A distanza di 26 anni dal primo, indimenticabile capitolo, Scary Movie (2026) torna nelle sale. Il nuovo film promette di riportare la saga ai suoi antichi fasti, arrivando persino a “superare ogni limite”, come recita la stessa logline della locandina promozionale. Le premesse sembravano esserci tutte: il ritorno dei fratelli Wayans alla sceneggiatura, quello del cast originale e la dichiarata volontà di abbandonare i freni del politicamente corretto per tornare a prendere in giro tutto e tutti. Ma il risultato finale riesce davvero a mantenere queste promesse?
Scary Movie – Trama
Cindy, Brenda, Shorty e Ray si ritrovano insieme 26 anni dopo gli eventi del primo film, quando un nuovo assassino mascherato come ghostface torna a perseguitarli. La trama è soprattutto un pretesto per parodiare i più famosi horror recenti. Tra questi, troviamo M3GAN, Smile, Terrifier, Sinners e i nuovi capitoli di Scream, con il tipico umorismo demenziale della saga.

Scary Movie – Recensione
La pellicola, prodotta dai fratelli Wayans e diretta da Michael Tiddes, già autore dei due poco convincenti Ghost Movie, fatica purtroppo a lasciare il segno. La comicità proposta appare spesso stanca e ripetitiva, con gag eccessivamente dilatate che finiscono per sfociare in una volgarità gratuita e fuori contesto. Alcune battute riescono inizialmente a strappare un sorriso, ma vengono riproposte così tante volte da perdere rapidamente ogni efficacia. In particolare, le continue allusioni sessuali, spesso vicine a un umorismo infantile, vengono riproposte senza alcuna reale funzione narrativa. Il risultato è più fastidioso che divertente.
Se nel primo film la parodia principale di Scream riusciva a integrarsi perfettamente con le numerose citazioni e riferimenti secondari, creando un insieme coerente e genuinamente esilarante, questo sesto capitolo non riesce a replicare la stessa formula. Pur prendendo di mira soprattutto Scream 5 e Scream 6, le parodie collaterali risultano superficiali e scollegate dalla trama principale, dando spesso l’impressione di essere presenti soltanto per allungare il minutaggio. Proprio questa mancanza di coesione rappresenta uno dei principali ostacoli alla riuscita comica del film.
Tra eccessi comici e momenti meta-cinematografici
Anche i riferimenti al linguaggio, alle abitudini e alla cultura delle nuove generazioni funzionano solo a metà; in un primo momento si riesce a cogliere alcuni aspetti della contemporaneità, ma il tutto risulta eccessivo, perdendo mordente. Alcune rivisitazioni di celebri gag del primo capitolo, aggiornate ai tempi moderni, riescono comunque a strappare qualche sorriso, soprattutto al pubblico più giovane della Generazione Z. I fan storici della saga, invece, probabilmente continueranno a preferire lo spirito e la spontaneità dell’originale.
Lo stesso discorso vale per la satira politica e sociale: I riferimenti al trumpismo, al razzismo e alle tensioni culturali contemporanee alternano momenti efficaci ad altri decisamente più deboli; alcune battute riescono a colpire nel segno, seppur poi portate inevitabilmente all’eccesso, mentre altre si limitano a grattare appena la superficie degli argomenti trattati. Inoltre, diverse parodie sembrano essere state aggiunte all’ultimo istante per cavalcare i trend del momento, risultando inevitabilmente forzate e tra le meno riuscite dell’intera pellicola.
Le sequenze che funzionano meglio sono senza dubbio quelle legate alla nostalgia; i richiami al primo Scary Movie rappresentano i momenti più divertenti e riusciti del film, grazie al forte legame emotivo con il pubblico. Anche qui, tuttavia, alcune gag vengono tirate troppo per le lunghe, finendo per compromettere il loro stesso effetto comico.
Il film trova il suo momento migliore quando abbraccia una dimensione più meta-cinematografica. È proprio qui che emerge maggiormente la mano dei fratelli Wayans, capaci di ironizzare sia sui film parodiati, sia sulla saga di Scary Movie stessa; particolarmente riuscito è infatti il terzo atto, attraverso il modo in cui prendono in giro i capitoli realizzati senza il loro coinvolgimento, quasi a voler rivendicare la paternità della loro creatura attraverso una satira autoironica sorprendentemente efficace.

Tra ritorni nostalgici e una realizzazione tecnica altalenante
Per quanto riguarda il cast, il risultato è altalenante: Marlon e Shawn Wayans, rispettivamente Shorty Meeks e Ray Wilkins, si confermano i più convincenti, mantenendo intatta la simpatia e la caratterizzazione dei loro storici personaggi. Anna Faris, invece, interpreta una Cindy Campbell meno incisiva rispetto al passato, quasi come se non fosse completamente convinta del ritorno nel ruolo che l’ha resa celebre. Regina Hall deve fare i conti con una significativa ret-con del personaggio di Brenda Meeks, qui reinterpretato in chiave parodistica ispirandosi al personaggio di Octavia Spencer in Ma. Questa nuova versione, però, risulta molto più pacata e meno graffiante, richiamando solo sporadicamente il carisma e la forza comica che avevano reso iconico il personaggio originale.
Anche il nuovo cast giovanile non riesce a lasciare il segno, pensato per parodiare le nuove generazioni e i recenti capitoli di Scream, oltre a fenomeni come Mercoledì, finisce per apparire vuoto e stereotipato; i personaggi sono caratterizzati quasi esclusivamente da dialoghi a sfondo sessuale e non riescono mai a raggiungere il carisma o l’efficacia dei protagonisti del primo film.
Dal punto di vista tecnico, la regia di Michael Tiddes si dimostra piuttosto instabile: L’incipit lascia intravedere buone potenzialità, grazie a una messa in scena che richiama efficacemente gli stilemi di Scream 6 con una discreta puntualità sulla gestione dei tempi comici. Con il passare dei minuti, però, il film perde progressivamente controllo, affidandosi a una comicità sempre più puerile e disordinata. Anche il montaggio del finale, che richiama apertamente l’estetica di John Wick, risulta registicamente confuso e poco funzionale. Simile il discorso per la fotografia: interessante e curata nella scena iniziale, dove riesce a evocare l’atmosfera del film parodiato, ma successivamente incapace di distinguersi, scivolando nell’anonimato.

Conclusioni
In definitiva, il problema principale di questo nuovo Scary Movie è l’eccesso. Eccesso nella durata delle gag, eccesso nella volgarità, eccesso nella ricerca straziante della provocazione. Là dove il primo capitolo riusciva a trovare un perfetto equilibrio tra parodia, comicità demenziale e citazionismo cinematografico, questo sesto episodio finisce spesso per trasformarsi in una caricatura di sé stesso. Più che una parodia dei film horror contemporanei, sembra a tratti una parodia della stessa saga di Scary Movie e, soprattutto, del suo indimenticabile primo capitolo.
