I Fantastici 5Prima di Odissea: 5 capolavori IMAX di Christopher Nolan

Prima di Odissea: 5 capolavori IMAX di Christopher Nolan

Odissea di Christopher Nolan è il primo film della storia del cinema ad essere stato girato interamente con videocamere IMAX 70 mm. Una scelta estrema, che ha richiesto una modifica alle cineprese stesse: troppo rumorose per girare un film nella sua interezza. In tutte le pellicole precedenti, infatti, le scene IMAX erano solo una parte dell’opera finita. Molto spesso scene d’azione, campi larghi o panoramiche con musica in sottofondo. Primi piani o dialoghi erano impossibili. Da Odissea in poi, però, non sarà più così (qui la recensione dell’ultimo capolavoro di Nolan).

Il primo esperimento in IMAX per Christopher Nolan è stato Il Cavaliere Oscuro (qui la recensione). Circa 25 minuti girati in IMAX per una maggiore immersione nelle scene concitate. Dal secondo capitolo della sua saga supereroistica in poi, ogni film di Nolan è stato girato in parte con questa tecnologia. Scopriamo le cinque pellicole dove l’utilizzo dell’IMAX è stato importante non solo per la resa visiva, ma anche e soprattutto per la scelta teorica sottostante. Girare in IMAX, per un autore, vuol dire anche veicolare significati. Lo è per Odissea, lo è stato per tutti gli altri film.

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Dunkirk – 2017

Iniziamo con Dunkirk (qui la recensione). Capolavoro del 2017 che segna la riscoperta critica definitiva del regista britannico. Dunkirk è cinema estremo. Nolan, dopo il terzo capitolo della saga di Batman, ha deciso di concentrarsi esclusivamente sulle possibilità estetiche del dispositivo cinematografico, e Dunkirk è uno dei suoi esperimenti più riusciti. Un racconto quasi muto, diviso in tre lassi temporali distinti che compongono un mosaico estremamente coerente sulla percezione spazio-temporale falsata dei soldati in guerra.

Dunkirk è il racconto di quattrocentomila nessuno abbandonati in un limbo, la spiaggia di Dunkerque (la spiaggia torna come luogo liminale dopo Inception e anticipa le spiagge di Calipso e di Itaca dell’Odissea). In questo caso, l’IMAX è utilizzato soprattutto nelle scene aeree. In un film dove tutto sembra quasi una coreografia (il movimento corale di migliaia di comparse che all’unisono si abbassano sulla spiaggia); la danza degli aerei e i loro scontri è restituita da un’inquadratura più grande; dove però l’orizzonte molto spesso si assottiglia. La grandezza non è il cielo, ma il mare sottostante, che può essere luogo di morte.

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Inception – 2010

Inception (qui la recensione) fu la conferma che il nome di Nolan trascendeva i suoi film. Il Cavaliere Oscuro gli restituì la popolarità, ma Inception la possibilità di fare quello che voleva come artista. Un film così complesso e stratificato che ebbe un successo clamoroso (oltre gli ottocento milioni di incasso globali) solo per il nome del suo autore. E di lì in poi tutti i suoi progetti sono stati dei successi (sia in generale, sia rapportati al genere di appartenenza, come Dunkirk, o al periodo d’uscita, come Tenet durante il COVID).

L’utilizzo dell’IMAX in Inception è radicale e teorico. In un film dove si parla di cornici, di scatole cinesi, di sogni dentro sogni; Nolan utilizza cineprese IMAX per allargare quei confini: riprese aeree, l’inseguimento a Mombasa, il terzo livello del sogno. Il minutaggio è breve: meno di dieci minuti rispetto alle due ore e mezza di film. Sufficienti, però, per inserire Inception nel meraviglioso puzzle composto da Nolan pezzo dopo pezzo. La forma dell’inquadratura che diventa veicolo di senso: larga nella realtà (scena di Mombasa) ma anche nel livello più basso del sogno, dove si rischia di cadere in un Limbo dove realtà e finzione collassano.

Interstellar – 2014

Interstellar (qui la recensione) è forse il film più famoso di Christopher Nolan al di fuori dei circuiti degli appassionati; complice la sua accessibilità anche emotiva. È uno dei film più “caldi” del regista britannico, spesso accusato invece di freddezza e glacialità. Complice anche, in realtà, la nomea di film scientificamente accurato e rispettoso delle leggi della relatività einsteiniana. Non il suo miglior lavoro, ma un punto di svolta importantissimo per la sua carriera. Le scene IMAX superano l’ora (per una pellicola che sfiora i 180 minuti), e sono utilizzate in scene specifiche.

Interstellar, da grande pellicola di fantascienza quale è, è debitrice dei viaggi che il cinema classico hollywoodiano ci ha fatto compiere nei paesaggi del selvaggio West. L’inquadratura si allarga, in questo film, sulle distese di campi di grano; nelle scene di partenza e di arrivo su altri luoghi (i pianeti esplorati). Soprattutto si allarga in corrispondenza di Gargantua, il buco nero, l’ultimo orizzonte per eccellenza; come la frontiera dei film di Ford. Queste peculiari scelte non sono solo estetiche, ma restituiscono una dichiarazione di intenti palese: il viaggio interstellare è la riproposizione in chiave moderna delle grandi epopee western.

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Tenet – 2021

Spesso mal visto da larga parte del pubblico e da una parte della critica; Tenet (qui la recensione) è una delle pellicole più estreme di Nolan. A ragione, molti, lamentano una poca comprensibilità immediata del funzionamento del meccanismo dell’entropia; così come lamentano un plot troppo intricato e una freddezza generale. Un prezzo da pagare, forse, per il limite raggiunto dal cineasta britannico. Tenet è un film estremo, in ogni senso della parola. Un’opera concepibile per sale d’essai ma con un budget da kolossal.

Complicato, anche respingente, Tenet rimane forse il film più affascinante di Nolan. La magnificenza estetica trova nella pellicola del 2021 delle vette mai raggiunte. Nolan in questo caso non lavora solo sull’ampiezza dell’inquadratura, ma sul movimento stesso della pellicola, che si riavvolge. Tenet è un oggetto cinematografico unico, che può far storcere il naso a molti (per ragioni comprensibilissime), ma che al contempo riflette sulle possibilità stesse del cinema.

Oppenheimer – 2023

Il punto d’arrivo massimo prima dell’Odissea. Oppenheimer (qui la recensione) ha anche un primato: la Kodak sviluppò pellicole IMAX in bianco e nero appositamente per Nolan, visto che non erano mai state fatte prima. Circa due terzi del film è in IMAX. L’odissea del padre della bomba atomica è stata la vetta per la carriera del cineasta britannico, che ha ottenuto due statuette agli Oscar 2024 (miglior film e miglior regia), da aggiungere alle restanti cinque. Il successo più grande – per ora – di una sua pellicola non supereroistica. Quasi un miliardo di incasso.

Le scene in IMAX di Oppenheimer riflettono il duplice intento del film: l’indagine psicologica del suo protagonista e la profonda riflessione sul mezzo cinematografico. L’inquadratura si allarga sui primissimi piani dello straordinario Cillian Murphy, sulle sue visioni del mondo subatomico e su quelle post Hiroshima. Ma soprattutto si allarga nelle scene del deserto, a Los Alamos; e durante il Trinity Test. Lo spazio prediletto per Nolan è quello del West, questa volta non figurato come in Interstellar. Ed è lì, nel deserto, dove il Prometeo Moderno vede la forza distruttiva della sua creazione – la bomba -; che Nolan costruisce la sua creatura cinematografica. Capolavoro.

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Alessandro Bombace
Alessandro Bombace
Appassionato di cinema e filosofia da sempre, quando scrivo guardo ad entrambi per portare analisi il più profonde e originali possibili. Il giochino dei 4 film preferiti? 2001, Persona, Wall-E e Lilo & Stitch

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