentemente lontano da lei per tutto. Grand Prix della Giuria a Cannes 2021.
Francesco Maggiore
Francesco Maggiore
Cinefilo, sognatore e al tempo stesso pragmatico, ironico e poliedrico verso la settima arte, ma non debordante. Insofferente, ma comunque attento e resistente alla serialità imperante, e avulso dai filtri dall'allineamento critico generale. Il cinema arthouse è la mia religione, ma non la mia prigione.

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