Peter Greene, celebre attore di Pulp Fiction e The Mask, è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan il 12 dicembre. All’età di 60 anni. La notizia ha subito suscitato sgomento tra colleghi, fan e appassionati di cinema. Che ricordano Greene per il suo talento nel rendere ogni ruolo intenso e memorabile.
Amato per la sua capacità di interpretare personaggi oscuri e complessi, l’attore aveva una presenza magnetica sullo schermo, capace di catturare l’attenzione senza bisogno di artifici. Secondo l’Office of the Chief Medical Examiner di New York City, Greene è deceduto per un colpo di pistola accidentalmente esploso all’ascella sinistra. Che ha lesionato l’arteria brachiale e provocato un’emorragia massiccia. Il medico legale ha classificato la morte come accidentale, escludendo qualsiasi atto intenzionale.

La morte di Peter Greene si poteva evitare
Il corpo è stato scoperto dopo che un vicino aveva avvisato il proprietario e la polizia. Allarmato dalla musica natalizia proveniente dall’appartamento per diversi giorni senza interruzione. Greene viveva da solo e non ha avuto modo di chiedere aiuto, rendendo l’incidente ancora più tragico.
Nato a Montclair, nel New Jersey, Greene aveva parlato apertamente in passato delle sue difficoltà con la dipendenza, ma risultava sobrio da almeno un paio d’anni. La sua carriera iniziò sul piccolo schermo nel 1990 con la serie crime della NBC Hardball. Mentre il debutto cinematografico arrivò nel 1992 con Laws of Gravity. Tra i ruoli più celebri, quello del villain Zed in Pulp Fiction di Quentin Tarantino e dell’antagonista Dorian Tyrell in The Mask accanto a Jim Carrey, hanno segnato profondamente il cinema degli anni ’90.
In televisione, Greene ha recitato in The Black Donnellys e ha avuto ruoli ricorrenti in Life on Mars e Chicago P.D.. La sua ultima apparizione risale a un episodio di The Continental, prequel della saga di John Wick.
Peter Greene lascia un’eredità artistica intensa, capace di rendere memorabili ruoli oscuri e complessi. Rimanendo impresso nel cinema contemporaneo come una presenza unica e autentica.

