My Father’s Shadow del regista Akinola Davies Jr. (2025) è un film di genere drammatico, basato su un soggetto parzialmente autobiografico realizzato dal regista stesso e dal fratello Wale Davies.
Esso mostra un delicato rapporto tra Folarin (Sope Dirisu) e i suoi figli Remi (Chibuike Marvellous Egbo) e Anakin (Godwin Chiemerie Egbo) nel frammentato clima sociale e politico delle elezioni nigeriane del 1993.
Presentato al festival di Cannes del 2025, il film si è aggiudicato una menzione d’onore nella sezione Un certain regard ed è il primo lungometraggio di Davies Jr. Inoltre, Akinola Davies Jr. ha anche ricevuto il premio British Indipendent Film Award e il BAFTA Award for Outstanding Debut.

My Father’s Shadow – Trama
Si dice spesso che la famiglia sia la cosa più importante e che, come istituzione, è quella che fornisce una corretta educazione al mondo, poiché essa contribuisce allo sviluppo delle personalità dei figli e le loro responsabilità all’interno della società.
Ma cosa succede se chi amiamo di più è poco presente, al punto da sembrare un fantasma che proietta la sua ombra?
My Father’s Shadow richiama proprio questa suggestione seguendo le vite di Remi e Akin, due fratellini che passano una giornata con il padre Folarin nella città di Lagos dopo che, per un anno, non è stato presente in casa. Ambientato nel 1993 durante il periodo delle elezioni presidenziali, i due fratelli osservano per la prima volta la grande città notando gli ostacoli che il padre deve superare per riportarli a casa e la frustrazione per non aver percepito lo stipendio per 6 mesi.
Da qui inizia il viaggio di una piccola famiglia che si fa strada in una regione frammentata, contornato da diversi momenti di difficoltà e da tensioni nel rapporto tra Folarin e i suoi figli, i quali contestano l’assenza del padre nella loro quotidianità mentre quest’ultimo cerca di spiegare loro il valore del sacrificio e dell’amore fraterno. Non mancano, però, dei momenti di spensieratezza che annullano l’illusione degli ostacoli.

My Father’s Shadow – Recensione
My Father’s Shadow non è semplicemente un racconto di formazione, poiché il nucleo centrale del film è il valore della famiglia e cosa comporta crescere in una regione frammentata quale la Nigeria, anche se la narrazione presenta momenti di ambiguità in cui non è ben chiaro se ciò che i fratelli stanno vivendo nel presente o in un ricordo.
La figura di Folarin è quella di un uomo tormentato dal suo passato, poiché la morte del fratello ha inciso notevolmente sul suo carattere, ma nonostante ciò fa di tutto per garantire la sussistenza dei propri figli.
Non è sempre facile, per un padre, spiegare ai propri figli cosa implichi fare sacrifici nella vita e giustificare la propria assenza in casa, specialmente quando questi sono ancora in una fase pre adolescenziale e necessitano, dunque, di una guida che sappia dare una direzione giusta.
Un elemento che contraddistingue My Father’s Shadow è la presenza di sottili analogie con il genere documentario.
Grazie a una magistrale fotografia incentrata sui volti e la scelta di usare tonalità di luce ben equilibrate, e uno stile di montaggio che ricorda il neorealismo, le immagini e l’impianto sonoro consentono allo spettatore di percepire quasi pienamente le emozioni e il caos che si avverte in città, mostrando scene di proteste civili e del modo di lavorare degli abitanti al fine di rendere più che realistica l’atmosfera della città.
Dunque, il regista riesce nell’intento di mostrare al grande pubblico i luoghi della propria infanzia sfruttando uno sguardo dal basso della storia familiare per riflettere un dramma collettivo.

Un padre forte che ammette i propri sforzi
My Father’s Shadow mostra un padre che non nasconde le proprie fragilità, rendendole un pretesto per insegnare ai propri figli che la famiglia è la cosa più importante da preservare e di cui avere cura, giorno dopo giorno, al netto di ogni difficoltà. Nonostante ci sia sempre un dubbio sulla reale presenza del padre, segnato da visioni del passato del protagonista, il regista sfrutta la metafora dell’ombra per esprimere un concetto dal duplice significato: si va oltre il buio per scoprire la vita e si ritorna a esso per guardare dentro l’animo di un uomo, al fine di comprenderne i sacrifici.
Proprio sul valore del sacrificio insiste Folarin, nel momento in cui si rende conto che tutto è un sacrificio, ma bisogna essere lucidi e attenti a non sacrificare la cosa sbagliata.
Qui risiede il segreto profondo della fatica e del coraggio di un padre ostinato a non lasciare i propri figli in una terra difficile e martoriata come la Nigeria, e al tempo stesso non lasciarli privi di valori.

Conclusioni
My Father’s Shadow è una storia che unisce diverse sensazioni e profonde riflessioni sul sacrificio di un genitore e sul presente, contornato quest’ultimo da frammenti di immagini del clima politico nigeriano che restituiscono una memoria storica cupa.
Eppure, questa narrazione in My Father’s Shadow ci trasmette lo spirito di una collettività che lotta per superare le difficoltà in perfetta analogia con il trauma della perdita e il senso della famiglia.
