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Robin Williams, la figlia Zelda contro i video AI che riportano in vita il padre: “Lasciatelo riposare”

La figlia di Robin Williams (QUI la biografia dell’attore), Zelda Williams, ha espresso la propria indignazione per un falso video generato dall’intelligenza artificiale che mostra il defunto attore mentre discute di alcune teorie del complotto.

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Robin Williams, attore e comico premio Oscar, è morto nell’agosto 2014 all’età di 63 anni. Nel corso della sua carriera ha interpretato alcuni personaggi rimasti nell’immaginario collettivo, da Daniel Hillard in Mrs. Doubtfire a John Keating ne L’attimo fuggente, passando per Jumanji, Hook – Capitan Uncino e Will Hunting – Genio ribelle, ruolo che gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista. A oltre dieci anni dalla sua scomparsa, un presunto video privato dell’attore ha iniziato a circolare online, attirando l’attenzione degli utenti.

Zelda Williams ha commentato il filmato attraverso un post su Instagram, sottolineando come fosse chiaramente un contenuto generato dall’IA e criticando chi lo aveva considerato autentico. La figlia dell’attore ha spiegato che la voce presente nel video è evidentemente artificiale e ha aggiunto che chi conosce davvero il lavoro di suo padre dovrebbe essere in grado di riconoscerlo.

Zelda ha inoltre rivolto dure parole a chi ha creato e condiviso il filmato, invitando il pubblico a non utilizzare l’immagine del padre per sostenere teorie o convinzioni personali. La figlia di Robin Williams ha concluso il suo intervento chiedendo di “lasciarlo riposare” e sottolineando quanto sia problematico manipolare digitalmente una persona morta per farle dire qualcosa che non ha mai detto.

Non è la prima volta che Zelda Williams si schiera contro l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per ricreare Robin Williams. Nel 2023, durante lo sciopero della SAG-AFTRA, aveva già denunciato il rischio che i modelli di IA venissero addestrati per replicare le interpretazioni di attori che non potevano più dare il proprio consenso, incluso suo padre.

Robin Williams

Non solo Robin Williams, il caso Paul Walker riaccende il dibattito a Hollywood sull’AI

Il caso di Robin Williams si inserisce in un dibattito sempre più attuale a Hollywood. Un esempio recente riguarda Fast Forever, prossimo capitolo della saga Fast & Furious, nel quale si è ipotizzato il ritorno di Paul Walker nei panni di Brian O’Conner attraverso l’utilizzo dell’IA. Di fronte a questa possibilità, i fratelli dell’attore, Cody e Caleb Walker, hanno espresso la propria contrarietà all’idea di ricreare digitalmente Paul per riportare in scena il suo personaggio.

Il collegamento con le parole di Zelda Williams è quindi evidente: “Non è teorico; è molto, molto reale“, aveva scritto all’epoca. Zelda aveva inoltre raccontato di aver già sentito utilizzare l’IA per riprodurre la voce di Robin Williams e aveva definito la pratica “inquietante“, precisando però che le conseguenze di questa tecnologia vanno ben oltre i suoi sentimenti personali.

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Secondo Zelda, gli attori viventi devono avere la possibilità di creare personaggi attraverso le proprie scelte e di mettere il proprio talento e il proprio lavoro al servizio di una performance. La figlia dell’attore aveva infine definito le ricostruzioni digitali delle persone scomparse come un “mostro frankensteiniano“: imitazioni che, nei casi migliori, rappresentano una versione impoverita dell’originale e, nei peggiori, una distorsione della persona e del lavoro artistico che ha lasciato.

Luca Massaro
Luca Massaro
Tutto è iniziato con la poetica di Cuarón. Poi con la complicità di mamma sono arrivati i thriller che non ti fanno dormire e gli horror che ti restano sotto pelle. Se un film sa mettermi ansia con un'inquadratura, allora merita di essere raccontato.

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