Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente importante per alcune delle più grandi star di Hollywood. Anne Hathaway, Zendaya e Tom Holland hanno conquistato il grande schermo con diversi film di rilievo, ma c’è un elemento che li accomuna: tutti hanno condiviso almeno parte del loro percorso cinematografico con Robert Pattinson.
L’attore britannico, però, sta vivendo una stagione ancora più significativa. Dopo aver recitato in The Drama (qui la recensione) e The Odyssey, Pattinson si prepara infatti a tornare sul grande schermo con due titoli molto attesi. Alla fine dell’anno arriverà Dune: Part Three, mentre Primetime, diretto da Lance Oppenheim, potrebbe trasformare la sua interpretazione di Chris Hansen in una seria candidata alla corsa agli Oscar.
Il suo percorso mostra un modello sempre più interessante per chi vuole costruire una carriera da vera star senza rinunciare alla ricerca artistica.

Robert Pattinson: da Twilight al cinema d’autore
La trasformazione di Pattinson affonda le proprie radici nella conclusione della saga di Twilight, dove interpretò Edward Cullen tra il 2008 e il 2012. Quel ruolo lo trasformò in uno degli attori più celebri e desiderati della sua generazione, ma Pattinson decise rapidamente di allontanarsi dall’immagine del protagonista romantico e impeccabile.
Invece di puntare esclusivamente sui grandi blockbuster, iniziò a scegliere personaggi scomodi e spesso profondamente disturbanti, collaborando con registi come David Cronenberg, Josh e Benny Safdie, Claire Denis, Robert Eggers, Lynne Ramsay e Kristoffer Borgli. Con queste scelte ha costruito una carriera capace di unire popolarità e cinema d’autore.
Anche i suoi ruoli più recenti confermano questa direzione. In The Drama e The Odyssey interpreta figure paranoiche, ambiziose e tutt’altro che rassicuranti. Già in Good Time (qui la recensione) e The Lighthouse aveva dimostrato una particolare abilità nel rappresentare uomini fragili, autodistruttivi e vicini al crollo.
Persino quando veste i panni di un eroe, Pattinson evita spesso l’immagine tradizionale del protagonista perfetto. In Mickey 17, diretto da Bong Joon-ho, porta sullo schermo un personaggio vulnerabile, goffo e imprevedibile.
Naturalmente Hollywood continua a occupare una parte importante della sua carriera. Pattinson interpreta Bruce Wayne nella saga di The Batman e ha lavorato con Christopher Nolan, uno dei registi più importanti del cinema contemporaneo. Tuttavia, anche questi grandi progetti gli hanno permesso di mantenere una forte libertà creativa.
Con Primetime, Pattinson potrebbe quindi trovarsi davanti a un nuovo punto di svolta. La sua carriera dimostra come una star possa sfruttare la notorietà conquistata attraverso il cinema commerciale per sostenere progetti più rischiosi, originali e personali. Ed è proprio questa combinazione tra grande pubblico e ambizione artistica a rendere il suo percorso particolarmente significativo nel panorama hollywoodiano del 2026.
