NewsRoger Waters sostiene e produce il documentario Freedom Theatre

Roger Waters sostiene e produce il documentario Freedom Theatre

Se pensavate che Roger Waters avesse intenzione di godersi una tranquilla pensione da leggenda del rock, vi sbagliavate di grosso. Il suo intento a quanto pare, non è riascoltare i vecchi nastri di The Wall. L’ex mente dei Pink Floyd, da sempre refrattario al politicamente corretto e allergico alla diplomazia di facciata, ha deciso di attivarsi su altro. Infatti, la sua annosa battaglia culturale finirà direttamente sul grande schermo. 

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Questa volta lo fa indossando le vesti di produttore esecutivo di Freedom Theatre, un crudo e necessario documentario diretto dal regista Rishi Pelham. Il prodotto accende i riflettori sulla drammatica e ostinata lotta dell’artista Ahmed Tobasi. Quest’ultimo infatti, ha cercato di mantenere in vita uno spazio teatrale nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania.

Roger Waters sostiene e produce il documentario Freedom Theatre

Il palcoscenico della resistenza è curato costantemente da Roger Waters

In un’estate scandita da note e militanza, il leggendario bassista Roger Waters dimostra che l’arte non è soltanto un esercizio estetico. A volte, la potenza della musica può essere anche un’arma di resistenza collettiva. Girato nell’arco di cinque interminabili anni e ora nelle battute finali della post-produzione, il film esplora il netto contrasto tra conservazione e minacce esterne. Un’opera dal forte impatto visivo e sonoro, arricchita dalla collaborazione della DJ Sama’ Abdulhadi. La musicista si inserisce perfettamente nel costante attivismo dell’artista britannico, fresco anche della firma all’appello di Venice4Palestine rivolto alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il legame tra musica, cinema e impegno umanitario

Ci sono momenti in cui discipline molto diverse tra loro trovano una connessione unica e indistruttibile. Non a caso, il legame tra cinema, musica e impegno umanitario è riuscito a costruire un altro pilastro fondamentale. Si tratta del recente progetto Comfortably Numb Re-Imagined, il riarrangiamento del capolavoro dei Pink Floyd. Il complesso lavoro è stato realizzato insieme alla cantante Mona Miari. Tra versi in inglese e arabo, il brano si trasforma in un inno contro l’assuefazione al dolore altrui. 

Il progetto è un modo anche per raccogliere fondi destinati alle cure mediche dei bambini con il Palestine Children’s Relief Fund. Quando la musica rinuncia alla sua comoda neutralità per farsi testimonianza, anche un classico del rock può trasformarsi in una profezia politica. Un’iniziativa accompagnata da un videoclip toccante girato persino tra le macerie di Gaza sotto i bombardamenti, a dimostrazione di una totale dedizione alla causa.

Certo, Roger Waters continua a dividere pubblico e critica con una regolarità quasi chirurgica. Le sue dichiarazioni a favore di Palestine Action e le sue posizioni contro personaggi come Donald Trump o Vladimir Putin, mantengono vivo il dibattito. Ma al di là delle tempeste mediatiche e dei tentativi di boicottaggio diplomatico, l’artista ribadisce con forza la centralità dei diritti umani universali. Con Freedom Theatre, la sua parabola artistica dimostra che la sua voce rifiuterà sempre categoricamente di rimanere in silenzio.

Gianluca Carrabba
Gianluca Carrabba
Appassionato instancabile di cinema e musica, costantemente sommerso da pellicole, vinili e spartiti. Si nutre di Horror e Thriller fino a scoppiare, senza tralasciare il brivido di Hitchcock, il ritmo di Fincher, il delirio di Raimi e le avventure di Spielberg.

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