Obi-Wan Kenobi, recensione dei primi tre episodi della serie su Disney+

Obi-Wan Kenobi è la nuova miniserie Disney+ che continua ad espandere l'universo di Star Wars e che vede il gradito ritorno di Ewan McGregor nei panni del maestro Jedi.

Obi-Wan Kenobi, il ritorno dello Jedi

Era la serie che i fan attendevano di più, l’anello di congiunzione tra Star Wars III: La vendetta dei Sith e Star Wars IV: Una nuova speranza. Inoltre, sapere che Ewan McGregor avrebbe ripreso dopo 17 anni uno dei suoi ruoli più iconici, quello di Obi-Wan Kenobi, non ha fatto altro che aumentare le aspettative della fanbase e non solo. Star Wars, in un modo o nell’altro e anche se non si è fan accaniti dell’intera saga, piace e intrattiene. Disponibile dal 27 maggio su Disney+ con i primi due episodi a cui è seguito il terzo uscito l’1 giugno, la miniserie Obi-Wan Kenobi è solo l’ultimo tassello di un universo cinematografico in continua espansione. Arriva, infatti, dopo The Mandalorian e The Book of Boba Fett. Obi-Wan Kenobi è a metà del suo percorso, ogni mercoledì uscirà un nuovo episodio, ma già si dimostra all’altezza e non delude chi fremeva di sapere cosa è successo in quell’arco temporale tra nuova e vecchia trilogia (almeno secondo l’ordine cronologico degli eventi e non l’uscita cinematografica dei film).

Obi-Wan Kenobi: la trama dei primi tre episodi

Prima di concentrarci sul personaggio ritrovato di Obi-Wan Kenobi, la miniserie fa un sunto degli eventi che hanno portato alla rottura tra Anakin Skywalker e il suo maestro. Spezzoni della nuova trilogia si susseguono fino ad arrivare allo scontro finale tra i due dove sappiamo che Anakin ebbe la peggio. Dieci anni dopo ritroviamo Obi-Wan Kenobi sul pianeta Tatooine dove ormai si è trasferito e svolge umili lavori cercando di non dare nell’occhio. Non è più lo Jedi che tutti ricordano. Lì sorveglia Luke, figlio di Anakin, in attesa che cresca per addestrarlo. Il destino vorrà che incroci anche la piccola Leia, affidata al senatore Organa sul pianeta Alderaan. Intanto nuovi villain sono sulle sue tracce: il Grande Inquisitore, la Terza Sorella e il Quinto Fratello.

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L’ultimo fuoco di un’epoca morente

Così viene definito Obi-Wan Kenobi nel corso della serie. Lui non è come tutti gli altri Jedi, perché mentore di Anakin Skywalker (diventato in seguito Darth Vader) e allievo di Qui-Gon Jinn. Cosa ancora più importante, è uno dei pochi sopravvissuti all’Ordine 66 ovvero la Grande Purga dei Jedi ordinata da Darth Sidious e il primo Jedi dell’Ordine di Yoda a sconfiggere un Sith, Darth Maul. Insomma, un curriculum niente male. Peccato che tutto questo nella miniserie a lui dedicata sia solo un lontano ricordo. La delusione, il fallimento, la rassegnazione prendono il sopravvento su Obi-Wan Kenobi, qui diventato Ben Kenobi. Il suo allievo destinato a riportare equilibrio nella Forza è ora il nemico principale da combattere e il senso di colpa per non essere riuscito a proteggerlo lo divora. Motivo per il quale non solo cerca di nascondersi, ma non agisce da vero Jedi nel momento del bisogno. Chiaramente non è lo Jedi che tutti noi ricordiamo essere apparso nella nuova trilogia e solo il dover salvare la piccola Leia, rapita per farlo uscire allo scoperto, lascia intravedere che la Forza è ancora in lui.

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Vecchie e nuove conoscenze

Indubbiamente ciò che più fa piacere è il ritorno di Ewan McGregor nel ruolo di Obi-Wan Kenobi. A onor del vero non è mai stato così intenso, mai così convincente; il motivo è da ricercare nella sfumatura del personaggio che qui gli si richiede di interpretare. E’ un Jedi ormai sconfitto, indebolito, e McGregor rende benissimo questo aspetto. Torna anche Hayden Christensen nei panni di Darth Vader e doppiato in Italia dal nostro Luca Ward (nessun’altra voce avrebbe potuto, diciamocelo!), tuttavia, ad essere entrati in scena in maniera preponderante sono anche i nuovi villain, in particolare la Terza Sorella il cui vero nome è Reva. Poco si sa di lei ancora, ma è intuibile che nasconda un segreto se non più di uno. Ribelle contro il Grande Inquisitore, particolarmente malvagia e intelligente, ha l’ossessione di catturare Obi-Wan Kenobi e fa di tutto per attirarlo in una trappola. Possiede dei poteri ed è destinata a diventare un personaggio principale e fonte d’ispirazione anche per il fandom della saga. Né tanti né pochi sono i personaggi introdotti che vediamo comparire in questi primi tre episodi, ma d’altronde il periodo in cui è collocato il racconto è di grande assestamento nella galassia. Ridotto ai minimi termini, la battaglia tra Bene e Male è solo all’inizio e le fazioni appena schierate.

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Tra ritmo e azione, una miniserie che fa ben sperare

Siamo al giro di boa, mancano solo tre episodi per chiudere l’epopea di Obi-Wan Kenobi, eppure qualche previsione si può fare. I primi tre episodi non solo si sono rivelati molto interessanti per uno sviluppo successivo, ma anche ben ritmati e carichi d’azione. Vi sono mancanze, certo, soprattutto nel secondo episodio dove la sceneggiatura si piega sotto le responsabilità di un soggetto così atteso. A livello narrativo e di ritmo, a volte cala drasticamente rispetto ad altri momenti, ma è innegabile quanto la regista Deborah Chow sia in gran forma e le scene d’azione lo fanno ben vedere. Inoltre, vi è una grande varietà di ambientazione. In soli tre episodi abbiamo visitato tanti luoghi e pianeti e conosciuto altri aspetti della galassia fino ad ora rimasti nell’ombra. Obi-Wan Kenobi è una serie che fa ben sperare, non c’è alcun dubbio. Vedremo come si concluderà!

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Obi-Wan Kenobi, almeno al momento, soddisfa le aspettative di chi chiedeva a gran voce una serie solo sul maestro Jedi e il ritorno di Ewan McGregor nel ruolo. Tre episodi sono bastati per mettere in luce i pregi (e sono tanti), ma anche qualche piccolo difetto a livello di sceneggiatura che speriamo scompaia negli episodi finali. Ritmo e azione sono gli elementi principali, come anche l'introduzione di nuovi personaggi che, se approfonditi ulteriormente, potranno dare enorme contributo alla Galassia.
Tiziana Panettieri
Tiziana Panettieri
E’ un amore di lunga data quello tra me e il cinema, cominciato con cult come Halloween, IT e L’Esorcista e alimentato negli anni con il meglio dell’horror e del cinema di genere. Ammetto, però, d’aver subìto il fascino del cinema asiatico, mediorientale e sudamericano. Sono onnivora, non mi precludo nulla senza aver prima provato.

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