Natalie Portman, classe 1981, è un’attrice, produttrice e attivista israeliana naturalizzata statunitense. Nel 2011 vince il premio Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Il cigno nero. Numerosi sono stati i lavori che l’hanno portata a farsi amare dal grande pubblico. Basti pensare alla regina Padmé Amidala, nella trilogia prequel della saga di Guerre stellari, o film come V per vendetta, L’altra donna del re e molti altri.
Ma è nel 1994, a soli tredici anni, che la Portman ha il suo primo vero ruolo, e che la consacra fra le stelle nascenti di Hollywood. Stiamo parlando di Léon di Luc Besson. Se questo film ha portato l’attrice a consacrarsi fra le “grandi”, è però anche qui che sono iniziati alcuni problemi.

Durante un’intervista l’attrice ha infatti dichiarato, parlando con Jenna Ortega, di aver attraversato una lunga “fase Lolita” da attrice bambina, riferendosi al fatto che l’industria cinematografica la “sessualizzasse” già da piccola. Di questo argomento, della sessualizzazione delle star bambine a Hollywood, Natalie Portman ne ha da tempo apertamente parlato.
“C’é un’immagine pubblica di me diversa da quella che sono“. Ha detto la Portman alla collega, con la quale è in trattative per The Gallerist. “Ne ho già parlato un po’ di come, da bambina, fossi profondamente sessualizzata. Cosa che credo accada a molte ragazze sullo schermo. Mi ha spaventata molto. Ovviamente la sessualità è una parte fondamentale dell’essere bambina, ma volevo che fosse dentro di me, non verso di me“.
L’attrice ha raccontato di aver trascorso la sua totale carriera a essere inserita nei cliché che l’industria tanto ama attribuire alle attrici. Aggiunge: “in ogni fase della mia carriera, ce n’era una diversa in cui pensavo ‘devo evitarlo’. Ovviamente c’è stata una lunga ‘fase da Lolita’. Poi c’é stata una lunga fase da ‘ragazza che aiuta il ragazzo a realizzare le sue emozioni, di circa un decennio“. Lo scorso anno ha rivelato di aver imparato fin da piccola a mostrare un atteggiamento “da dura” sui set, per evitare di essere sessualizzata da potenziali predatori del settore.

