L’incredibile parabola commerciale di Obsession (qui la recensione), l’horror indipendente con Inde Navarrette diventato un fenomeno globale al botteghino con oltre 500 milioni di dollari incassati (a fronte di un budget di appena 750.000 dollari), si arricchisce di un capitolo giudiziario destinato a far rumore a Hollywood.
La produttrice esecutiva Leonora Ann Darby ha depositato una causa presso la corte statale della California contro la casa di produzione Tea Shop Productions. L’accusa? Quella di essere stata estromessa dalla quota dei profitti, dopo aver “salvato” il film da un montaggio disastroso e averne guidato il successo.
Le accuse: salvataggio creativo e violazione degli accordi finanziari
Secondo quanto riportato nella denuncia, Leonora Ann Darby — pur essendo accreditata come produttrice esecutiva — avrebbe agito a tutti gli effetti come produttrice principale dell’opera. Ella avrebbe ricoperto quindi un ruolo decisivo sia sul piano creativo che su quello logistico.
Darby sarebbe intervenuta in un momento critico in cui la pellicola è stata tolta dalle mani del giovane regista ventiseienne Curry Barker e affidata a un nuovo montatore, per via di elementi che avrebbero compromesso la qualità del progetto. La produttrice avrebbe imposto il reintegro di Barker al montaggio e avrebbe promosso sessioni di riprese aggiuntive (reshoots) fondamentali.
La denuncia evidenzia poi come le note di Darby abbiano trasformato la struttura del film, migliorando la caratterizzazione dei protagonisti nei primi due atti e spingendo per abbracciare appieno gli elementi soprannaturali. Inclusa la decisione di rendere reale e funzionale l’iconico elemento del “One Wish Willow”, il celebre gadget del film. Infine, Darby avrebbe guidato la fase finale di post-produzione garantendo la consegna nei tempi stabiliti al Toronto International Film Festival. L’occasione durante la quale la pellicola avrebbe catturato l’attenzione di Focus Features, venendo acquistata per 16,2 milioni di dollari.
Nonostante un accordo siglato nel 2024 che le garantiva una quota pari a un terzo (33,3%) dei profitti netti per i progetti da lei guidati all’interno della società, la denuncia sostiene che Harris e Lane abbiano sistematicamente escluso la produttrice dai guadagni. Un’esclusione giunta non appena il film si è rivelato un incasso record.

Obsession: l’impatto sul futuro del regista Curry Barker
La vicenda giudiziaria si inserisce nel momento di massima visibilità per il regista Curry Barker. Passato da YouTuber a fenomeno internazionale in pochi mesi, Barker è entrato a far parte di A24 per dirigere il nuovo Non aprite quella porta.
L’azione legale promossa da Leonora Ann Darby richiederà ora la verifica contabile completa di tutti i conti legati a Obsession e ai progetti correlati della società. Insieme, ovviamente, al saldo immediato di tutte le quote e dei bonus finora trattenuti.
