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Paul Giamatti si propone come villain di 007

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Paul Giamatti non è di certo uno dei primi nomi che viene in mente quando si pensa a n cattivo in un film. Eclettico, coinvolgente (anche buffo se vogliamo) ma secondo i più poco raffinato. Specie se il franchise di riferimento è quello di 007.

James Bond è capace di portare su schermo una firma molto particolare. Villain iconici (anche eccentrici diciamo) e uno stile che mal si sposa con le doti da caratterista di Paul Giamatti.

Paul Giamatti

Fatto sta che una serie come quella di Daniel Craig attira effettivamente l’interesse di diversi attori famosi. Brian Cox, di recente, ha ammesso che per coronare una carriera pluripremiata mancherebbe esattamente la partecipazione a uno dei film di 007.

Inoltre, uno degli ultimi a manifestare interesse è stato proprio Giamatti che si è proposto per entrare a far parte dell’esperienza filmica legata alla spia più famosa dell’intero panorama cinematografico.

L’attore ha parlato ai microfoni di GQ e ha espresso questo desiderio. Che sia una scelta giusta? Di certo il passato di Paul Giamatti parla di una cifra stilistica differente. Le sue esperienze testimoniano una partecipazione dal carattere bizzarro (anche con qualche chicca qua e là, come ad esempio Billions).

Paul Giamatti ha anche fatto diretto riferimento a cosa ha concretamente in mente. Vorrebbe un accento strano, magari anche un animale a fargli compagnia. Ciò che lo affascina di più di 007 è sicuramente l’attinenza con la realtà ma al contempo la fantasia che gli sceneggiatori hanno sempre garantito.

Un punto a favore dell’attore potrebbe essere sicuramente il fatto che, sapendo che James Bond cambierà, non si sa ancora che piega prenderà la saga. Potrebbe anche essere ammissibile una parziale modifica dello stile di fondo. Aprendo a una natura più bizzarra, Paul Giamatti potrebbe fare il suo e dare prova di un’attinenza che, al momento, non è comprovata.

Federico Favale
Federico Favale
Anche da piccolo non andavo mai a letto presto. Troppi film a tenermi sveglio. Più guardavo più dicevo a me stesso: "ok, la vita non è un film ma se non guardassi film non capirei nulla della vita".

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