Oscar 2023, i film italiani in lizza per la candidatura a miglior film internazionale

Come accaduto negli anni scorsi, l’Academy ha invitato l’ANICA, sua rappresentante in Italia, a designare entro il 26 settembre la pellicola italiana candidabile all’Oscar per il miglior film internazionale. La commissione di selezione dovrà scegliere tra le seguenti dodici opere (sono presi in considerazione i film distribuiti nel periodo compreso tra il 1o gennaio e il 30 novembre 2022):

  • Chiara di Susanna Nicchiarelli
  • Il colibrì di Francesca Archibugi
  • Dante di Pupi Avati
  • Giulia di Ciro De Caro
  • L’immensità di Emanuele Crialese
  • Mindemic di Giovanni Basso
  • Nostalgia di Mario Martone
  • L’ombra di Caravaggio di Michele Placido
  • Le otto montagne di Felix van Groeningen e Charlotte Vandermeersch
  • Piccolo corpo di Laura Samani
  • Il signore delle formiche di Gianni Amelio
  • La stranezza di Roberto Andò

Le liste preliminari (shorlist), con i titoli selezionati per ogni categoria, verranno rese note il 21 dicembre prossimo; per l’annuncio delle nomination effettive bisognerà attendere il 24 gennaio, ultimo appuntamento prima della cerimonia di premiazione, in programma il 12 marzo presso il Dolby Theatre di Los Angeles. Una lunga corsa, che nel 2021 ha portato È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino a concorrere per la statuetta, poi vinta da Ryūsuke Hamaguchi con Drive My Car.

Oscar 2023
Drive My Car, 2021

Oscar 2023, le candidature degli altri paesi europei

Quasi tutti i paesi europei hanno già annunciato le proprie candidature. All’appello manca la Francia che si appresta a selezionare il proprio film da una lista più ristretta rispetto a quella italiana. Cinque le pellicole a contendersi la possibilità di concorrere agli Oscar 2023: Full Time-Al cento per cento di Éric Gravel, Paris Memories di Alice Winocour, Saint Omer di Alice Diop, Un beau matin di Mia Hansen-Løve e Les Pires di Lise Akoka e Romane Gueret.

Queste le candidature europee:

  • Albania: A Cup of Coffee and New Shoes On di Gentian Koçi 
  • Armenia: Aurora’s Sunrise di Inna Sahakyan
  • Austria: Corsage di Marie Kreutzer 
  • Belgio: Close di Lukas Dhont
  • Bulgaria: Mother di Zornitsa Sophia 
  • Croazia: Safe Place di Juraj Lerotić 
  • Repubblica Ceca: Il Boemo di Petr Václav
  • Finlandia: Girl Picture di Alli Haapasalo 
  • Georgia: A Long Break di Davit Pirtskhalava 
  • Germania: Niente di nuovo sul fronte occidentale di Edward Berger 
  • Ungheria: Blockade di Ádám Tõsér 
  • Irlanda: The Quiet Girl di Colm Bairéad 
  • Kosovo: Looking for Venera di Norika Sefa 
  • Lettonia: January di Viesturs Kairišs 
  • Montenegro: The Elegy Of Laurel di Dušan Kasalica 
  • Paesi Bassi: Narcosis di Martijn de Jong
  • Polonia: Eo di Jerzy Skolimowski 
  • Portogallo: Alma Viva di Cristèle Alves Meira 
  • Romania: Immaculate di Monica Stan, George Chiper-Lillemark 
  • Slovacchia: Victim di Michal Blaško 
  • Slovenia: Orchestra di Matevž Luzar 
  • Spagna: Alcarràs di Carla Simón
  • Svizzera: A Piece of Sky di Michael Koch 
  • Ucraina: Klondike di Maryna Er Gorbach 
Giulia Angonese
Giulia Angonese
Percorso formativo in filosofia (PhD conseguito nel 2017), mi dedico al cinema con passione e continuità, cercando sempre di cogliere dinamiche di pensiero e atmosfere sottese agli intrecci narrativi.

ARTICOLI RELATIVI

ULTIMI ARTICOLI