HomeNewsProteste ad Hollywood, da Bryan Cranston agli stuntman

Proteste ad Hollywood, da Bryan Cranston agli stuntman

Hollywood è in sciopero da maggio scorso. Hanno incominciato gli sceneggiatori, che richiedono maggiori tutele economiche e chiarimenti riguardo l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. La nuova tecnologia potrebbe infatti sostituire la mente umana in caso di scrittura di un copione, generando per questo la rabbia dei presenti.

Si sono riuniti in sindacati appositi, dal nome WGA (Writers Guild of America) e hanno scioperato per un tempo previsto, che ha generato uno stop alle produzioni. Sono infatti rimandate numerose serie televisive previste inizialmente per l’autunno prossimo. Vogliono aggiustare i compensi e incrementare le royalties sui film in uscita sulle piattaforme.

Sciopero Hollywood

Dal 13 luglio ad aggiungersi alle manifestazioni degli sceneggiatori, sono intervenuti gli attori, riunitesi nel sindacato chiamato SAG – AFTRA (Screen Actors Guild). Viene pretesa giustamente una buona retribuzione, denunciando quindi i bassi stipendi per gran parte degli attori non di fama mondiale, costretti alcuni a trovarsi un secondo lavoro. Inoltre alzano la propria voce per reclamare una migliore assicurazione sanitaria e maggiori contributi per le pensioni.

Vari appartenenti all’industria hollywoodiana sono quindi in lotta per l’ottenimento dei diritti riconosciuti. Tra le varie figure anche quella degli stuntman. Mike Massa, stunt professionista e controfigura di Harrison Ford, è tra i protagonisti delle rivolte. Si è infatti dato fuoco in piazza, durante uno sciopero, per rilanciare un forte messaggio a sostegno della comunità degli stuntman. Salvato da un compagno armato di estintore, pronto a intervenire, il suo gesto ha suscitato parecchio risalto mediatico.

Sciopero Hollywood

Prendere parte a questo genere di iniziative ed entrare all’interno del sindacato degli attori, comporta tutta una serie di iniziative che prevedono l’esclusione da ogni attività del settore. Ecco spiegato il motivo per cui anche attori di fama mondiale, sostenitori delle rivolte, avrebbero rinunciato a partecipare ad iniziative di promozione dei propri film. Il cast di Oppenheimer ha abbandonato ad esempio la première del film prevista a Londra.

Un attore iconico degli ultimi venti anni, come Bryan Cranston, ha tenuto in Times Square, un discorso pubblico a favore delle manifestazioni in corso e si è rivolto personalmente al CEO Bob Iger della casa di produzione Walt Disney Company. A supportarlo ci sono star quali Steve Buscemi, Michael Shannon, Brendan Fraser e molti altri.

Il discorso di Bryan Cranston

Queste le sue parole rivolte all’amministratore delegato Bob Iger, che sarebbe intervenuto precedentemente in merito ai diritti rivendicati dagli sceneggiatori:

“Abbiamo un messaggio per il signor Iger. So che considera le cose attraverso un’altra lente. Non ci aspettiamo che capisca chi siamo. Ma le chiediamo di ascoltarci e, oltre a quello, di ascoltarci quando le dichiamo che non lasceremo che i nostri lavori ci vengano tolti e dati ai robot. Non lasceremo che ci tolga il nostro diritto a lavorare e guadagnare una somma che ci permetta di mantenerci in modo decente. E, per ultima cosa e aspetto più importante, non le permetteremo di toglierci la nostra dignità! Siamo un sindacato unito fino alla fine!”

Aggiunge inoltre:

“Il nostro settore è cambiato esponenzialmente. Non siamo nello stesso modello di business in cui ci trovavamo dieci anni fa. E, tuttavia, anche se ammettono che questa è la verità dell’economia di oggi, stanno combattendo per rimanere legati allo stesso sistema economico che è superato e fuori moda! Vogliono che ritorniamo indietro nel tempo. Non possiamo farlo e non lo faremo.”

Giovanni Veverga
Giovanni Veverga
Amo gli autori che vogliono e sanno come raccontare una storia in grado di affascinare lo spettatore.

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