Recensioni FilmMilk and Serial - Recensione del debutto horror di Curry Barker

Milk and Serial – Recensione del debutto horror di Curry Barker

Milk and Serial (2024) sembra contenere in sé tutto quello che oggi ha portato alla consacrazione il suo regista Curry Barker (autore del fortunato Obsession, tutt’ora in sala): la volontà di inquietare lo spettatore, tramite l’atmosfera e una cura maniacale di ogni aspetto della messa in scena.

E così l’esordio del giovanissimo autore, all’epoca ventiquattrenne, in solamente un’ora di durata riesce a raccontare una storia terrificante e convincente.

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Milk and Serial – Trama

Il film è un horror found footage che ruota attorno a Seven (Cooper Tomlinson) e Milk (Curry Barker), due YouTuber famosi per i loro prank.

Per il compleanno di Milk, Seven organizza un finto omicidio in cui spara a salve a una loro amica. Per vendicarsi, Milk decide quindi di mettere in scena un contro-scherzo con un anziano vicino di casa, Greg. Da quel momento la situazione precipita, e i confini tra finzione e realtà diventeranno sempre più sottili.

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Le menti dietro Milk and Serial: il duo Barker-Tomlinson

Ottocento dollari e la volontà di sovvertire il genere. Questo è bastato al duo comico formato da Curry Barker e Cooper Tomlinson, founder del loro canale YouTube @that’s_a_bad_idea (attualmente seguito da 1.31 milioni di seguaci), per rendere realtà la loro opera prima. Nati come creator comici, i due hanno avviato un sodalizio che ha visto il primo principalmente nel ruolo di regista e scrittore, e il secondo come interprete. “La nostra scuola di cinema fuori dalla scuola di cinema”, come l’hanno definita loro stessi in un’intervista. Una rampa di lancio che li ha portati a imbarcarsi anche all’interno del mondo dell’horror (con corti quali Warnings, Heavy Eyes e The Chair) e a venire distribuiti da Focus Features grazie al film Obsession, attualmente ancora in sala e già campione d’incassi (guadagnando 229 milioni a fronte di un budget di soli 750mila).

Una parabola che ha quasi un sapore di fiabesco, ma anche di ironico e metacinematografico, se si pensa che in Milk and Serial i protagonisti sono degli Youtuber con la volontà di sfondare grazie ai loro video. Una storia che fa riflettere non tanto su quanto l’industria abbia bisogno di puntare su talenti giovani, da ergere a immagine di geniali enfant prodige, ma più di creativi che non abbiano paura di utilizzare ogni risorsa a loro accessibile per provare a rivoluzionare il sistema. Giocando con codici e simbologie dell’horror, per ricombinarli in nuove e fresche narrazioni.

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Il genere del found footage

Il found footage è un genere che ha avuto la sua massima fortuna con film quali The Blair Witch Project e Rec, che prevede una narrazione delle vicende in scena come se queste fossero registrate in maniera amatoriale dai personaggi all’interno dell’opera. Una sorta di finto documentario, che da una situazione di tranquillità iniziale punta a evolvere in una spirale di puro terrore.

Barker riprende quindi questo genere per rispolverare temi complessi sotto una nuova luce. Il ruolo del serial killer, come si finisca effettivamente per diventarlo, ma anche come l’intrattenimento ne costruisca l’identità (numerosi sono i riferimenti a Jeffrey Dahmer). Costruendo biografie mitiche, per puntare all’idolatria di massa e all’effetto shock. L’atmosfera è quella quotidiana tipica dei teenager americani, come già in Obsession, e proprio il contrasto con gli elementi horror presenti contribuisce a creare ancora più straniamento. Barker, qui anche interprete, è perfetto nel rendere il climax ascendente verso cui punta il succedersi degli eventi. E non solo grazie alla sua folle interpretazione, ma anche alle inquadrature della “finta camera”, che risultano credibili nel contesto.

Performance maschile, gaslighting e il femminile-feticcio

In Obsession, l’idealizzazione che diventa ossessione era al centro del dibattito; già in Milk and Serial, però, Barker parlava più sottilmente del tema. La competizione non dichiarata tra i due protagonisti, che porterà all’evolversi del loro rapporto in direzioni impreviste, non è altro infatti che un sintomo dell’ego ferito di Milk, e della performance della mascolinità richiesta sempre più dai social. Un’evidenza di come le strutture patriarcali, in primis, ingabbino anche l’uomo all’interno di dinamiche che ne impediscono l’espressione autentica e portano al conflitto. Milk utilizza diverse tecniche di gaslighting, infatti, che è lo strumento per eccellenza del partner abusante.

Nella scena del finto prank iniziale, alla festa di Milk, è il corpo dell’amica Naomi a venire ucciso per finta, e non è un caso. Si tratta infatti della perfetta metafora di come per Milk (SPOILER) le donne non siano altro che semplici feticci. Dei fantocci, delle compensazioni per la vera persona a cui vorrebbe togliere la vita: Seven. Un fenomeno definito fridging, e che implica l’oggettificazione femminile come semplice strumento funzionale.

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Milk and Serial – Conclusioni

Milk and Serial è un debutto sfolgorante e originale, che punta a mischiare found footage, algoritmi social e denuncia sociale delle moderne dinamiche adolescenziali. Un ritratto generazionale in cui l’empatia scompare, per fare posto a una violenza che appare lontana per via della mediazione dello schermo del telefono.

Un piccolo gioiello da non perdere, disponibile gratuitamente su YouTube.

PANORAMICA RECENSIONE

Regia
Sceneggiatura
Interpretazioni
Emozioni

SOMMARIO

Una perla horror dal regista di Obsession, da scoprire su YouTube.
Carlotta Pedercini
Carlotta Pedercini
Cresciuta tra film d'animazione, horror e drammi d'autore, per me una buona scrittura viene prima di tutto. Ho un debole per Jason Schwartzman e mi muovo tra Xavier Dolan, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti: Megamind, però, rimane sempre la mia Bibbia.

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