HomeNewsScioperi al Festival di Cannes: pronte le proteste

Scioperi al Festival di Cannes: pronte le proteste

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Non è una novità che il Festival di Cannes sia luogo di protesta e quest’anno non sarà diverso. Nel 2024 però pare che la ribellione venga dall’interno.

Fino a duecento lavoratori di festival cinematografici francesi, tra lavoratori di Cannes e altri di festival di tutta la Francia, stanno pianificando diverse proteste durante l’evento per problemi legati alla retribuzione.

Le proteste sono guidate dal gruppo noto come Sous Led Ècrans La Dèche: Collettif Des Prècaires Des Festivals De Cinéma. Il nome del gruppo deriva e fa riferimento al famoso slogan delle proteste del maggio del ’68: Sous les pavés, la plage (sotto i selciati, la spiaggia).

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Scioperi al festival di Cannes

La nascita del sindacato progressista

Il sindacato progressista è stato lanciato nel 2020, a marzo, e comprende lavoratori che provengono da svariate sezioni di Cannes, compresi quelli che lavorano nella Selezione Ufficiale, al Marchè du Film del festival, settimana della critica e altri.

Fonti interne hanno rivelato ad alcune riviste che il movimento intende farsi sentire alle cerimonie di apertura della Quizaine des Réalisateurs, della Settimana della Critica. Organizzeranno anche diverse dimostrazioni su la Croisette durante i dodici giorni del Festival di Cannes, che inizierà a maggio e includerà la presenza di diversi nomi noti.

La natura delle proteste è attualmente sconosciuta, ma il gruppo intende incontrarsi per finalizzare i movimenti e la strategia. Tra le diverse forme di azione troveremo performance e sciopero totale dei lavoratori.

Tra i lavoratori coinvolti troviamo protezionisti, sottotitolari, programmatori, addetti stampa, tecnici. La maggior parte di questi risultano essere lavoratori part-time.

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I dipendenti del festival, o meglio circa l’80% di questi, guadagnano meno di duemila euro al mese ed è costretta a straordinari e ad eccessivi sforzi lavorativi. Un altro problema riguarda i contratti a breve termine: molti lavoratori dei festival cinematografici francesi sono esclusi dall’indennità di disoccupazione.

Il gruppo spera che sempre più industrie e nomi noti aderiscano alle loro rivolte.