Robert Englund potrebbe tornare a interpretare Freddy Kruger

Robert Englund non gode di per sé di una visibilità immensa, eppure si tratta di un attore e trasformista tra i più iconici degli anni 80. Fu lui a dare il volto (e il corpo) a Freddy Kruger, villain di Nightmare on Elm street. La saga ebbe un successo notevole, tanto che di film ne conta ben sei (Freddy vs Jason del 2003 lo si lascia parzialmente da parte a causa della palese ratio commerciale che lo avvolge).

L’attore potrebbe dunque tornare nei panni del mostro sfregiato e dalla pelle bruciata che infesta i sogni degli ignari giovani americani (trovata narrativa ripresa e omaggiata da Stranger Things 4). Ne è certo Jason Blum, il guru degli horror a basso budget che, in occasione della presentazione di Black Phone, è stato chiamato in causa sull’argomento.

A suo modo di vedere l’iconicità di Robert Englund è fuori discussione e, proprio per questo, i fattori anagrafici verrebbero a decadere nel momento in cui l’attore si convincesse di ritornare a spaventare. Dopotutto, secondo quanto affermato da Blum stesso, dopo aver convinto Ellen Burstyn de L’Esorcista a prendere parte all’inaspettato progetto della trilogia sequel legata proprio a quest’ultimo titolo, perché non continuare a lavorare su un progetto che sarebbe anche, a dire la verità, ben più naturale.

Robert Englund è apparso ancora in forma in Stranger Things (un semplice cameo per lui). L’inquietudine scenica trabocca dalle immagini che riguardano la sua apparizione e il ruolo a lui garantito lo rivela ancora come un attore al centro del gioco. Così tanto entusiasta in realtà che si fece scappare più di un’anticipazione sul vol. 1 della serie. Dichiarò espressamente la sua apparizione e indirizzò prontamente i fan sull’impianto horror del nuovo appuntamento di Netflix.

Robert Englund

Chissà che le parole di Blum possano davvero lasciare uno spiraglio aperto. L’ultimo progetto di Robert Englund legato al personaggio è Freddy vs Jason e sebbene la sua figura sia sempre attrattiva, all’interno di quel film non ci sono dettagli di trama così indimenticabili. Stavolta si chiede dunque un salto di qualità, magari esplorando lati dell’evoluzione biologica di Freddy Kruger, in grado di sovvertire quella scontatezza che da un po’ di anni regna nel genere horror.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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