Mutiny è un film d’azione del 2026, con protagonista Jason Statham, questa volta impegnato in un ammutinamento. Anche nell’ultimo film, Missione Shelter, il contesto ambientale era, almeno per un po’, il mare. Anzi, le sue acque torbide, infestate dai nemici, che nel caso di Mutiny sono mercenari spietati. Gli assassini su commissione dovranno fare i conti con tutt’altro che un normale ammutinamento. Si tratterà infatti di un ammutinamento duro e letale, alla maniera di Jason Statham.
Mutiny, un ammutinamento alla Jason Statham- la trama
Cole Reed, interpretato da Jason Statham, è un ex berretto verde ora guardia del corpo di un importante uomo d’affari di Bangkok, dal nome Tibu Campallo. Costui sta per concludere un affare, che vede come investimento la costruzione di una gigantesca nave mercantile. Campallo è in combutta con un impresario thailandese, che sembra essere una garanzia per la riuscita del progetto. La nave verrà però occupata da una squadra di mercenari e da un container pieno zeppo di clandestini senza cibo o medicine. Sono due cose di cui hanno bisogno, ma in realtà vi è anche un terzo elemento in gioco: Cole Reed. Quando il veterano guardia del corpo assiste impotente alla morte del suo capo, andrà fino in fondo per scoprire la verità. Il primo passo sarà varcare la soglia della nave e lì cercare vendetta.

Mutiny, un ammutinamento alla Jason Statham- la recensione
È la prima volta che il nostro Statham, per quasi tutto il tempo di un film, si muove all’interno di spazi angusti, quelli della nave. Ma c’è una cosa in comune e reiterata rispetto al suo solito filone filmico e cioè quella di iniziare con il botto. E in questo caso il botto lo fa una macchina che si capovolge sulla strada, in un sinistro esplosivo. Alla guida dell’auto che ha provocato l’indicente, c’è l’ombra di un uomo calvo al posto di guida. Il velo della presenza fisica di Statham si avverte quindi dalle prime scene, fino al fatidico ammutinamento.
Le strade della trafficata e splendente Bangkok, illuminata da un’egregia fotografia, che si fonde al lato dell’azione, si uniranno alle zone strette della nave. Statham si aggira tra i meandri della stiva, come Dracula sulla Demeter, in, appunto Demeter- Il risveglio di Dracula.
Non a caso, infatti, l’ambiente navale possiede una certa claustrofobia orrorifica, degna del celebre romanzo sui vampiri di Bram Stoker. La nave diventa un personaggio, un’ ecosistema vitale in cui il protagonista ci cala, con percosse, disarmi sensazionali, fendenti di coltello ed ossa rotte. Non ci sono punti morti in Mutiny. Le parti più dialogate vengono subito interrotte da colpi di armi da fuoco. Interessante la figura del capitano, quest’uomo barbuto che porta con sé un talismano vichingo di protezione. Ancora una volta, la sceneggiatura osanna ed esalta il nostro Jason Statham, confermando che neanche una salvaguardia normanna può proteggere quella nave dall’ammutinamento.

Statham e quell’action che non stanca mai
La forza di pellicole come questa sta nel loro ripetersi senza mai annoiare. Banalmente, i cinema sono sempre pieni quando un action movie, non per forza con Statham( Homefront), viene proiettato. Pur cambiando narrativamente, Statham incalza sempre il medesimo ruolo ed è mosso da una missione retorica: la vendetta. Anche se Mutiny rappresenta una novità solo perché questa volta Statham esplica la sua forza distruttiva in una nave, è comunque un prodotto ben costruito. La sua capacità di intrattenimento è fattore determinante per il dispiegarsi delle scene d’azione in quasi due ore di visione. I combattimenti sono monocorde, ma Statham alza l’asticella della brutalità, soprattutto sul finale, in cui, come in un videogioco, deve sconfiggere l’ultimo boss.
L’alleata al femminile nella lotta al male di Statham è un personaggio molto carismatico. La donna sta svolgendo una prova lavorativa all’interno della nave mercantile e sarà la prima ad imbattersi nel carico umano.
Al pari degli altri personaggi, anche lei non resisterà al fascino di Statham, tanto che farà comunella con lui fino alla fine. L’insolita compagna di squadra, però, non è la classica donzella in pericolo; sa anche cavarsela in momenti complicati, con o senza l’aiuto di Cole Reed. Il duo è sinergico e dà alla luce una buona intesa sullo schermo, senza risultare forzata o superficiale.

Cast
Al fianco di Statham, ci sono Annabelle Wallis , che interpreta Angie Ellis, Roland Møller nei panni del capitano Marko Madsen, Adrian Lester come capitano Adam Spencer, oltre a Ramon Tikaram, Arnas Fedaravičius e Jason Wong. Figurano inoltre Lee Charles, Chaneil Kular, Tom Christian, Ben Cartwright, Steven Blades e Rumi Sutton.
Conclusioni
Pur peccando di prevedibilità, Mutiny resta comunque una pellicola d’azione lodevole, carica del fatto che l’attore protagonista sa il fatto suo. È credibile nella coreografia dell’azione, senza trasformare l’eroe principale in un super eroe immune persino alle bombe. Nonostante una sceneggiatura poco originale, se ne consiglia in modo entusiasta la visione.
