Recensioni FilmNon abbiam bisogno di parole - Ascoltare oltre il sentire

Non abbiam bisogno di parole – Ascoltare oltre il sentire

In pochi giorni ha scalato la classifica Netflix dei film più visti in Italia e non solo. Non abbiam bisogno di parole è il remake italiano del francese La Famiglia Belier – che segue la versione statunitense CODA – I segni del cuore – con la partecipazione di Serena Rossi e della cantante Sarah Toscano, alla sua prima partecipazione cinematografica. 

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non abbiam bisogno di parole

Non abbiam bisogno di parole – La Trama

Eletta Musso (Sarah Toscano) è una giovane ragazza che vive nelle campagne alessandrine nella fattoria di famiglia. Con lei vivono i genitori, Caterina (Carola Insolera) e Alessandro (Emilio Insolera), e il fratello maggiore Francesco (Antonio Iorillo). Tutti i membri della famiglia Musso sono sordi profondi, tranne Eletta, unica udente, costretta a diventare l’interprete tra loro e il mondo esterno. Ogni giorno, infatti, Eletta aiuta i genitori e il fratello a comunicare e a gestire le attività giornaliere, assumendo un ruolo centrale nella loro vita. 

Il primo giorno di scuola la giovane si iscrive al coro scolastico e scopre di avere un talento per il canto. La sua insegnante Giuliana Palumbo (Serena Rossi) la incoraggia a intraprendere un percorso musicale dedicato e tentare l’audizione per un’accademia di Torino. Questa opportunità potrebbe portare Eletta lontano da casa contro il parere della famiglia, che non saprebbe come andare avanti senza l’udito della ragazza. 

Eletta si ritrova così ad affrontare la difficoltà di conciliare il suo sogno con le esigenze della famiglia.

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Non abbiam bisogno di parole – La Recensione

Diretto da Luca Ribuoli, che ha co-scritto la sceneggiatura insieme a Cristiana Farina, Non abbiam bisogno di parole è il remake italiano del film francese La Famiglia Belier

Ambientato in una realtà di provincia, un piccolo paese che si trova nelle campagne dell’Alessandrino, il film mantiene degli elementi di somiglianza con l’originale, anche se se ne allontana in certi punti. L’originalità è sicuramente determinata dalla volontà di mantenere una certa italianità del film, ma anche per il differente canale di distribuzione. Se La famiglia Belier risale al 2014, prima dell’avvento delle piattaforme di streaming, Non abbiam bisogno di parole è un prodotto Netflix che risponde a logiche di mercato e di pubblico ben precise. Spesso, dunque, il film risulta un po’ prevedibile, a tratti anche un po’ ripetitivo per richiamare l’attenzione.

Se ci si sofferma sugli elementi positivi, non si può non parlare delle interpretazioni degli attori. L’alchimia e la chimica tra l’esordiente Sarah Toscano e Serena Rossi è una buona ragione per vedere questo film. Altro punto a favore è la rappresentazione che viene fatta della sordità, che viene raccontata in maniera molto naturale, senza enfatizzare o cadere nell’eccessiva retorica. A differenza dell’originale da cui prende spunto, inoltre, gli attori scelti per interpretare i genitori e il fratello di Eletta sono realmente sordi.

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Non abbiam bisogno di parole – Il Cast

Il cast di Non abbiam bisogno di parole è formato quasi tutto da esordienti o, in generale, da attori poco conosciuti al pubblico italiano. Con l’eccezione di Serena Rossi

Sarah Toscano, oltre che cantante, in questo film è anche nelle vesti di attrice, risultando molto naturale nel suo ruolo e dimostrando di gestire la scena. Serena Rossi, invece, veste i panni di una professoressa all’apparenza dura ma che ha a cuore il destino dei suoi studenti. 

La famiglia Musso è interpretata da Emilio Insolera che nel film è il padre Alessandro, un uomo che non vede un limite nella sordità; Carola Insolera, invece, è la madre Caterina, una donna che dietro uno stile studiato e preciso nasconde la sua insicurezza. Antonio Iorillo è Francesco, fratello maggiore di Eletta. Spesso in secondo piano, nel corso del film Francesco emerge con la sua personalità e i suoi sogni per il futuro.

Asia Corvino e Alessandro Parigi, invece, sono Martina e Marco, rispettivamente amica e interesse amoroso di Eletta

Oltre le parole

Non abbiam bisogno di parole, come si è ripetuto spesso, si inserisce nel solco tracciato dal francese La Famiglia Bélier e lo statunitense CODA – I segni del cuore, confermando la forza universale di questa storia. Come i suoi predecessori, il film esplora l’equilibrio delicato di una ragazza udente che funge da unico ponte comunicativo tra la sua famiglia sorda e il mondo esterno. Se l’originale francese del 2014 puntava su un tono da commedia rurale e sulla scoperta della vocazione canora, il remake americano del 2021 ha elevato il racconto attraverso una rappresentazione autentica, scegliendo attori realmente sordi per i ruoli principali. Questa evoluzione trasforma il racconto in un potente manifesto sulla cultura sorda, dove la musica smette di essere un limite insuperabile per diventare un nuovo linguaggio emotivo capace di connettere due mondi diversi oltre il silenzio.

Conclusioni

Nato come remake, Non abbiam bisogno di parole dimostra di possedere elementi di originalità, come una certa attenzione verso la musica italiana. Nel corso del film, infatti, vengono utilizzate le canzoni di Ron, Andrea Laszlo De Simone e Anna Oxa, oltre a un inedito di Toscano stessa. Punto a favore del film la forza del cast e dei personaggi, che però si incrina sotto le logiche della narrazione dettate da Netflix. 

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Soggetto e Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Nato come remake, Non abbiam bisogno di parole dimostra di possedere elementi di originalità, come una certa attenzione verso la musica italiana. Punto a favore del film la forza del cast e dei personaggi, che però si incrina sotto le logiche della narrazione dettate da Netflix. 
Laura Andriuzzi
Laura Andriuzzi
Sono una fan del cinema e della scrittura, amante di maratone cinematografiche e scontri critici sulla trama. Dalle commedie francesi ai crime procedural, mi piace tutto ciò che richiede cervello, ironia e una spruzzata di mistero. E se non sto guardando qualcosa? Probabilmente sto tentando di scriverlo!

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