NewsMary Beth Hurt: addio a un'icona del cinema statunitense

Mary Beth Hurt: addio a un’icona del cinema statunitense

Mary Beth Hurt è morta domenica all’età di 79 anni a causa del morbo di Alzheimer. La notizia è stata confermata dalla figlia Molly Schrader e dal marito, lo sceneggiatore e regista Paul Schrader, tramite un commosso post su Facebook. “Era un’attrice, una moglie, una madre e un’amica, e ha ricoperto tutti questi ruoli con grazia e una gentile ferocia”, si legge nel messaggio.
Nata Mary Beth Supinger a Marshalltown, Iowa, ha studiato recitazione all’Università dell’Iowa e poi alla NYU. Ha debuttato sui palcoscenici newyorkesi nel 1974, conquistando subito critica e pubblico. Infatti, ha ricevuto ben tre nomination ai Tony Award per le sue interpretazioni teatrali. In particolare, per Crimes of the Heart ha vinto anche un prestigioso Obie Award.

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Mary Beth Hurt

Mary Beth Hurt: da Woody Allen a Martin Scorsese, una carriera straordinaria

Mary Beth Hurt ha collaborato con alcuni dei più grandi registi della storia del cinema americano. Fu Woody Allen a sceglierla per il suo primo ruolo cinematografico nel 1978, nel film Interiors. Inoltre, recitò nel celebre Il mondo secondo Garp, interpretando Helen Holm Garp al fianco di Robin Williams. Del resto, la sua carriera è stata caratterizzata da scelte sempre coraggiose e selettive. “Il cinquanta per cento dei ruoli che mi vengono offerti non ha alcun valore“, aveva dichiarato in un’intervista al New York Times nel 1989. Aggiungeva che accettava solo i ruoli che trovava genuinamente interessanti, a meno che non fosse passato molto tempo dall’ultimo film. Un’etica professionale rara e ammirevole, che l’ha resa una figura rispettata da colleghi e registi.
Tra i suoi lavori più importanti figurano anche L’età dell’innocenza di Martin Scorsese e Sei gradi di separazione. Ha inoltre collaborato con il marito Paul Schrader nei film Affliction e Light Sleeper. In televisione ha partecipato a serie come Law & Order e Thirtysomething.
Le sopravvivono il marito Schrader, una figlia e un figlio.

Margherita Miracolo
Margherita Miracolo
il cinema mi accompagna da quando ero bambina: prima come gioco, poi come rifugio e infine come passione coltivata tra visioni, approfondimenti e nuove scoperte. Dal cinema d'autore al blockbuster, ogni film è un'occasione per entrare in un mondo fatto di stimoli, emozioni e riflessioni

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