Se ami l’autunno e sei alla ricerca di nuovi comfort movie che sprizzino Halloween da tutti i fotogrammi, Practical Magic di Griffin Dunne potrebbe fare al caso tuo. Con le sue ambientazioni gotiche tipiche delle cittadine americane, caratterizzate da ville vittoriane e viali ricoperti di foglie arancioni, il film rappresenta un giusto compromesso.
Uscito nel 1998 e tratto dal romanzo Il giardino delle magie di Alice Hoffman, il film suscitò all’epoca opinioni piuttosto contrastanti. Se da un lato venne apprezzato per il suo tono leggero e il suo fascino fiabesco, dall’altro fu criticato per una sceneggiatura considerata “inconcludente”. Anche al botteghino i risultati furono scarsi. A fronte di un budget di circa 75 milioni di dollari, Practical Magic non riuscì a recuperare i costi di produzione, venendo generalmente considerato un flop commerciale.
Tuttavia, col passare del tempo è riuscito comunque a trasformarsi in un piccolo cult autunnale, affiancandosi a titoli come Hocus Pocus, Casper o Le streghe di Eastwick. Non tanto per la sua narrazione, quanto per la capacità di evocare un immaginario accogliente e rassicurante, diventando uno di quei film da riscoprire ogni anno sotto una coperta durante un temporale.

Practical Magic – Trama
Sally (Sandra Bullock) e Gillian Owens (Nicole Kidman) sono due sorelle cresciute in una famiglia fuori dal comune, discendente da una lunga stirpe di streghe. Rimaste orfane in giovane età, vengono cresciute dalle eccentriche zie Frances (Stockard Channing) e Jet (Dianne Wiest) in una grande casa vittoriana affacciata sull’oceano, dove la magia fa parte della quotidianità tanto quanto le tradizioni di famiglia. A gravare sulle donne Owens, però, è un’antica maledizione secondo cui ogni uomo di cui si innamorano è destinato a morire prematuramente.
Con il passare degli anni, le due sorelle scelgono strade molto diverse: Sally cerca una vita tranquilla e lontana dalla magia, mentre Gillian abbraccia uno stile di vita più ribelle. Quando un evento inatteso le costringe a riavvicinarsi, entrambe dovranno fare i conti con il peso del passato e con quel destino che sembra perseguitare ogni generazione della loro stirpe.

Practical Magic – Recensione
Le premesse sull’opera di Dunne (Un lupo mannaro americano a Londra) servono a comprendere come Practical Magic sia un film semplice e facilmente fruibile, sebbene sia tutto tranne che perfetto. La sceneggiatura procede spesso in modo disomogeneo, alcuni passaggi risultano poco approfonditi e il tono generale fatica a trovare un equilibrio stabile.
Practical Magic introduce diversi elementi soprannaturali, ma molti di questi sembrano rimanere in superficie. Una delle domande più spontanee che ci si potrebbe porre una volta terminato riguarda proprio il ruolo della magia: quanto spazio viene realmente lasciato agli incantesimi e agli elementi soprannaturali che l’opera sembra promettere già dal suo titolo?
Chi guarda Practical Magic aspettandosi manuali di magia, grandi cappelli, pozioni e quant’altro potrebbe rimanere deluso. L’obiettivo dell’opera di Griffin Dunne sembra infatti essere quello di non mettere la magia al centro del racconto, ma piuttosto di utilizzarla come metafora per parlare di temi più concreti, quali l’amore, la sorellanza e il rapporto tra donne. Il vero cuore del film non è quindi negli incantesimi o nel soprannaturale, ma nel legame tra le protagoniste e nella loro capacità di sostenersi a vicenda, soprattutto in opposizione alla figura di Jimmy (Goran Višnjić). Una storia che quindi richiamerebbe anche una dimensione femminista, considerando il modo in cui il film mette al centro della sua narrazione personaggi femminili estremamente indipendenti.
Nonostante l’intenzione di affrontare tematiche più profonde all’interno di una commedia romantica fantasy sia interessante, questa scelta narrativa non riesce a funzionare del tutto. La sensazione che restituisce, soprattutto a una prima visione o attraverso uno sguardo più attento, è quella di un film che fatica a trovare una propria identità.

Un sequel davvero necessario?
All’inizio del 2025 è stato annunciato a sorpresa Practical Magic 2, sequel che vedrà il ritorno sul grande schermo delle sorelle Owens, interpretate nuovamente da Sandra Bullock e Nicole Kidman. Insieme a loro è stata confermata anche la presenza di Stockard Channing e Dianne Wiest.
Ambientato venticinque anni dopo gli eventi del primo capitolo, il film riporterà al centro della storia la famiglia Owens, alle prese con una nuova crisi legata alle origini della loro magia e ai segreti della loro stirpe. Il sequel sarà inoltre basato su The Book of Magic, romanzo di Hoffman pubblicato nel 2021 come seguito e capitolo conclusivo della saga. Alla regia ci sarà Susanne Bier.
In un’epoca cinematografica caratterizzata dalla proliferazione di sequel, prequel, spin-off e nuovi capitoli di franchise già conosciuti, soprattutto legati a titoli iconici che hanno segnato un determinato periodo, viene spontaneo chiedersi se il ritorno di certe storie sia realmente necessario o se rappresenti soltanto un tentativo di sfruttare l’effetto nostalgia sul pubblico.
A fronte di quanto detto finora, nel caso di Practical Magic la risposta non è così semplice. Pur non essendo un film privo di difetti, il suo fascino gli ha permesso comunque di restare in piedi nel tempo. Il sequel potrebbe quindi rappresentare un’opportunità per approfondire aspetti rimasti irrisolti – seguendo l’onda nostalgica di Hocus Pocus 2 – o, magari, per dare maggior senso al primo capitolo. Il dubbio resta e non ci rimane che attendere.

Practical Magic – Cast
Practical Magic vanta un cast importante, capitanato da due giovanissime Bullock (While you were sleeping, Bird Box, The Unforgivable) e Kidman (Eyes Wide Shut, Baby Girl, The Others), entrambe convincenti nei rispettivi ruoli. L’aspetto più interessante delle loro interpretazioni risiede proprio nella chimica che riescono a trasmettere sullo schermo, elemento che rappresenta il fulcro stesso dell’opera di Dunne: il tema della sorellanza e della reciprocità. Un legame reso particolarmente credibile anche dal rapporto che le due attrici hanno costruito proprio durante le riprese del film. Bullock e Kidman, infatti, si sono conosciute sul set e hanno stretto fin da subito una forte amicizia, un’intesa che si riflette inevitabilmente nella relazione tra le loro protagoniste.
Nel cast meritano una menzione anche le zie delle sorelle Owens, interpretate da Channing e Wiest (Radio days, Il Corriere, Lasciali parlare), altrettanto piacevoli nei loro ruoli eccentrici. L’interpretazione di Channing, tra l’altro, le è valsa il premio come Miglior attrice non protagonista in un film commedia/romantico ai Blockbuster Entertainment Awards del 1999.

Conclusioni
In sostanza, Practical Magic non è sicuramente il capolavoro per eccellenza tra i film autunnali e le sue difficoltà narrative non passano inosservate. Tuttavia, a suo favore, c’è la capacità di creare un’atmosfera ben precisa, in grado di riportare lo spettatore in una determinata stagione e, più in generale, in un vero e proprio mood “halloweeniano”. Un risultato ottenuto soprattutto attraverso la componente visiva, che rappresenta uno degli aspetti più riusciti.
Se quindi si è alla ricerca di un film semplice, capace di trasmettere sensazioni specifiche e con un’identità fortemente legata all’autunno, vale la pena aggiungerlo alla propria lista. Practical Magic è un film imperfetto che riesce comunque a svolgere il suo compito: intrattenere e regalare un’atmosfera accogliente e nostalgica. Che sia per vivere un po’ d’autunno anche durante le giornate più calde dell’estate o per prepararsi una lista da recuperare nei prossimi mesi, il film di Griffin Dunne merita in ogni caso una possibilità.
