Se c’è un regista contemporaneo capace di trasformare la ricostruzione storica in una soffocante discesa negli inferi, quello è senza dubbio Robert Eggers. L’autore di perle viscerali come The Witch, The Lighthouse e il recente Nosferatu ha già pronto il suo prossimo progetto. Archiviata la parentesi dei mostri e in attesa dell’uscita del suo Werwulf, il cineasta statunitense ha firmato un accordo speciale con la casa di distribuzione Focus Features. Il contenuto del documento attesta che Eggers dirigerà un nuovo adattamento di Romeo e Giulietta. A quanto pare, il capolavoro immortale di William Shakespeare, avrà la sua versione più controversa.
L’operazione ha scatenato una vera e propria asta tra i colossi di Hollywood, con Focus che alla fine l’ha spuntata. La casa di produzione ha battuto le offerte di concorrenti agguerriti del calibro di A24, Sony Pictures e Warner Bros. La tragedia d’amore più famosa al mondo è ora nelle mani di un regista ossessionato dal folklore e dal sangue. La storiella romantica è destinata a trasformarsi in un angosciante incubo di faide familiari.
I dettagli riguardanti la trama e il cast rimangono per ora rigorosamente sotto chiave. Le indiscrezioni di settore però, confermano che il progetto manterrà una forte impronta filologica. La produzione ha infatti rivelato che gli attori reciteranno utilizzando una forma arcaica della lingua inglese. Questo elemento si sposa alla perfezione con la proverbiale ossessione del regista per l’accuratezza storica e linguistica delle sue opere.

Dirigere la versione più cupa di Romeo e Giulietta è una priorità per Robert Eggers
Per il quarantatreenne regista si tratta del quarto progetto consecutivo realizzato in collaborazione con Focus Features. Dopo le esperienze di The Northman, Nosferatu e l’imminente Werwulf, questa sintonia ha ampi margini di crescita. La scelta di posizionare l’opera di Shakespeare come sua priorità assoluta, sposta temporaneamente in secondo piano altri progetti. Il cineasta infatti, si stava dedicando da tempo anche all’adattamento de Il Canto di Natale di Charles Dickens e al tanto chiacchierato sequel di Labyrinth per la TriStar Pictures.
I fan della tragedia romantica ricorderanno sicuramente le versioni memorabili firmate in passato da Franco Zeffirelli (1968) o da Baz Luhrmann (1996). Tuttavia, lo stile di Eggers promette di abbandonare qualsiasi compiacimento patinato e stucchevole. L’intento è di addentrarsi maggiormente nella violenza, nel fanatismo religioso e nella cupa ossessione giovanile che serpeggia nell’opera originale. Con la fase di pre-produzione pronta a scaldare i motori, la scommessa si preannuncia altissima. Rileggere una vicenda leggendaria togliendo la cipria alle convenzioni, è un restituire allo spettatore la brutalità primordiale di un amore maledetto.
