Paul Mescal, dopo aver ricevuto l’attenzione internazionale grazie alla miniserie televisiva Normal People, sta ricevendo sempre più riconoscimenti nel mondo del cinema. Un attore capace di scegliere i progetti giusti in grado di valorizzarlo evidenziando le sue caratteristiche e i suoi pregi. Fisicità importante ed emozioni profonde lo hanno portato a scalare la vetta di Hollywood e il suo successo non sembra arrestarsi. Domenica era presente alla cerimonia dei Golden Globes per la sua prima candidatura come miglior attore non protagonista per Hamnet – Nel nome del figlio, diretto da Chloé Zhao. Un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Maggie O’Farell e pubblicato nel 2020. Paul Mescal interpreta William Shakespeare affiancato da Jessie Buckley che interpreta Agnes Shakespeare, moglie del grande scrittore.
In un’intervista rilasciata a Variety il giorno prima dei Golden Globes, Mescal spiega la sua esperienza con il film che ha poi vinto come miglior film drammatico.

Le parole di Paul Mescal
“Posso contare sulle dita di una mano i grandi momenti catartici che una persona vive nella propria vita. Ciò che mi fa venire i brividi quando guardo le performance in generale è quel tipo di performance spettacolare in cui non riconosco più l’attore che recita”, spiega Mescal. E su questa idea ha basato la propria performance in Hamnet.
“Ciò di cui sono probabilmente più orgoglioso in questo film è l’equilibrio che riesco a mantenere con Jessie nei momenti in cui esprimiamo in modi molto diversi ciò che stiamo vivendo, sia come coppia che come individui. Le coppie lo capiranno: si può affrontare qualsiasi esperienza traumatica all’interno di una relazione o di una famiglia, eppure, pur vivendo la stessa situazione, ciascuno lo percepisce attraverso lenti profondamente diverse”.
Inoltre, l’attore si è detto sollevato di non aver avuto troppi rimandi visivi a Shakespeare.
“Penso che sia molto liberatorio non sapere necessariamente che aspetto abbia qualcuno, perché libera anche la tua immaginazione come attore, non sentirti legato alla somiglianza”.
