Recensioni FilmPossible Love - Il magnifico ritorno di Lee Chang-dong

Possible Love – Il magnifico ritorno di Lee Chang-dong

Lee Chang-dong torna ad otto anni di distanza dall’acclamatissimo Burning con Possible Love, altro film denso, stratificato e suggestivo in concorso per il Leone d’oro alla 83. Mostra di Venezia.

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Divario sociale, finta solidarietà, disillusioni emotive e sociali, una telecamera ad intrufolarsi nei non detti e nei.ricordi confondendo dolore e felicità, pulsione e verità, possibile ed impossibile.

Indagine sul costo dei desideri sul peso delle sconfitte e sul senso del cinema

Possible love è un indagine sul costo dei desideri e il peso delle sconfitte nella società odierna, dove un software può sostituire le braccia umane, una borsetta costa.milioni e determina il merito di una persona e chi cade resta caduto, anche se si rialza.

È la società dei vivi contro la società dei morti, i primi degni di abitare ed avere relazioni, i secondi relegati a sopravvivere senza alzare mai la testa, perché ogni aspettativa fuori dall’orizzonte ‘consentito’ non finirà bene. O sei dentro o sei fuori.

Possible Love

Possible Love – Trama

Due famiglie di diversa estrazione sociale intrecciano casualmente le loro esistenze. Da una parte c’è un nucleo proletario con il capofamiglia operaio licenziato a seguito di un feroce sciopero contro l’ azienda che li avrebbe mandati a casa, conclusosi in uno scontro violento con le divise, un ricovero in ospedale ed una depressione profonda.

Dall’altra abbiamo un nucleo familiare opposto, molto benestante, senza figli, con proprietà immobiliari e macchine di lusso, composto da due filmmaker lei regista, lui operatore. Cosa unisce queste imparagonabili fazioni?

Il progetto di Ye-ji (la regista, l’attrice Cho Yeo-jeong): girare un documentario sulle condizioni degli operai licenziati. La donna infatti prende sempre maggiore confidenza con la famiglia soggetto-oggetto della sua indagine, offrendogli convivialità, gentilezza, vacanze assieme, in cambio di interviste sulle loro vite.

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Ma questo intreccio di mondi, di corpi, questo baratto di vite e pezzi di vite molto differenti che risuonano per priorità fisiche e metafisiche antipodiche, arriva fino ad un grado di vicinanza sospetto, in cui le attrazioni degli opposti chiedono voce e spazio e il possibile mondo armonico si sgretola, dentro e fuori le riprese della telecamera.

Possible Love

Possible Love – Recensione

È impossibile fingere l’uguaglianza, quando l’uguaglianza non c’è e non è un valore: gli esseri umani non si comprano anche quando si comprano, la gerarchia torna sempre sul proprio trono, e rimette dolorosamente in regola chi evade dai suoi binari. È nella condizione umana costruirla, esercitarla e finirne vittima e la telecamera non può fermare questo processo, può solo amplificarlo, aiutandolo a venire espresso.

Possible Love testimonia questo seducente fallimento. E, anche, rappresenta il tentativo di una dimensione possibile in cui gli opposti potrebbero convivere, coadiuvarsi nelle rispettive lacune, ma hanno armi differenti, destini non collimanti e purtuttavia ciascuno desidera l’altro: questo è un motore pericoloso che esige il proprio conto.

Ispirazione dichiarata al decalogo di Kieslowski

Il film è dichiaratamente gemellato nell’ispirazione al decalogo di Kieslowski, per cui urge attenzione ogni volta si sfiorino i temi della morte e della morale, che di fatto qui sono strumenti affinché queste famiglie-cavie di osservazione prendano a frequentarsi, ad accendere la ruota delle possibilità, a svuotare il malessere nel benessere fino a non poter più restare.

Possible Love

In proposito ad inizio film veniamo ammoniti con la frase “non desiderare la roba d’altri”, e Possible Love crea proprio questa occasione, la nutre, la documenta addirittura, portandola alle sue conseguenze non ricucibili.

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Poiché nel mondo, sicuramente nel nostro, c’è il sotto ed il sopra ed invertirli non è un investimento stabile; alla fine dei conti deve restare un vincitore ed uno sconfitto, un dominante ed un sottomesso, qualcosa che tradisce il limite di questa similitudine. Persino tra chi condivide la stessa sorte di sfortuna: l’operaio licenziato si lamenta di essere considerato un “comunista” solo perché alza la voce per i propri diritti dentro un sindacato. Se ci si sposta dalla propria acqua, si sbaglia.

Possible Love

Adattamento e disadattamento a idee di felicita’ sempre piu’ piccole

E mentre si gioca ad annusare le vite altrui, fantasticando possano essere anche, almeno per un po’, le nostre, (cosa che in effetti ricorda le premesse di Parasite, guarda caso sempre mondo coreano), i ricordi di come si è arrivati a non essere ciò che si voleva, ad adattarsi ad un amore sbandato e monco, a dimenticare la luce del sole spesso, a farsi bastare quel po’ di libertà acciuffata senza nessuno piano al riguardo, affiorano, pesanti e leggeri insieme, uno scherzo ed una confessione, raccontati con il cuore in mano ed una fiducia disperata ed effimera.

È soprattutto Mi-ok (Jeon Do-yeon), moglie operaia, donna in cerca di luce, che ricostruisce la storia della sua coppia, delle vicinanze e degli allontanamenti, con il suo modo di stare al mondo sorridente per necessita, arguto per indole, ferito e suturato, bestiola che conosce il sogno e la rinuncia. Mentre il marito è portatore di una sconfitta intima e senza fondo, di uomo, di padre, di marito, di essere umano.

Possible Love

Contemporaneamente ogni parola spesa a raccontare la quotidianità ammalata di una famiglia di socialmente “morti”, sono date in pasto in modo sempre più compulsivo alla telecamera, che registra e scava nella cicatrice, senza pietà,senza ascolto, senza fare nulla che non sia osservare, come giudice muta che crea distanza e non empatia di fronte ad un corpo moribondo.

Quale funzione per il cinema

Così il cinema arranca nella sua primaria funzione di riunire corpi e anime delle persone, e si resta soli a desiderare, a non bastare, a non capire. Lee Chang dong al riguardo molto si è interrogato, lasciando la questione aperta, in mano a chi guarda e a chi resta, con il consueto tatto tipico e il suo modo di lasciare il segno.

Moltiplica i generi concentrandoli in un lavoro solo, con le svolte di trame lasciate al bivio di un poter essere, con quesiti rimessi in mano allo spettatore perché sia lui ad interrogarsi sul destino di felicità o infelicità dei protagonisti e del mondo che tutti abitano.

Possible Love

Di qui una sceneggiatura complessa, pluritematica, fatta di rimandi, di ascolto da tenere a lungo, di improvvise epifanie, di momenti provato e piano di ascolto eloquenti.

Possible Love – Cast

Attori speciali si alternano a dare respiro a questa storia, una prova recitativa notevole, sul filo della rottura, trattenuta e profonda. Sul Kyung-gu porta e mantiene in scena il suo alone oscuro, l’ombra di qualcosa di rotto e piangente, uno spirito che si aggira tra altri spiriti annusando vite altrui, in una muta richiesta di attenzione e soccorso.

Possible Love

La Do-yeon contiene i mondi possibili e la coscienza di quelli impossibili, la frattura e il ricongiungimento, la consapevolezza bambina che torna a casa quando si fa troppo tardi. Umanissimi eppur distanti la coppia In-sung/Yeo-jeong, la cui bellezza e pienezza, il volto innamorante dell’attività artistica, accentuano la ferita di chi non è ma vorrebbe essere come loro.

Possibile Love, gia’ candidato per la Corea ai prossimi Oscar, è probabilmente uno dei migliori film del Festival attualmente in corso, per cui ci auguriamo un meritato Leone d’oro: ci insegna a perfezionare lo sguardo sulla nostra società senza temere le contraddizioni, le andate, i ritorni, e la sua assoluta, irriducibile, connaturata complessità.

Possible Love – Trailer

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Due famiglie di estrazioni sociali diverse, una di operai proletari con capofamiglia licenziato e depresso, e una di artisti film-maker benestanti, si incontrano. La seconda girera' un documentario sulla condizione degli operai post-licenziamento e decide di diventare sempre piu' confidente con la prima per ottenere testimonianze da registrare nel video. Un indagine sul peso dei desideri nelle persone che non possono avere quei desideri, sui non detti delle sconfitte sociali, sul dramma dello sfruttamento capitlista, della societa' delle apparenze e del profitto. Ma anche una riflessione sull'impotenza unificatrice del cinema.
Pyndaro
Pyndaro
Cosa so fare: osservare, immaginare, collegare, girare l’angolo  Cosa non so fare: smettere di scrivere  Cosa mangio: interpunzioni e tutta l’arte in genere  Cosa amo: i quadri che non cerchiano, e viceversa.  Cosa penso: il cinema gioca con le immagini; io con le parole. Dovevamo incontrarci prima o poi.

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