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Murder Mystery

Nick Spitz (Adam Sandler) è un impacciato poliziotto di New York sposato con la bella Audrey (Jennifer Aniston) parrucchiera un po’ frustrata con la mania dei di romanzi gialli. Il matrimonio dei due è in crisi. Per riaccendere la passione decidono di partire per un viaggio in Europa. Sull’aereo conoscono il dandy Charles Cavendish (Luke Evans), un nobile inglese che li invita a trascorrere la vacanza su un lussuosissimo yacht appartenente all’attempato zio che sta per convolare a nozze con una giovane donna orientale. Per l’occasione, il riccone ha voluto accanto a sé familiari e amici.  Poco prima che egli firmi il testamento, nel quale lascia ogni bene alla dolce metà, viene ucciso con un pregiato pugnale.  I coniugi Spitz diventano i principali sospettati dell’omicidio. Sarà dura dimostrare la loro innocenza e soprattutto risolvere l’intricato caso.

Murder Mysterysi pone come obiettivo (tutt’altro che modesto) quello di voler essere al tempo stesso un buon giallo con tanto di cadaveri, moventi e sospettati e una divertente commedia sentimentale. Il risultato tuttavia è deludente e il film non convince affatto. Colpa di una sceneggiatura ingarbugliata che mette in affanno attori e spettatori che faticano a stare dietro ai siparietti  dei coniugi e agli omicidi che si succedono senza una motivazione apparentemente logica. Eppure il film non è stato scritto da un pivello ma da un certo James Vanderbilt che tredici anni fa aveva firmato la sceneggiatura di uno dei film più riusciti di David Fincher: Zodiac (2013).

Questa volta forse per Vanderbilt la meta è troppo ambiziosa. Murder Mystery infatti, sebbene in chiave parodistica, s’ispira apertamente ai romanzi della regina del genere giallo Agatha Christie. Solo che il protagonista del film non è il celebre Hercule Poirot, l’investigatore belga  dai lunghi baffi e l’accento francese che grazie al suo acume era in grado di risolvere anche il più fitto dei misteri. In Murder Mystery  lo scioglimento del caso è affidato a una coppia che non pare avere fiuto per i delitti  ma piuttosto una tiepida passione per le storie a tinte noir. Si rimane sorpresi quando alla fine del film gli Spits risolvono il caso. Come hanno fatto a individuare l’assassino? E soprattutto quali sono le tracce che hanno spinto la coppia a trarre una tale conclusione? Se nei suoi romanzi la celebre scrittrice inglese accompagnava i lettori, stuzzicava la loro curiosità lasciando indizi qua e là, in Murder Mystery di tracce ce ne sono ben poche ed è impossibile per lo spettatore tentare di individuare l’autore del misfatto.

Anche come commedia Murder Mystery presenta diversi problemi. I coniugi Spits strizzano l’occhio alle  coppie delle screwball comedies, quelle strampalate, mal assortite, alle prese con situazioni rocambolesche. Le schermaglie amorose dei due rispolverano le atmosfere della commedia sofisticata americana degli anni Trenta. Se nelle più celebri pellicole del genere come Accadde una notte (1934) o Susanna (1938) ogni elemento narrativo funzionava alla perfezione e i risultati erano esilaranti, in Murder Mystery le occasioni in cui si ride sono davvero poche e i battibecchi coniugali sono piuttosto banali. Va riconosciuto però alla coppia Aniston-Sandler di avercela messa davvero tutta per far ridere.  D’altronde parliamo di due attori che in passato, nella commedia Mia moglie per finta (2011), avevano dimostrato di possedere una buona alchimia. Entrambi sono molto bravi nei ruoli brillanti.

 Sono state però le loro interpretazioni drammatiche a sorprendere positivamente pubblico e critica. Jennifer Aniston fu bravissima nel ruolo della ragazza infelice e fedifraga nel film indipendente The Good Girl (2002) e Adam Sandler non fu da meno nella parte del ragazzo inquieto in Ubriaco d’amore (2002) di Paul Thomas Anderson. Malgrado l’enorme popolarità dell’attore americano, negli ultimi anni i suoi film al cinema non sono andati poi così bene. Per questo motivo, qualche anno fa, Sandler ha firmato un accordo con Netflix che prevede una collaborazione tra la piattaforma e l’attore per circa una decina di pellicole.

Murder Mystery è uno dei film che appartiene a questo accordo.  Andato in onda sulla piattaforma nel 2019 ha avuto un’enorme e inspiegabile successo ottenendo più di 30 milioni di visualizzazioni in soli tre giorni.  Sebbene abbia ricevuto numerose stroncature  pare che Netflix stia seriamente pensando a un sequel. Non stupisce la decisione del colosso streaming le cui scelte (che si parli di film o di serie tv) sono influenzate dal numero di visualizzazioni ottenute. D’altra parte dispiace un po’ che le sorti di un film dipendano da mere statistiche. Ma questa è un’altra storia.

Voto Autore: [usr 2]

Mariana De Angelis
Laureata in storia e critica del cinema con una tesi sul cinema classico hollywoodiano. Amante del cinema di genere con un'insana passione per l'horror, soprattutto quello americano di serie b.

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