Nowhere Special: recensione del nuovo film di Uberto Pasolini

Nowhere Special: trama

Nowhere Special, terzo lungometraggio di Uberto Pasolini, ha per protagonisti John e suo figlio Michael. Quando a John viene diagnosticata una malattia terminale, l’uomo decide di trovare una famiglia che possa crescere il piccolo Michael quando lui non ci sarà più. La ricerca sarà più dura del previsto e sarà l’occasione per John di crescere come uomo e come padre.

Nowhere Special

Nowhere Special: recensione

Presentato nell’anno della vittoria di Nomadland alla Sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, Nowhere Special di Uberto Pasolini è un film che più che sulla storia lavora sui personaggi.

Dà al protagonista un lavoro preciso e riconoscibile, lo caratterizza da subito con pochi ma incisivi dettagli, che poi nel corso della pellicola verranno approfonditi. John, interpretato da James Norton, è anche il personaggio con l’arco narrativo più completo, un percorso di crescita che fa di lui una figura che muta ed evolve nel corso del film.

Nowhere Special è uno spaccato di vita quotidiana di un padre e un figlio, una narrazione fatta di dettagli ricorrenti, routine e momenti intimi. È tuttavia un film che, pur essendo tranche de vie, ha una struttura narrativa consapevole e attenta e un intreccio che conduce i personaggi lungo un percorso che finisce per coinvolgere anche lo spettatore.

Il film di Uberto Pasolini è senz’altro un’opera difronte a cui non si può restare indifferenti: è un film che commuove, che vuole commuovere e sa come farlo. Al centro della storia c’è un dramma, eppure Pasolini è bravo a non ostentare questo lato tragico, ma anzi lo lascia fluire sullo schermo in maniera naturale e del tutto spontanea.

Nowhere Special

Per quanto la vicenda narrata potrebbe attirare su di sé un tono triste, Nowhere Special racconta quanto accade con leggerezza e dolcezza, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra i due protagonisti. La relazione tra John e Michael è il centro dell’opera ed è anche l’aspetto che rimane più impresso dopo la visione del film.

Nowhere Special non è un film che parla della morte o dell’abbandono. È un film che parla della comunicazione tra padre e figlio, dell’importanza della conoscenza e della responsabilità di un padre nei confronti del proprio figlio.

I personaggi che abitano lo schermo sono tutte figure che hanno fallito in qualcosa, che sono stati segnati da esperienze tragiche e più grandi di loro. Tutti loro sono alla ricerca di un posto nel mondo e di un ruolo da svolgere. Pasolini mostra con lo stesso sguardo compassionevole sia i protagonisti, sia quelle figure con cui lo spettatore empatizza di meno: anche loro, alla pari di John, sono personaggi che hanno fallito in qualcosa e che devono pagare le conseguenze del loro fallimento.

Nowhere Special

Nowhere Special: regia e interpretazioni

È interessante vedere il modo in cui Pasolini inquadra questi personaggi e le vicende in cui sono coinvolti. Pasolini sembra scegliere una direzione ben precisa, che è quella della frammentazione dello spazio. Sono frequenti le inquadrature in cui i personaggi sono ripresi da soli, scelta registica che sembra sottolineare la solitudine e l’impotenza che accompagna ciascuno di loro.

Solo a John e Michael sono riservate inquadrature in cui entrambi abitano assieme lo schermo. Le scene con loro rappresentano momenti di tenerezza, sono istanti in cui la narrazione si ferma per dedicarsi al loro rapporto, un legame che in alcuni momenti ricorda quello tra i due protagonisti di Il Monello di Chaplin.

Un’altra influenza che sembra percorrere il film è quella di Ladri di biciclette di Vittorio De Sica. Il rapporto tra John e Michael richiama in più di un’occasione quello tra Antonio e Bruno. In particolare, la scena finale ci presenta un ribaltamento dei ruoli tra padre e figlio, proprio come accadeva, per motivi ed implicazioni completamente diverse, in Ladri di biciclette.

James Norton, Daniel Lamont e Uberto Pasolini alla Mostra del Cinema di Venezia

Oltre alla regia di Pasolini, il film si regge sulle spalle dei due attori protagonisti. Se da una parte James Norton si dimostra in grado di restituire i diversi moti che attraversano John, dall’altra il giovane Daniel Lamont, che interpreta Michael, riesce a mostrare il lato più riflessivo, infantile e autentico del suo personaggio.

Nowhere Special si rivela così un film che riesce a parlare allo spettatore e a cui si può quindi perdonare alcuni difetti, come un eccessivo didascalismo in un paio di scene e una parte finale forse troppo veloce.

PANORAMICA RECENSIONE

regia
soggetto e sceneggiatura
interpretazioni
emozioni

SINOSSI

Attingendo da influenze e contesti diversi tra di loro, Uberto Pasolini gira un film tenero e commovente sul rapporto tra un padre e un figlio, un'opera che dà il suo meglio quando mette in scena il rapporto tra i due protagonisti.
Lorenzo Sascor
Lorenzo Sascor
Studente di DAMS, amante del cinema in ogni sua forma, dai classici hollywoodiani al neorealismo, dalla Nouvelle vague ai blockbuster contemporanei. In particolare, amo vedere come il cinema riflette l'attualità del suo tempo.

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