Festival di Venezia"NAZA": il nuovo film dei registi di "No Other Land" a Venezia...

“NAZA”: il nuovo film dei registi di “No Other Land” a Venezia 2026

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 amplia il suo Concorso con “NAZA“, documentario firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi di No Other Land, vincitore dell’Oscar 2025.

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Il film nasce dalla collaborazione con The Guardian ed è prodotto da James Wilson attraverso JW Films. Jonathan Glazer, regista premio Oscar per La zona d’interesse, figura invece tra i produttori esecutivi. Entrambi erano già coinvolti in La voce di Hind Rajab, presentato a Venezia nel 2025 e candidato all’Oscar. Anche quel film affrontava la guerra a Gaza attraverso una storia ambientata durante il conflitto.

NAZA

Naza – Le prime indiscrezioni

Le prime indiscrezioni hanno riportato una prima sinossi iniziale. NAZA analizza i sistemi e le strutture legati alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza a partire dall’ottobre 2023 fino ad oggi. Il documentario è stato girato durante la notte direttamente dai tetti di Tel Aviv.

La pellicola affronta quindi un tema particolarmente delicato e attuale. Il suo ingresso nel Concorso della Mostra del Cinema di Venezia 2026 conferma l’attenzione del festival verso opere capaci di confrontarsi con questioni politiche e sociali contemporanee.

NAZA sarà presentato il 10 settembre alle 17:15 nella Sala Grande del Palazzo del Cinema. Alla proiezione saranno presenti i registi, i produttori, alcuni giornalisti del Guardian e la delegazione ufficiale. L’opera si aggiunge a una selezione che comprende ben 21 film affidati a nove registi al debutto nel Concorso del festival veneziano. Saranno presenti, infatti, nomi del calibro di Casey Affleck, Danny Boyle, Alì Asgari, Cédric Kahn e Paolo Strippoli.

Il progetto riporta al centro della Mostra un cinema documentario capace di intrecciare cronaca, testimonianza e riflessione politica. Con NAZA, Venezia si prepara così a ospitare un film destinato a far discutere, confermando ancora una volta il ruolo del cinema come spazio di confronto, memoria e analisi del presente.

Fabio Salvati
Fabio Salvati
Il cinema mi piace da quando ero piccolo, e passavo i pomeriggi a perdermi tra storie di ogni tipo, dai cartoni animati ai grandi classici. Da Iñárritu a Kim Ki-duk, da Farhadi a Herzog, fino a Fellini e Monicelli: non faccio distinzioni, guardo tutto con entusiasmo quasi sospetto. Sono un appassionato di sceneggiatura e mi diverte smontare i film pezzo per pezzo, capire come funzionano e scoprire i segreti che li rendono così affascinanti.

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