Dopo il finale esplosivo della prima stagione, Pluribus si è rapidamente imposto come uno dei titoli più discussi del catalogo Apple TV+. Spingendo fan e critica a chiedersi quando arriveranno i nuovi episodi. A fare chiarezza o meglio, a raffreddare gli entusiasmi, è stato il creatore della serie Vince Gilligan. Che ha spiegato come i lavori sulla seconda stagione siano in corso, ma senza alcuna corsa contro il tempo.
Intervenendo durante un press day organizzato da Apple TV, Gilligan ha raccontato che lui e il suo team di sceneggiatori stanno “andando avanti a piccoli passi” sulla seconda stagione. Un processo lento e meditato, coerente con il metodo di lavoro dell’autore di Breaking Bad e Better Call Saul. Noto per privilegiare la scrittura e la costruzione narrativa rispetto ai ritmi industriali più serrati. “Ci vuole tempo per capire questi episodi”, ha spiegato. Ringraziando il pubblico per la pazienza e sottolineando che Pluribus non tornerà “ogni anno come The Pitt”, citando ironicamente un altro successo televisivo recente.

Pluribus è una serie che si prende il suo tempo
Gilligan ha ribadito che la gestazione della serie è stata lunga già prima del debutto. L’idea di Pluribus lo accompagna infatti da circa dieci anni. Non sorprende quindi che anche la seconda stagione segua un percorso altrettanto riflessivo. “Siamo più avanti nel processo di quanto sembri, ma meno avanti di quanto vorrei”, ha ammesso, lasciando intendere che la scrittura è ancora in una fase delicata.
La serie, che mescola fantascienza, satira e thriller, parte da un’idea disturbante e paradossale: un virus alieno diffonde nel mondo una felicità incontrollabile, lasciando in vita solo una manciata di persone immuni. Tra loro c’è Carol Sturka, interpretata da Rhea Seehorn, un’autrice burbera e allergica all’ottimismo, costretta a trovare una cura per salvare l’umanità da un eccesso di gioia. Un concept che ha colpito il pubblico proprio per la sua originalità e per il tono ambiguo, a metà tra commedia nera e distopia.
Non a caso, Gilligan ha confessato che il tema della felicità lo ossessiona da una vita intera. “La inseguiamo continuamente, ma resta sempre sfuggente”, ha detto, suggerendo che Pluribus continuerà a interrogarsi su questo paradosso anche nei prossimi episodi.

