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Rocky sono io, Anthony Ippolito: “Interpretare Sylvester Stallone è stata una sfida enorme”

Anthony Ippolito ha affrontato una sfida particolare per Rocky sono io (QUI le prime foto del film), il nuovo film di Peter Farrelly dedicato alla travagliata realizzazione del primo Rocky: interpretare Sylvester Stallone nel periodo in cui l’attore stava cercando di portare sul grande schermo la storia di Rocky Balboa (QUI la recensione del primo film della saga).

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Quando Ippolito scoprì che era in sviluppo un film sulla nascita di Rocky, non aspettò di essere contattato. Appese un sacco da boxe nel seminterrato della casa della nonna e registrò un self-tape senza avere ancora una sceneggiatura o indicazioni precise. Cercò semplicemente di riprodurre la fisicità di Stallone. Il provino convinse immediatamente Farrelly, che interruppe il casting.

La somiglianza tra i due attori è infatti sorprendente. Ippolito condivide con Stallone le origini italiane, i capelli scuri e lo sguardo espressivo. Per il ruolo ha inoltre studiato attentamente il caratteristico modo di parlare dell’attore, conseguenza della paralisi facciale provocata da un nervo reciso accidentalmente durante la nascita.

Rocky sono io racconta il periodo in cui Stallone, allora un attore ancora sconosciuto e in difficoltà economiche, si rifiutò di vendere la sceneggiatura di Rocky senza poter interpretare il protagonista. Quando i produttori Robert Chartoff e Irwin Winkler gli offrirono 300.000 dollari per il copione, Stallone preferì rinunciare all’offerta. La sua decisione avrebbe cambiato per sempre la sua carriera.

Rocky sono io

Rocky sono io, Anthony Ippolito racconta la preparazione al ruolo di Sylvester Stallone

Per prepararsi al ruolo, Ippolito ha trascorso circa un anno e mezzo studiando ogni materiale disponibile sul giovane Stallone e sottoponendosi a un’intensa preparazione fisica, arrivando a guadagnare circa 18 chili di massa muscolare. Fondamentali sono state anche le conversazioni con Stallone, che, pur non essendo ufficialmente coinvolto nel progetto, ha parlato con lui a lungo attraverso Zoom.

“Sentire da lui stesso ciò che aveva vissuto è stato davvero importante“, ha raccontato Ippolito, riferendosi soprattutto alle difficoltà affrontate da Stallone a causa della sua paralisi facciale e della sua condizione di outsider a Hollywood.

L’attore aveva già interpretato un’altra icona del cinema in The Offer, dove vestiva i panni di Al Pacino durante la realizzazione de Il Padrino. Quell’esperienza lo ha aiutato a comprendere come andare oltre la semplice imitazione e concentrarsi sulla persona dietro il personaggio.

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Dopo la première mondiale a Toronto, Rocky sono io ha ricevuto reazioni positive e ha iniziato a generare anche speculazioni sulla possibile stagione dei premi. Ippolito, però, preferisce concentrarsi sul pubblico: “Spero che le reazioni positive incoraggino sempre più persone ad andare a vedere il film“.

Rocky sono io arriverà negli Stati Uniti con una distribuzione limitata il 6 novembre, prima dell’uscita nazionale il 20 novembre. In Italia, invece, il film debutterà il 31 dicembre.

Luca Massaro
Luca Massaro
Tutto è iniziato con la poetica di Cuarón. Poi con la complicità di mamma sono arrivati i thriller che non ti fanno dormire e gli horror che ti restano sotto pelle. Se un film sa mettermi ansia con un'inquadratura, allora merita di essere raccontato.

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